La divina misericordia ci richiama, dopo
che abbiamo peccato, e ci apre, se torniamo,
le braccia della sua clemenza.
S. Gregorio Magno, Omelia 33, 8
PRIMA LETTURA
Il popolo di Dio, entrato nella terra promessa, celebra la Pasqua.
SALMO RESPONSORIALE
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino. R/.
Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato. R/.
Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce. R/.
SECONDA LETTURA
Dio ci ha riconciliati con sé mediante Cristo.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita.
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Accogliendo i peccatori e mangiando con loro
Gesù rivela il pensiero del Padre
che ha mandato il suo Figlio nel mondo
per radunare tutti gli uomini alla sua mensa
e nutrirli con la sua misericordia e il suo perdono.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 22, 1-14
[Il re] disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto … andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. (vv. 8a. 9)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 8, 5-13
Ora vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli. (v. 11)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 9, 10-17
Andate dunque e imparate che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”. (v. 13)
SALMO 23 (22)
Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici. (v. 5a)
DAL LIBRO DEI PROVERBI, CAP. 9, 1-6
Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato. (v. 5)
DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 24
Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate, e saziatevi dei miei prodotti. Poiché il ricordo di me è più dolce del miele, il possedermi è più dolce del favo di miele. (vv. 18-19)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 25, 6-12
Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. (v. 6)
DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 34
Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia. (vv. 15-16)
COMMENTO PATRISTICO
AGOSTINO
Dal Discorso 112/A, 3-7 passim
L’uomo che ha due figli è Dio che ha due popoli: il figlio maggiore è il popolo dei giudei; il minore il popolo dei pagani. Le sostanze ricevute da parte del Padre sono l’anima, l’intelligenza, la memoria, l’ingegno e tutte le facoltà che Dio ci ha dato per conoscerlo ed adorarlo. Ricevuto questo patrimonio, il figlio minore se ne andò in un paese lontano, cioè arrivò fino alla dimenticanza del suo Creatore. Consumò tutto il suo patrimonio vivendo da scialacquatore; pagando senza acquistare, spendendo ciò che aveva senza ricevere ciò che non aveva, vale a dire consumando tutto il proprio ingegno nelle dissolutezze, negli idoli, in tutte le passioni disoneste, che la Verità chiama meretrici. Nulla di strano che a quella dissolutezza tenne dietro la fame. Ora in quel paese ci fu una grande carestia, non la carestia del pane visibile, ma la mancanza dell’invisibile verità …
Capì alla fine in qual condizione era ridotto, che cosa aveva perduto, chi aveva oltraggiato e in potere di chi era corso a gettarsi e tornò in se stesso; prima tornò in se stesso, poi tornò dal padre. Tornato in se stesso si trovò miserabile: Ho trovato – disse – tribolazione e dolore, e ho invocato il nome del Signore (Sal 114, 3-4). Quanti salariati di mio padre – disse – hanno cibo in abbondanza! Io invece sto qui a morir di fame. …
Si alza e torna; difatti si era fermato dov’era rimasto a giacere dopo la sua caduta. Lo vede il padre da lontano e gli va incontro, poiché la voce di lui si trova nel salmo: Tu hai conosciuto i miei pensieri da lontano (Sal 138, 3). Quali pensieri? I pensieri fatti dicendo tra sé: Dirò a mio padre: Ho peccato contro il cielo e contro di te, non sono più degno d’essere considerato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi mercenari.
Non diceva già così, ma pensava di dirlo; il padre tuttavia lo sentiva già come se lo dicesse.
… In un altro salmo è detto: Ho detto: confesserò al Signore contro di me il mio peccato (Sal 31, 5). Vedete come ancora tra se stesso disse, propose, e subito soggiunse: E tu hai perdonato l’empietà del mio cuore. Quanto è vicino il perdono di Dio a chi confessa i propri peccati! Dio infatti non è lontano da coloro che hanno il cuore contrito; poiché così trovi nella Scrittura: Il Signore è vicino a coloro che hanno il cuore contrito (Sal 33, 19). …
Mentre ancora il figlio si disponeva a dire al padre ciò che andava ripetendosi: Mi alzerò, andrò da lui e gli dirò, poiché il padre conosceva da lontano la risoluzione del figlio, gli corse incontro. Che vuol dire: “correre incontro” se non accordare il perdono in anticipo? Essendo ancora lontano – dice il vangelo – gli corse incontro il padre, mosso da misericordia. Perché fu mosso da misericordia? Perché il figlio era sfinito per la miseria. Gli corse incontro e gli si gettò al collo, gli gettò cioè il braccio al collo. Il braccio del Padre è il Figlio; gli diede la possibilità di portare Cristo: questo peso non opprime, ma solleva. …
Il padre poi ordina di portare il vestito migliore che Adamo aveva perduto peccando. Dopo aver ormai accolto il figlio col perdono e dopo averlo baciato, ordina di portargli il vestito, cioè la speranza dell’immortalità mediante il battesimo. Ordina di mettergli l’anello, cioè il pegno dello Spirito Santo e i sandali ai piedi per la prontezza ad annunciare il messaggio evangelico della pace, affinché fossero belli i piedi di colui che reca il buon annuncio del bene. Ciò Dio lo fa mediante i suoi servi, cioè mediante i ministri della Chiesa. Forse che danno la veste, l’anello e i sandali di loro proprietà? Essi devono solo rendere un servizio, compiono un dovere; quei beni li dà Colui dal cui seno misterioso e dal cui tesoro sono portati fuori. Il padre ordinò di uccidere anche il vitello che aveva ingrassato perché fosse ammesso alla tavola in cui si mangia Cristo ucciso, poiché per chi arriva da lontano e si rifugia nella Chiesa, Cristo viene ucciso quando gli si annuncia ch’è stato ucciso e viene ammesso a nutrirsi del suo corpo. Si uccide il vitello ingrassato perché chi era perduto è stato ritrovato.
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