4.a Domenica di Pasqua – B

4.a Domenica di Pasqua – B

PRIMA LETTURA
In nessun altro c’è salvezza.
At 4,8-12

SALMO RESPONSORIALE
Sal 117

 

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti. R./
Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. R./
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.
Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre. R./

SECONDA LETTURA
Vedremo Dio così come egli è.
1Gv 3,1-2

CANTO AL VANGELO
(Gv 10,14)

VANGELO
Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.
Gv 10,11-18

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

PERCORSO ESEGETICO

Gesù è venuto nel mondo come pastore,
per condurre tutti gli uomini ai ricchi pascoli
della misericordia del Padre
nutrendoli con la parola della verità.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 10, 1-10
Le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori, (v. 3)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 18, 33-37
Rispose Gesù: “Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce.” (v. 37b)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14, 1-7
Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (v. 6)

DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 6, 30-44
Sbarcando, (Gesù) vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. (v. 34)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 18, 12-14
Il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli, (v. 14)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 2, 1-8
Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità, (v. 4)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 5, 1-4
E quando apparirà il pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce, (v. 4)

DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 1 3 , 20-21
Il Dio della pace che ha fatto tornare dai morti il Pastore grande delle pecore … il Signore nostro Gesù, vi renda perfetti in ogni bene, (vv. 20. 21a)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 7, 9-17
L’Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. (v. 17)

SALMO 22 (23)
Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla, (v. 1)

COMMENTO PATRISTICO

AGOSTINO
Dal Discorso 366, 3

Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce (Sal 22, 2). Tu uomo, devi riconoscere che cosa eri, dove eri, a chi eri sottoposto: eri pecora smarrita, eri in luogo deserto e arido, ti nutrivi di spine e sterpi, eri affidato a un mercenario che al sopraggiungere del lupo non ti proteggeva. Ora invece sei stato cercato dal vero pastore che, per il suo amore, ti ha caricato sulle sue spalle, ti ha riportato all’ovile che è la casa del Signore, la Chiesa: qui Cristo è tuo pastore e qui sono riunite a dimorare insieme le pecore. Questo pastore non è come il mercenario sotto il quale stavi quando ti travagliava la tua miseria e tu dovevi temere il lupo. La misura della cura che ha di te il buon pastore, te la dà il fatto che per te ha dato la sua vita. Lui stesso nel Vangelo dichiara: Il buon pastore è pronto a dare la vita per le sue pecore. E lui lo ha fatto: offrì se stesso al lupo che ti minacciava, lasciandosi uccidere per te.

Ora dunque il gregge dimora sicuro nell’ovile, senza bisogno di altri che chiudano e aprano la porta del recinto: Cristo è il pastore ed è la porta, è insieme anche il pascolo e colui che lo fornisce: Io sono la porta delle pecore – dichiara – Chi entra attraverso me sarà salvo. Potrà entrare e uscire e trovare cibo. I pascoli che il buon pastore ha preparato per te e dove ti ha collocato a pascerti, non sono quelli verdeggianti di erbe miste dolci e amare, i quali ora ci sono, ora no, a seconda della vicenda delle stagioni. È tuo pascolo la parola di Dio, e i suoi comandi sono i dolci campi dove pascerti. Quei pascoli aveva assaporato colui che cantava a Dio: Quanto sono dolci al mio palato le tue parole, più del miele per la mia bocca (Sal 118,103). E sempre riferendosi a questi pascoli, ma rivolgendosi alle pecore del Signore dice: Gustate e vedete quanto è buono il Signore (Sal 33, 9).

Leggi dunque il decalogo dell’Antico Testamento: Non uccidere, Non rubare, Non pronunciare falsa testimonianza, e quel che segue; leggi la lode che il Nuovo Testamento fa dei precetti: Beati i poveri in spirito perché di essi è i regno dei cieli. Beati i miti perché erediteranno la terra e quel che segue, e ancora molti passi simili, trasmessi dai Profeti e dagli Apostoli.

Si riferisce a questi pascoli il Pastore quando esclama rivolto alle pecore: Procurate il cibo che non perisce (Gv 6, 27): esso non perisce perché la parola di Dio resta in eterno; la parola del Signore è tuo cibo, anzi non solo cibo ma anche bevanda. Così egli dice rivolgendosi attraverso il profeta al popolo antico: Quanti si nutrono di me avranno ancora fame e quanti bevono di me avranno ancora sete (Sir 24, 29).

E riferendosi direttamente a se stesso: La mia carne è vero cibo, il mio sangue è vera bevanda (Gv 6, 56)

Questi pascoli si trovano vicini all’acqua che ricrea, e pascoli e acque hanno un unico spazio entro la Chiesa cattolica, nella quale trovi il tuo pascolo nei comandamenti di vita e la fonte da cui zampilla l’acqua per la vita eterna, a cui attingerai per esserne rinnovato quando sarai battezzato in Cristo. Quest’acqua deve irrigare i tuoi pascoli perché tu possa crescere: solo il battesimo di Cristo fa produrre i loro frutti ai comandamenti e ci fa nutrire di essi fino a saziarcene.

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