4.a Domenica di Pasqua – A

Nessuno può avere speranza vera e certa
di vivere in eterno, se non riconosce che
Cristo è la vita, e non entra per la porta dell’ovile.
S. Agostino, Trat. su Giov. 45, 2

PRIMA LETTURA
Dio lo ha costituito Signore e Cristo.
At 2,14.36-41
SALMO RESPONSORIALE
Sal 22
SECONDA LETTURA
Siete tornati al pastore delle vostre anime.
1Pt 2,20-25
CANTO AL VANGELO
(Gv 10,14)
VANGELO
Io sono la porta delle pecore.
Gv 10,1-10
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Il Padre celeste
che guarda e custodisce con amore il suo popolo
apre la porta al suo Figlio
e per la sua obbedienza
lo costituisce capo e Signore nella sua Chiesa.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 28, 16-20
E Gesù, avvicinatosi, disse loro: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni”. (vv. 18-19a)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 2, 14-36
Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso! (v. 36)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI FILIPPESI, CAP. 2, 1-11
Umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome. (vv. 8-9)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI COLOSSESI, CAP. 1, 15-20
Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa. (v. 18a)

DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 2
Ed era ben giusto che colui, per il quale e dal quale sono tutte le cose, volendo portare molti figli alla gloria, rendesse perfetto mediante la sofferenza il capo che li ha guidati alla salvezza. (v. 10)

DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 5, 1-10
Pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono. (vv. 8-9)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 5
Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione. (v. 9)

SALMO 2
Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato. (v. 7b)

SALMO 24 (23)
Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria. (v. 7)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 49, 8-26
Ti ho formato e posto come alleanza per il popolo, per far risorgere il paese, per farti rioccupare l’eredità devastata. (v. 8b)

COMMENTO PATRISTICO

CLEMENTE DI ALESSANDRIA
Paedagogus, 83, 2 – 84, 3

Il Logos salvatore, pastore, pedagogo

Le persone in buona salute non hanno bisogno del medico (Mt 9,12e parall.), almeno finché stanno bene; i malati al contrario richiedono la sua arte. Allo stesso modo, noi che in questa vita siamo malati di desideri riprovevoli, di intemperanze biasimevoli, di tutte le altre infiammazioni delle nostre passioni, abbiamo bisogno del Salvatore. Egli ci applica dolci medicamenti, ma del pari amari rimedi: le radici amare del timore bloccano le ulcere dei peccati. Ecco perché il timore, anche se amaro, è salutare.

Dunque noi, i malati, abbiamo bisogno del Salvatore; gli smarriti, di colui che ci guiderà; i ciechi, di colui che ci darà la vista; gli assetati, della sorgente di acqua viva, e coloro che ne berranno non avranno più sete (cf. – Gv 4,14); i morti, abbiamo bisogno della vita; il gregge, del pastore; i bambini, del pedagogo; e tutta l’umanità ha bisogno di Gesù: per paura che, senza educazione, peccatori, cadiamo nella condanna finale; è necessario, al contrario, che siamo separati dalla paglia ed ammassati “nel granaio” del Padre. “Il ventilabro è nella mano” del Signore e con esso separa il grano dalla pula destinata al fuoco (Mt 3,12).

1) Se volete, Possiamo comprendere la suprema sapienza del santissimo Pastore e Pedagogo, che è il Signore di tutto e il Logos del Padre, quando impiega un’allegoria e si dà il nome di pastore del gregge (cf. Gv 10,2s); ma è anche il Pedagogo dei piccolini.

2) È così che egli si rivolge diffusamente agli anziani, attraverso Ezechiele, e dà loro il salutare esempio di una sollecitudine quanto mai accorta: “Io medicherò colui che è zoppo e guarirò colui che è oppresso; ricondurrò lo smarrito (Ez 34,16) e lo farò pascolare sul mio monte santo” (Ez 34,14). Tale è la promessa di un buon pastore. Facci pascere, noi piccolini, come un gregge;

3) sì, o Signore, dacci con abbondanza il tuo pascolo, che è la giustizia; sì, Pedagogo, sii nostro pastore fino al tuo monte santo, fino alla Chiesa che si eleva, che domina le nubi, che tocca i cieli! (Ps 14,1 Ap 21,2). “E io sarò”, egli dice, “loro pastore e starò loro vicino” (Ez 34,23), come tunica sulla loro pelle. Egli vuole salvare la mia carne, rivestendola con la tunica dell’incorruttibilità (1Cor 15,53); ed ha unto la mia pelle.

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