4.a Domenica di Pasqua

Fu il buon pastore e diede la vita per il
gregge per trasformare il suo corpo e il
suo sangue in sacramento per noi e per
nutrire con la sua carne le pecorelle redente.
S. Gregorio Magno, Omelia 14, 1

PRIMA LETTURA
In nessun altro c’è salvezza.
At 4,8-12

SALMO RESPONSORIALE
Sal 117

 

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti. R/.
Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. R/.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.
Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre. R/.

SECONDA LETTURA
Vedremo Dio così come egli è.
1Gv 3,1-2

CANTO AL VANGELO
(Gv 10,14)

VANGELO
Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.
Gv 10,11-18

 

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

PREGHIERA DEI FEDELI
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Preghiamo insieme e diciamo: Buon Pastore, ascolta la nostra preghiera.

 

1. Buon Pastore, guarda la tua Chiesa che attraverso i sentieri tortuosi della storia anela al tuo Regno, e fa' che nessuno si perda di quanti hai consacrato a te nel battesimo, preghiamo.
2. Buon Pastore, guida il Papa e tutti i ministri della Chiesa, perché diano come te la vita per il bene del loro gregge e guidino la Chiesa ad essere un solo ovile attorno a te, unico Pastore, preghiamo.
3. Buon Pastore, ispira con il tuo Santo Spirito i catechisti, i missionari e tutti i laici che nella Chiesa donano il loro tempo all'annuncio del Vangelo, e rendili testimoni coraggiosi del Cristo morto e risorto, preghiamo.
4. Buon Pastore, che conosci tutte le tue pecore, guarda con amore questa tua comunità radunata e fa' che sempre di più cresca nel desiderio di seguire te, unica meta del pellegrinaggio terreno, preghiamo.

Ascolta, o Padre, queste nostre preghiere, ed esaudiscile per amore del tuo nome. Per Cristo nostro unico Signore.

PERCORSO ESEGETICO

Gesù è il pastore buono atteso da Israele,
annunciato dai profeti
e prefigurato in Davide.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 26, 30 – 35
Gesù disse loro: “Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge”, (v. 31)

SALMO 78 (77)
[Davide] fu per loro pastore dal cuore integro, e li guidò con mano sapiente, (v. 72)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 40, 1 – 11
Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna, (v. 11a )

DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 23, 1-6
Radunerò io stesso il resto delle mie pecore … e le farò tornare ai loro pascoli, (v. 3)

DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 34, 1-31
Susciterò per loro un pastore che le pascerà, Davide mio servo, figli le condurrà al pascolo, sarà il loro pastore, (v. 23)

DAL LIBRO DEL PROFETA MICHEA, CAP. 7, 14-20
Pasci il tuo popolo con la tua verga, il gregge della tua eredità, (v. 14a)

DAL LIBRO DEL PROFETA ZACCARIA, CAP. 10, 1-11, 17
Per questo vanno vagando come pecore, sono oppressi, perché senza pastore, (v. 10, 2b)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dai Trattati su Giovanni 46, 8; 47, 2. 5

Chi è il mercenario, che vede venire il lupo e fugge?

Chi cerca i propri interessi, non quelli di Gesù Cristo, e non ha il coraggio di riprendere liberamente chi ha peccato. Ad esempio, uno ha peccato, ha peccato gravemente; merita di essere rimproverato e magari scomunicato; ma scomunicato, diventerà un nemico, procurerà delle noie e, se potrà, farà del male. Ora, chi cerca i propri interessi e non quelli di Gesù Cristo, per non perdere ciò che gli sta a cuore, per non perdere i vantaggi dell’amicizia degli uomini e per non incorrere nella molestia della loro inimicizia, tace, non interviene. Ecco, il lupo ha afferrato la pecora alla gola, il diavolo ha spinto il fedele all’adulterio; tu taci, non alzi la voce. Mercenario che sei: hai visto venire il lupo e sei fuggito. Forse egli dirà: Eccomi qui, non sono fuggito. No, sei fuggito, perché hai taciuto; e hai taciuto perché hai avuto paura. La paura è la fuga dell’anima. Col corpo sei rimasto, ma con lo spirito sei fuggito: non era certo così che si comportava colui che diceva: Se col corpo sono assente con lo spirito sono con voi (2 Cor 11, 33). Come poteva fuggire con lo spirito, colui che, sebbene assente col corpo, nelle sue lettere severamente rimproverava i fornicatori? I nostri sentimenti sono movimenti dell’anima. Nella letizia l’anima si dilata, nella tristezza si contrae; il desiderio è uno slancio dell’anima, il timore una fuga. Quando sei contento, la tua anima si dilata; quando sei angustiato si contrae; si protende in avanti quando desideri qualcosa, fugge quando hai paura. Ecco perché si dice che il mercenario alla vista del lupo fugge. Perché? Perché non gl’importa niente delle pecore. E perché non gl’importa niente delle pecore? Perché è mercenario. Che vuol dire: È mercenario?

