Sia in ciascuno l’anima di Maria a magnificare
il Signore, sia in ciascuno lo
Spirito di Maria a esultare in Dio; se, secondo
la carne, una sola è la madre di
Cristo, secondo la fede tutte le anime generano Cristo.
S. Ambrogio, Esp. del Vang. sec. Luc. II, 26
Da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele.
Mi 5,1-4 SALMO RESPONSORIALE
Sal 79 SECONDA LETTURA
Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà.
Eb 10,5-10 CANTO AL VANGELO
(Lc 1,38) VANGELO
A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?
Lc 1,39-45 PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO
Lo Spirito Santo,
che è in Giovanni Battista e riempie Elisabetta,
è la sorgente dell’esultanza del cuore,
perché dona la capacità di riconoscere il Signore
che viene a visitare e a salvare il suo popolo.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 22-36
L’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è compiuta. (v. 29)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 8, 48-59
Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò. (v. 56)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 67-79
Zaccaria, suo padre, fu pieno di Spirito Santo, e profetò dicendo: “Benedetto il Signore Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo”. (vv. 67-68)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 10, 17-24
In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: “Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto”. (v. 21)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 11, 19-26
Quando questi giunse e vide la grazia del Signore, si rallegrò e da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede, esortava tutti a perseverare con cuore risoluto nel Signore. (vv. 23-24a)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 1, 1-14
Ti unse Dio, il tuo Dio, con olio di esultanza più dei tuoi compagni. (v. 9b)
SALMO 96 (95)
Gioiscano cieli, esulti la terra … davanti al Signore che viene. (vv. 11a. 13)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 54, 1-10
Esulta, o sterile che non hai partorito, prorompi in grida di giubilo e di gioia, tu che non hai provato i dolori, perché più numerosi sono i figli dell’abbandonata che i figli della maritata, dice il Signore. (v. 1)
DAL LIBRO DEL PROFETA SOFONIA, CAP. 3
Gioisci, figlia di Sion, esulta, Israele, e rallegrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! (v. 14)
DAL LIBRO DEL PROFETA ZACCARIA, CAP. 2
Gioisci, esulta, figlia di Sion, perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te – oracolo del Signore. (v. 14)
COMMENTO PATRISTICO
ORIGENE
In Luc., 7, 1-6
La visita di Maria a Elisabetta
I più buoni vanno dai meno buoni per procurare loro qualche vantaggio con la loro venuta. Così anche il Salvatore andò da Giovanni, per santificare il suo battesimo, e Maria, dopo aver udito il messaggio dell’angelo, cioè che stava per concepire il Salvatore e che la sua cugina Elisabetta era incinta, “si alzò e si recò in fretta alla montagna, ed entrò nella casa di Elisabetta” (Lc 1,39-40). Gesù, che era nel seno di lei, aveva fretta di santificare Giovanni che si trovava nel grembo della madre.
Prima che venisse Maria per salutare Elisabetta, il fanciullo non «esultò nel seno»; ma non appena Maria ebbe pronunziata la parola che il Figlio di Dio, nel suo seno, le aveva suggerito, “esultò il fanciullo per la gioia”, e da allora Gesù fece, del suo precursore, un profeta.
Era necessario che Maria, che era quanto mai degna di essere madre del Figlio di Dio, salisse alla montagna dopo il colloquio con l’angelo, e dimorasse sulle vette. Per questo sta scritto: «In quei giorni Maria si alzò e si recò alla montagna».
Doveva del pari, non essendo affatto pigra nel suo zelo, affrettarsi sollecitamente, e, ricolma di Spirito Santo, essere condotta sulle vette, essere protetta dalla potenza di Dio la cui ombra l’aveva già ricoperta.
Venne dunque “in una città di Giuda, nella casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. E accadde che quando Elisabetta udì il saluto di Maria, esultò il fanciullo nel suo seno ed ella fu ricolmata di Spirito Santo” (Lc 1,39-41).
