Avvicinati anche tu a Siloe, cioè a colui
che è stato mandato dal Padre… Ti lavi
Cristo, perché tu possa vedere.
S. Ambrogio, Lettera 80, 5
Davide è consacrato con l’unzione re d’Israele.
1Sam 16,1.4.6-7.10-13 SALMO RESPONSORIALE
Sal 22 SECONDA LETTURA
Risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà.
Ef 5,8-14 CANTO AL VANGELO
(Gv 8,12) VANGELO
Andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Gv 9,1-41 PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi
PERCORSO ESEGETICO
L’illuminazione del cuore è opera di Dio.
Gesù è il Verbo eterno, mandato dal Padre
per portare all’uomo la luce divina
e rivestirlo di essa.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 1-18
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. (v. 9)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 4, 13-25
[Gesù] lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: … Il popolo immerso nelle tenebre ha visto una grande luce; su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte una luce si è levata. (vv. 13-14. 16)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 20, 29-34
Gesù si commosse, toccò loro gli occhi e subito ricuperarono la vista e lo seguirono. (v. 34)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 68-79
Grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio … verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge. (v. 78)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 9, 1-17
Allora Anania andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: “Saulo, fratello mio, mi ha mandato a te il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale venivi, perché tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo”. (v. 17)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 42
Ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre. (vv. 6b-7)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 60, 1-22
Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. (v. 1)
SALMO 19 (18)
I comandi del Signore sono limpidi, danno luce agli occhi. (v. 9b)
SALMO 43
Manda la tua verità e la tua luce; siano esse a guidarmi, mi portino al tuo monte santo e alle tue dimore. (v. 3)
COMMENTO PATRISTICO
S. AGOSTINO
Dal Discorso 136, Sulla vista donata al cieco
Il dono della vista al cieco nato.
Abbiamo ascoltato la lettura del santo Vangelo, quella che siamo soliti fare; ma è un bene che sia ripresentata, è un bene richiamarla alla memoria da una prolungata dimenticanza. Infine una lettura fatta assai da tempo ci ha recato piacere quasi comme una nuova. Cristo donò la vista ad un uomo cieco dalla nascita; perché vi meravigliate? Cristo è Salvatore: con questo beneficio soddisfece alla menomazione che aveva operato nel seno materno. D’altra parte non commetteva assolutamente un errore quando lo privava della vista. Rimandava invece al miracolo. Voi forse dite: Come lo sai?. L’ho saputo da lui stesso, l’ho detto or ora; l’abbiamo udito insieme. Infatti, quando i suoi discepoli vollero sapere dicendo: Chi ha peccato, costui e i suoi genitori per il fatto che è nato cieco? Che cosa rispose? L’avete ascoltato insieme a me: Né questi ha peccato e neppure i suoi genitori; ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio. Ecco spiegato perché differiva privandolo della vista. Non fece allora ciò che doveva fare poi; non fece ciò che sapeva avrebbe fatto quando conveniva. E non giudicate, fratelli, che i genitori di lui non avessero avuto alcun peccato o che, quando egli nacque, non abbia contratto il peccato originale, per il quale peccato, che va rimesso, i bambini vengono battezzati al fine della remissione dei peccati. Ma quella cecità non fu dovuta al peccato dei genitori, non al peccato personale di lui, ma perché si manifestassero in lui le opere di Dio. Poiché tutti noi, quando siamo nati, abbiamo assunto il peccato originale, pur tuttavia non siamo nati ciechi. Approfondisci meglio: veramente siamo nati ciechi. Chi infatti non è nato cieco? Però nella mente, ma il Signore, che ha creato entrambi, curò entrambi.
L’errore del cieco, convinto che i peccatori non sono ascoltati.
