Oh si degni il Signore Gesù di annoverare
anche me peccatore tra il suo popolo, perché
salvi anche me dai miei peccati! Infatti
è davvero beato quel popolo che ha per
Dio questo Signore Gesù, perché Egli salverà
il suo popolo dai suoi peccati.
S. Bernardo di Chiaravalle, Om. in Laud. Virg. III, 11
PRIMA LETTURA
Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio.
SALMO RESPONSORIALE
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito. R/.
Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli. R/.
Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R/.
SECONDA LETTURA
Gesù Cristo, dal seme di Davide, Figlio di Dio.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Gesù nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, della stirpe di Davide.
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Dio ha adempiuto le promesse fatte per mezzo dei profeti,
di porre per sempre la sua dimora in mezzo al suo popolo,
quando è venuta la pienezza del tempo:
infatti il tempo, che è vuoto a motivo del peccato,
è riempito dalla pienezza della fede dei credenti.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14
Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me. (v. 28)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 24, 44-53
[Gesù] disse: “Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi”. (v. 44)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 3, 17-26
Dio ha adempiuto così ciò che aveva annunziato per bocca di tutti i profeti. (v. 18a)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 4, 1-7
Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli. (vv. 4-5)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 5, 1-20
Vigilate attentamente sulla vostra condotta, comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi; profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi. (vv. 15-16)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 21
Udii allora una voce potente che usciva dal trono: Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il “Dio-con-loro”. (v. 3)
SALMO 132 (131)
Il Signore ha scelto Sion, l’ha voluta per sua dimora: “Questo è il mio riposo per sempre; qui abiterò, perché l’ho desiderato”. (vv. 13-14)
DAL LIBRO DEL QOÈLET, CAP. 3
Egli [Dio] ha fatto bella ogni cosa a suo tempo. (v. 11a)
DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 37
Porrò il mio santuario in mezzo a loro per sempre. In mezzo a loro sarà la mia dimora: io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. (vv. 26b-27)
DAL LIBRO DEL PROFETA ABACUC, CAP. 2, 1-4
È una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce; se indugia, attendila, perché certo verrà e non tarderà. Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede. (vv. 3-4)
COMMENTO PATRISTICO
S. BEDA IL VENERABILE
Dall’Omelia I, 5 passim
Matteo descrive brevemente ma secondo verità la nascita di Gesù Cristo nostro Signore e Salvatore, per la quale il Figlio di Dio, eterno prima dei secoli, si manifestò figlio dell’uomo. L’evangelista, dopo aver elencato le generazioni dei padri da Abramo fino a Giuseppe sposo di Maria e dopo aver presentato padri e figli secondo l’ordine comune della creazione umana, accingendosi a parlare della nascita di Cristo dimostrò quanto fosse lontana dalle altre, dato che gli altri erano nati attraverso l’usuale unione di maschio e di femmina, egli invece, in quanto Figlio di Dio, venne al mondo per mezzo della Vergine. E certo era in tutti i sensi conveniente che, volendo Dio diventare uomo a beneficio degli uomini, da nessun’altra nascesse se non da una vergine, e che questa, dovendo generare, non generasse altro figlio se non colui che era Dio.
Giuseppe suo sposo che era un uomo giusto e non voleva esporla all’infamia, voleva rimandarla segretamente. Mentre egli rifletteva su questo ecco che un angelo del Signore gli apparve in sogno dicendo: “Giuseppe figlio di Davide non temere di prendere con te Maria tua sposa; perché colui che in lei è stato concepito è opera dello Spirito Santo; essa darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù; egli infatti salverà il popolo suo dai suoi peccati. Con queste parole viene dichiarato il modo della concezione e insieme la dignità del parto: cioè che Maria avrebbe concepito dallo Spirito Santo e avrebbe partorito il Cristo; e anche se l’angelo non lo chiama apertamente Cristo, tuttavia proponendo l’etimologia del nome Gesù, lo chiama autore della salvezza e salvatore del popolo e chiarisce in modo evidente che egli è il Cristo. In tal modo Giuseppe avrebbe appreso ciò che non sapeva e si sarebbe completamente convinto a non toccare la madre di Dio. Secondo un disegno provvidenziale ispirato da giusta necessità gli si comanda di avere la moglie solo di nome perché ella non fosse lapidata come adultera dai giudei, e fuggendo in Egitto avesse il conforto di un uomo che, con la sollecitudine di chi era della stessa famiglia proteggesse la fragilità della donna e testimoniasse della sua perpetua verginità.