Non v’è perciò alcun dubbio che colei che fu allora ricolmata di Spirito Santo, lo fu a causa di suo figlio. Non fu infatti la madre a meritare per prima lo Spirito Santo; ma quando Giovanni, ancora chiuso nel seno materno, ebbe ricevuto lo Spirito Santo, Elisabetta, a sua volta, dopo la santificazione del figlio, «fu ricolmata di Spirito Santo». Potrai accettare questa verità quando saprai che qualcosa di simile è accaduto per il Salvatore. Si legge, come abbiamo trovato in molti esemplari, che la beata Maria ha profetato. Ma non ignoriamo che, secondo altri codici, fu Elisabetta a pronunziare anche queste parole profetiche. Maria fu dunque ricolmata di Spirito Santo dal momento in cui cominciò ad avere nel seno il Salvatore. Non appena ricevette lo Spirito Santo, creatore del corpo del Signore e il Figlio di Dio cominciò a vivere in lei, anche Maria fu ricolmata di Spirito Santo.
Orbene, esultò il fanciullo nel seno di Elisabetta ed ella, ricolmata di Spirito Santo, “gridò a grande voce e disse: Tu sei benedetta tra le donne” (Lc 1,42). A questo punto, per evitare che gli spiriti semplici siano ingannati, dobbiamo confutare le abituali obiezioni degli eretici. Di fatto io non so chi si è abbandonato ad una tale follia da affermare che Maria fu rinnegata dal Salvatore, per essersi unita, dopo la nascita di lui, a Giuseppe; chi così ha parlato, risponda delle sue parole e delle sue intenzioni. Voi, se qualche volta gli eretici vi fanno una tale obiezione, dite loro per tutta risposta: proprio in quanto era stata ricolmata di Spirito Santo, Elisabetta disse: «Tu sei benedetta fra le donne». Se Maria è stata dunque dichiarata benedetta dallo Spirito Santo, in qual modo il Signore ha potuto rinnegarla? Quanto a coloro che hanno sostenuto che ella contrasse il matrimonio dopo il parto, non hanno prove per dimostrare la loro tesi; infatti i figli che erano attribuiti a Giuseppe, non erano nati da Maria, e non c’è alcun testo della Scrittura che lo affermi.
“Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del ventre tuo. E donde a me la grazia che venga a me la madre del mio Signore?” (Lc 1,42-43). Dicendo: «Donde a me la grazia?», non mostra affatto di ignorare donde viene tale grazia, quasi che Elisabetta, ricolma di Spirito Santo, non sappia che la madre del Signore è venuta da lei obbedendo alla volontà di Dio, ma vuol dire: Che cosa ho fatto di buono? Quali grandi opere ho compiuto per cui la madre del Signore giunga fino a me? Per quale giustizia, per quali buone azioni, per quale fedeltà interiore ho meritato che la madre del mio Signore venga fino a me?
“Ecco, appena il tuo saluto è giunto alle mie orecchie, il fanciullo ha trasalito di gioia nel mio seno” (Lc 1,44). L’anima del beato Giovanni era santa: ancora chiuso nel seno di sua madre e sul punto di venire al mondo, conosceva colui che Israele ignorava; per questo esultò, e non soltanto esultò, ma esultò nella gioia. Aveva compreso che il Signore era venuto per santificare il suo servitore, ancor prima che nascesse dal ventre materno.
Voglia il cielo che capiti anche a me, che ho fede in tali misteri, di essere trattato da pazzo dagli increduli. I fatti stessi e la verità hanno dimostrato chiaramente che io ho creduto non ad una pazzia ma alla sapienza, perché ciò che è consideralo follia da costoro è per me motivo di salvezza.
Se la nascita del Signore non fosse stata tutta celeste e beata, se essa non avesse avuto niente di divino e di superiore alla natura umana, la sua dottrina non si sarebbe affatto diffusa per tutta la terra. Se fosse stato soltanto un uomo colui che era nel seno di Maria, e non il Figlio di Dio, come poteva avvenire che in quel tempo ed anche ora venissero guarite non solo le più diverse malattie dei corpi, ma anche quelle delle anime? Chi di noi non è stato insensato, di noi che ora, per misericordia divina, abbiamo l’intelligenza e la conoscenza di Dio? Chi di noi non ha mancato di fede nella giustizia, di noi che ora, per mezzo di Cristo, possediamo e seguiamo la giustizia? Chi di noi non è stato nell’errore e nello sconforto, di noi che oggi, per l’avvento del Signore, non conosciamo più né esitazioni né turbamenti, ma siamo sulla via, cioè siamo in Gesù che ha detto: “Io sono la via” (Gv 14,6)?
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