Che cerca la mercede temporale, per cui non abiterà nella dimora eterna.

… Vi dirò subito: io vi predico Cristo con l’intento di entrare in voi, cioè nel vostro cuore. Se altro vi predicassi, tenterei di entrare in voi per altra via. È Cristo la porta per cui io entro in voi; entro per Cristo non nelle vostre pareti domestiche, ma nei vostri cuori: entro per Cristo, e volentieri voi ascoltate Cristo in me. Perché ascoltate volentieri Cristo in me? Perché siete sue pecore, perché siete stati redenti col suo sangue. Voi riconoscete il prezzo della vostra redenzione, che non ho dato io, ma che per mezzo mio vi viene annunziato. Egli vi ha redenti, egli che ha versato il suo sangue prezioso: prezioso è il sangue di colui che è senza peccato. Egli stesso tuttavia ha reso prezioso anche il sangue dei suoi, per i quali ha pagato il prezzo del suo sangue. Se non avesse reso prezioso il sangue dei suoi, il salmista non direbbe: E preziosa al cospetto del Signore la morte dei suoi santi ( S a l 115, 5). Egli ci dice: // buon pastore dà la sua vita per le pecore. È vero, non è stato lui solo a far questo: e tuttavia, se quelli che lo hanno fatto sono sue membra, è sempre lui solo che lo ha fatto. Egli infatti potè far questo senza di loro; ma loro non avrebbero potuto senza di lui, dal momento che egli stesso ha detto: Senza di me non potete far nulla (Gv 15, 5). Abbiamo qui esposto ciò che anche altri hanno affermato, come lo stesso apostolo Giovanni, che annunciò questo Vangelo che state ascoltando; nella sua lettera ci dice: Come Cristo ha offerto la sua vita per noi, così anche noi dobbiamo per i fratelli offrire le nostre vite (1 Gv 3, 16).

Dobbiamo, dice; ce n’ha creato l’obbligo colui che per primo si è offerto. E così, in altro luogo sta scritto: Se ti capiterà di sedere alla mensa di un potente, bada bene a ciò che ti viene messo davanti; metti un freno alla tua voracità, sapendo che dovrai ricambiare (Pr 23, 1-2, LXX). Voi sapete qual è la mensa del Potente; su quella mensa c’è il corpo e il sangue di Cristo; chi si accosta a tale mensa, si appresti a ricambiare il dono che riceve; e cioè, come Cristo ha offerto la sua vita per noi, noi dobbiamo fare altrettanto: per edificare il popolo e confermare la fede dobbiamo offrire le nostre vite per i fratelli. Così a Pietro, di cui voleva fare un buon pastore, non a vantaggio di lui ma del suo corpo, il Signore disse: Pietro, mi ami? Pasci le mie pecore (Gv 21, 15). E questa domanda gliela fa una, due, tre volte, fino a contristarlo. E dopo averlo interrogato quante volte ritenne opportuno, affinché la sua triplice confessione riscattasse la sua triplice negazione, e dopo avergli per tre volte affidato le sue pecore da pascere, il Signore gli disse: Quando eri giovane ti cingevi e andavi dove volevi, ma quando sarai vecchio stenderai le braccia e un altro ti cingerà e ti condurrà dove tu non vorrai. E l’evangelista spiega ciò che il Signore aveva inteso dire: Disse questo per indicare con qual genere di morte avrebbe glorificato Dio (Gv 21, 18- 19). La consegna pasci le mie pecore, non significa dunque altro che questo: offri la tua vita per le mie pecore.

. . . Forse qualcuno pensa che non essendo egli venuto a noi di persona ma avendo mandato altri, noi non abbiamo ascoltato la sua voce ma quella di coloro che ci ha mandato. Per carità, allontanate dai vostri cuori un simile pensiero: era lui che parlava in coloro che ci mandò. Ascolta Paolo che egli inviò come apostolo precipuamente al mondo pagano; e Paolo, sfidando non in nome proprio, ma in nome di Cristo, dice: Volete una prova del Cristo che parla in me? {2 Cor 13, 13). Ascoltate cosa dice il Signore stesso: Ed ho altre pecore, cioè i gentili, che non sono di quest’ovile, che cioè non appartengono al popolo d’Israele; anche quelle io devo radunare. Dunque è lui, non altri, che le raduna, anche se lo fa per mezzo dei suoi. E aggiunge: E ascolteranno la mia voce. Ecco, anche per mezzo dei suoi è lui che parla, e per mezzo di coloro che egli manda è la sua voce che si ascolta. E si farà un solo ovile e un solo pastore. Di questi due greggi, come di due muri, egli è diventato la pietra angolare. Oltre che la porta, dunque, egli è anche la pietra angolare.

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