4.a Domenica di Quaresima Lætare – C

4.a Domenica di Quaresima Lætare – C

La divina misericordia ci richiama, dopo
che abbiamo peccato, e ci apre, se torniamo,
le braccia della sua clemenza.
S. Gregorio Magno, Omelia 33, 8

PRIMA LETTURA
Il popolo di Dio, entrato nella terra promessa, celebra la Pasqua.
Gs 5,9-12
SALMO RESPONSORIALE
Sal 33
SECONDA LETTURA
Dio ci ha riconciliati con sé mediante Cristo.
2Cor 5,17-21
CANTO AL VANGELO
(Lc 15,18)
VANGELO
Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita.
Lc 15,1-3.11-32
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

La lontananza da Dio e dalla sua sapienza
produce la dissipazione del cuore e della mente
e una grande miseria dell’anima
che diventa schiava delle potenze di questo mondo.
Il riconoscimento sincero del proprio bisogno
e il ricordo della bontà del Padre
danno inizio al ritorno verso la sua casa.

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 6, 12-23
Quando infatti eravate sotto la schiavitù del peccato, eravate liberi nei riguardi della giustizia. Ma quale frutto raccoglievate allora da cose di cui ora vi vergognate? Infatti il loro destino è la morte. (vv. 20-21)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 2, 14-26
Dio voglia concedere … [agli oppositori] di convertirsi, perché riconoscano la verità e ritornino in sé sfuggendo al laccio del diavolo, che li ha presi nella rete perché facessero la sua volontà. (vv. 25b-26)

SALMO 25 (24)
Vedi la mia miseria e la mia pena e perdona tutti i miei peccati. (v. 18)

SALMO 145 (144)
Paziente e misericordioso è il Signore, lento all’ira e ricco di grazia. Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature. (vv. 8-9)

DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 2
Riconosci e vedi quanto è cosa cattiva e amara l’avere abbandonato il Signore tuo Dio e il non avere più timore di me. (v. 19b)

DAL LIBRO DELLE LAMENTAZIONI, CAP. 3, 14-58
Questo intendo richiamare alla mia mente, e per questo voglio riprendere speranza. Le misericordie del Signore non sono finite, non è esaurita la sua compassione. (vv. 21-22)

DAL LIBRO DEL PROFETA GIONA, CAP. 1-2
Quando in me sentivo venir meno la vita, ho ricordato il Signore. (v. 2, 8)

DAL LIBRO DEL PROFETA MICHEA, CAP. 7, 8-20
Qual dio è come te, che toglie l’iniquità e perdona il peccato al resto della sua eredità; che non serba per sempre l’ira, ma si compiace d’usare misericordia? (v. 18)

DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 4, 23-31
Là servirete a dèi fatti da mano d’uomo … Ma di là cercherai il Signore tuo Dio e lo troverai, se lo cercherai con tutto il cuore e con tutta l’anima. (vv. 28a-29)

COMMENTO PATRISTICO

CLEMENTE DI ALESSANDRIA
Quis dives, 39 s.

Vera penitenza è non tornare a peccare

Se uno che è fuori dello scoglio della troppa ricchezza o troppa povertà ed è sul facile sentiero dei beni eterni, tuttavia, dopo la liberazione dal peccato, ricade e si seppellisce in esso, questo deve essere ritenuto rigettato da Dio. Chiunque, infatti, si rivolge a Dio con tutto il cuore, gli si aprono le porte, e il Padre accoglie con tutto l’affetto il figlio veramente pentito. Ma la vera penitenza consiste nel non ricadere e nello sradicare i peccati riconosciuti come causa di morte. Se ne levi questi, Dio abiterà di nuovo in te. È una gioia immensa e incomparabile in cielo per il Padre e per gli angeli la conversione di un peccatore (Lc 15,2). Perciò è detto anche: “Voglio misericordia e non sacrificio. Non voglio la morte del peccatore, ma che si penta. Se i vostri peccati saranno come la porpora, li farò bianchi come la neve; e se saranno neri come il carbone li ridurrò come neve” (Os 6,6 Mt 9,13 Ez 18,23 Is 1,18 Lc 5,21). Solo il Signore può perdonare i peccati e non imputare i delitti e ci comanda di perdonare i fratelli pentiti (Mt 6,14). Che se noi, che siamo cattivi, sappiamo dare cose buone, quanto più il Padre della misericordia, quel Padre di ogni consolazione, pieno di misericordia, avrà lunga pazienza e aspetterà la nostra conversione? (Lc 11,13). Ma convertirsi dal peccato, significa finirla col peccato e non tornare indietro.

Dio concede il perdono del passato; il non ricadere dipende da noi. E questo è pentirsi: aver dolore del passato e pregare il Padre che lo cancelli, poiché lui solo con la sua misericordia può ritenere non fatto il male che abbiamo fatto e lavare con la rugiada dello Spirito i peccati passati. È detto, infatti: “Vi giudicherò, come vi troverò (In Evang. apocr.)“, in modo che se uno ha menato una vita ottima, ma poi si è rivolto al male, non avrà alcun vantaggio del bene precedente; invece, chi è vissuto male, se si pente, col buon proposito può redimere la vita passata. Ma ci vuole una gran diligenza, come una lunga malattia vuole una dieta più rigorosa e più accortezza. Vuoi, o ladro, che il peccato ti sia perdonato? Finisci di rubare. L’adultero spenga le fiamme della libidine. Il dissoluto sia casto. Se hai rubato, restituisci un po’ di più di quanto hai preso. Hai testimoniato il falso? Impara a dir la verità. Se hai spergiurato, astieniti dai giuramenti, taglia i vizi, l’ira, la cupidigia, la paura. Forse è difficile portar via a un tratto dei vizi inveterati; ma puoi conseguirlo per la potenza di Dio, con la preghiera dei fratelli, con una vera penitenza e assidua meditazione.

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