4.a Domenica di Pasqua – B

Fu il buon pastore e diede la vita per il
gregge per trasformare il suo corpo e il
suo sangue in sacramento per noi e per
nutrire con la sua carne le pecorelle redente.
S. Gregorio Magno, Omelia 14, 1

PRIMA LETTURA
In nessun altro c’è salvezza.
At 4,8-12
SALMO RESPONSORIALE
Sal 117
SECONDA LETTURA
Vedremo Dio così come egli è.
1Gv 3,1-2
CANTO AL VANGELO
(Gv 10,14)
VANGELO
Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.
Gv 10,11-18
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Il buon pastore dà la vita
per le sue pecore.
Cristo ha dato se stesso per la sua Chiesa.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 12, 23-27
Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto, (v. 24b)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 15, 9-17
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici, (v. 13)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 5, 6-11
Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. (v. 8)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 5,15-33
Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei. (v. 25b)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 2, 21 – 25
Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia, (v. 24)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 52, 13 – 53, 12
Ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i malfattori, (v. 12b)

COMMENTO PATRISTICO

CLEMENTE ALESSANDRINO
Dal Trattato Il Pedagogo 9, 83, 3- 85, 2

Noi che siamo ammalati, abbiamo bisogno del salvatore: smarriti abbiamo bisogno della sua guida; ciechi, di lui che ci porti alla luce; assetati, abbiamo bisogno della fonte della vita, della quale chi beve non ha più sete; morti, abbiamo bisogno della vita; pecore, del pastore; bambini, del pedagogo; insomma, tutta la nostra natura umana ha bisogno di Gesù.

Se si vuole, si può apprendere la somma sapienza che ci insegna il santissimo pastore e maestro, l’onnipotente Verbo del Padre, quando servendosi dell’allegoria si proclama pastore delle pecore. E anche pedagogo dei bambini; infatti, rivolgendosi ai pastori d’Israele, descrive la sua giusta e salutare sollecitudine per bocca di Ezechiele: fascerò la pecora ferita, curerò quella malata, ricondurrò all’ovile quella smarrita e le pascerò sul mio monte santo (cfr. Ez 34, 16). Ecco le promesse del buon pastore.

Pasci dunque noi bambini come pecore. Sì, o Signore, nutrici coi pascoli della tua giustizia. O maestro, pasci le tue pecore sul tuo monte santo: la Chiesa, che sta in alto, supera le nubi, tocca i cieli.

Sarò loro pastore, dice, e sarò in mezzo a loro (cfr. Ez 34, 24). Egli vuol salvare la mia carne rivestendomi della tunica dell’incorruzione, perciò ha consacrato il mio corpo. Prima che mi invochino, io risponderò (Is 65, 24): mi hai esaudito più presto di quanto mi aspettassi, Signore. E se usciranno di strada non cadranno, dice il Signore. Non cadremo nella corruzione, perché siamo riportati all’incorruzione da lui stesso che ci tiene per mano (cfr. Sal 36, 34). Lo ha detto lui, lui stesso lo ha voluto. Tale è il nostro Pedagogo, davvero buono. Non sono venuto, dice, per essere servito, ma per servire (Me 10, 45). Perciò nel vangelo è detto che era stanco (Gv 4, 6) colui che si è affaticato per noi, promettendo anche di dare la propria vita in riscatto per molti (Me 10, 45). Dimostra così di essere lui solo il buon pastore. Generoso e magnifico è colui che giunge al punto di dare la sua vita per noi. Veramente a servizio degli uomini e pieno di bontà, egli che, potendo essere il Signore dell’uomo, volle essere suo fratello. Buono al punto di morire per noi!

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