Con gli occhi della fede avete veduto questo cieco, lo avete veduto pure dotato della vista da cieco che era; ma lo avete udito cadere in errore. Espongo in che si sbagliava questo cieco: anzitutto perché riteneva che Cristo fosse un profeta. Non conosceva il Figlio di Dio. Poi abbiamo ascoltato una sua risposta totalmente erronea; asserì infatti: Noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori. Se Dio non ascolta i peccatori, quale speranza abbiamo? Se Dio non ascolta i peccatori, a che scopo preghiamo e diamo la prova del nostro peccato col batterci il petto? E non è proprio il caso di quel Publicano, che insieme al Fariseo salì al tempio e, mentre il Fariseo si vantava sciorinando i meriti che aveva, quello, tenendosi a distanza, con gli occhi fissi a terra e battendosi il petto, confessava i propri peccati? E costui che riconosceva i propri peccati si allontanò giustificato dal tempio a differenza di quel Fariseo. Ma chi si espresse in tal modo non aveva ancora lavato la vita del cuore in Siloe. Negli occhi di lui il segno misterioso aveva agito per primo, ma nel cuore non si era ancora attuato il benefico effetto della grazia. Quando codesto cieco lavò la vista del suo cuore? Allora che, cacciato fuori dai Giudei, il Signore lo internò nella verità di sé. Lo trovò e gli parlò, così come abbiamo ascoltato: Credi tu nel Figlio di Dio? E quello: Chi è, Signore, perché io creda in lui? Che già vedeva con gli occhi è sicuro: ma con il cuore? Non ancora. Attendete: adesso vedrà. Gli rispose Gesù: Sono io che ti parlo. Rimase dubbioso? Lavò immediatamente la vista. Stava appunto parlando con quel Siloe, che significa “l’inviato”. Chi è l’inviato se non Cristo? Colui che spesso dichiarò con le parole: Io compio la volontà del Padre mio che mi ha inviato. Dunque, egli in persona era Siloe. Il cieco si accostò con il cuore, ascoltò, credette, adorò; deterse la vista, vide.
La cecità dei Giudei che accusavano falsamente Cristo di trascurare il sabato.
Ma coloro che lo avevano espulso rimasero ciechi, dal momento che accusavano falsamente il Signore, perché era un sabato quando fece del fango con la saliva e ne spalmò gli occhi del cieco. I Giudei lo accusavano apertamente quando, ad ogni modo, il Signore operava guarigioni solo con la parola. Infatti di sabato non faceva alcunché se il suo volere, espresso, si realizzava. La calunnia era manifesta: lo calunniavano nell’atto di volere, lo calunniavano se in procinto di parlare, come se da parte loro non aprissero bocca nel corso del sabato. Posso dire che non dicevano parola non solo durante il sabato, ma in alcun altro giorno, perché si sottrassero alle lodi del vero Dio. Tuttavia, come ho detto, fratelli, la calunnia era manifesta. Diceva il Signore a un uomo: Stendi la tua mano; l’uomo risanava e il Signore veniva accusato perché guariva di sabato. Che cosa fece? In che fu occupato? Che carico portò? Ma in questo caso sputare in terra, fare del fango, spalmarlo sugli occhi dell’uomo, già era fare un lavoro. Nessuno lo dubiti, era un lavorare. Il Signore non teneva conto del sabato: ma non per questo era colpevole. Egli, la Luce, era venuto, dissipava le ombre. Il Sabato infatti fu prescritto dal Signore Dio, fu prescritto dallo stesso Cristo, il quale era con il Padre quando veniva data la legge. Da lui stesso fu prescritto, ma adombrava il futuro: Nessuno dunque vi condanni più in fatto di cibo o bevanda, o riguardo a feste, a noviluni e a sabati, il che è ombra delle cose future. Era venuto colui del quale queste cose davano l’annunzio. Com’è che vi compiacete delle ombre? Giudei, aprite gli occhi, è qui il sole. Noi sappiamo. Che sapete? Che quest’uomo, il quale in tal modo non osserva il sabato, non viene da Dio. Cristo, che voi, meschini, dite non venga da Dio, ha prestabilito il sabato, appunto il sabato. Voi osservate il sabato materialmente, non avete la saliva di Cristo. Vedete di scorgere nella terra anche la saliva del sabato di Cristo e riconoscerete, nel sabato, l’annunzio profetico del Cristo. Ma voi che sui vostri occhi non avete con la terra la saliva di Cristo, per questo non siete venuti in Siloe, e non avete deterso la vista e siete rimasti ciechi; per il bene di quello, cieco, o meglio, non più cieco né riguardo alla carne né riguardo alla mente. Ricevette il fango intriso di saliva, ne furono spalmati i suoi occhi, si accostò a Siloe, deterse la vista, credette in Cristo, vide, non si impedì entro quella condanna terribile assai: Io sono venuto in questo mondo per giudicare, affinché quelli che non vedono, vedano; e quelli che vedono, diventino ciechi.
Nuova Citeaux Per la promozione della cultura cistercense