… L’evangelista dal canto suo aggiunge al parto della Vergine anche la conferma della profezia, così che il miracolo di tanto grande maestà fosse creduto tanto più certo in quanto non solo egli annunziava il fatto, ma lo ricordava anche predetto dal profeta. Del resto è abitudine di questo evangelista, dico di Matteo, confermare con testimonianze profetiche i fatti che narra. Scrisse infatti il suo Vangelo specialmente per quei giudei che avevano creduto e tuttavia pur rinati in Cristo, non erano capaci di staccarsi dalle cerimonie prescritte dalla Legge: per questo cercava di innalzarli dall’interpretazione carnale della Legge e dei Profeti a quella spirituale che ha per oggetto Cristo, perché accogliessero i misteri della fede cristiana con tanto maggiore sicurezza quanto meglio comprendevano che essi non erano altro da ciò che i profeti avevano preannunziato.
La Vergine concepirà e darà alla luce un figlio e lo chiameranno col nome di Emmanuele, che vuol dire “Dio con noi”. Il nome del Salvatore, per cui è chiamato dal profeta “Dio con noi”, significa l’una e l’altra natura di una sola persona. Colui infatti che nato dal Padre prima dei tempi è Dio, questi nella pienezza dei tempi è diventato Emmanuele, cioè Dio con noi, nel seno della madre, poiché si è degnato di assumere la fragilità della nostra natura nell’unità della sua persona, quando il Verbo si è fatto carne e ha abitato fra noi (Gv 1, 14): cioè ha cominciato in modo mirabile a essere ciò che noi siamo, non cessando di essere ciò che era, assumendo la nostra natura, ma in modo da non perdere ciò che era.
Giuseppe, svegliatosi, fece come l’angelo del Signore gli aveva ordinato e prese sua moglie con sé, ma non la conosceva.
La prese con sé come moglie, per le ragioni che abbiamo detto ma non si unì a lei per i misteri che aveva appreso. …. E lo chiamò Gesù. L’ebraico Gesù in latino significa “salvatore” ed è bene attestata nei profeti l’invocazione di questo nome. Ecco che cosa uno canta per il grande desiderio di vederlo: L’anima mia esulterà nel Signore e si diletterà della sua salvezza; l’anima mia ha bisogno del tuo soccorso; io mi glorierò nel Signore e gioirò in Gesù Dio mio (Sal 34, 9; 118, 81; Ab 3, 18). E specialmente: Dio salvami nel tuo nome (Sal 53, 3), come se dicesse: salvandomi manifesta in me la gloria del tuo nome, tu che sei chiamato salvatore. Perciò Gesù è il nome del Figlio che nacque dalla Vergine a significare, secondo quanto disse l’angelo, che egli avrebbe salvato il suo popolo dai suoi peccati. Ma chi salva dai peccati salverà anche dalla corruzione dell’anima e del corpo, che deriva dai peccati. Cristo poi è nome di dignità regia e sacerdotale. Infatti i sacerdoti e i re secondo la Legge, dal crisma, cioè dall’unzione dell’olio santo, erano chiamati cristi, a significare colui che vero re e pontefice manifestandosi al mondo fu unto con l’olio della gioia più dei suoi compagni. Da questa unzione, cioè da questo crisma, egli fu chiamato Cristo e quanti partecipano di questa unzione, cioè della grazia dello spirito, sono chiamati cristiani. Perciò in quanto è salvatore ci liberi dal peccato, in quanto è pontefice ci riconcili con Dio Padre, in quanto è re ci doni il regno eterno del Padre suo, egli Gesù Cristo nostro Signore, che col Padre e con lo Spirito vive e regna Dio nei secoli dei secoli.
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