PRIMA LETTURA
La sapienza si lascia trovare da quelli che la cercano.
SALMO RESPONSORIALE
R. Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
SECONDA LETTURA
Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l'olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: 'Ecco lo sposo! Andategli incontro!'. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: 'Dateci un po' del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono'. Le sagge risposero: 'No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene'.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: 'Signore, signore, aprici!'. Ma egli rispose: 'In verità io vi dico: non vi conosco'.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora».
Ecco lo sposo! Andategli incontro!
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Ogni anima è vergine quando,
rigenerata da Gesù nel battesimo,
diviene fedele discepola del Signore
e lo segue fiduciosa dovunque vada.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 12, 20-27
Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. (v. 26a)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 21, 15-23
Questo [Gesù a Pietro] disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: “Seguimi”. (v. 19)
DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 8, 34-38
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: “Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”. (v. 34)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 26-38
Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. (v. 38a)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 8, 26-40
Quando furono usciti dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l’eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo cammino. (v. 39)
DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 11
Io provo infatti per voi una specie di gelosia divina, avendovi promessi a un unico sposo, per presentarvi quale vergine casta a Cristo. (v. 2)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 1, 22-2, 3
Dopo aver santificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità, per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri. (v. 22)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 14, 1-5
Questi non si sono contaminati con donne, sono infatti vergini e seguono l’Agnello dovunque va. Essi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l’Agnello. (v. 4)
SALMO 45 (44)
Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; al re piacerà la tua bellezza. (vv. 11. 12a)
DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 2, 1-13
Mi ricordo di te, dell’affetto della tua giovinezza, dell’amore al tempo del tuo fidanzamento, quando mi seguivi nel deserto, in una terra non seminata. (v. 2b)
COMMENTO PATRISTICO
S. GREGORIO MAGNO
Dall’Omelia XII, 1-5
La santa Chiesa è definita simile alle dieci vergini, ed essendo in essa frammisti i peccatori con i giusti e i reprobi con gli eletti giustamente è ritenuta simile a un gruppo di vergini sagge e stolte. Vi sono infatti parecchi che frenano le passioni; si guardano dalla bramosia dei beni terreni; sanno, nella speranza, raccogliersi nell’intimo; mortificano i sensi anelando in pienezza di desiderio alla patria superna; aspirano ai beni eterni e non ambiscono a lodi umane per il bene compiuto. Costoro non pongono la loro gloria sulle labbra degli uomini ma la nascondono nell’intimo. Vi sono anche parecchi che mortificano il corpo con l’astinenza, ma mirano a lodi umane per l’esercizio di questa virtù, come pure per l’impegno nell’insegnare e per la generosità verso i poveri. Si tratta però di vergini stolte, perché cercano solo la ricompensa di una effimera lode. Per questo giustamente si nota: Le cinque stolte presero le lampade senza munirsi di alcuna scorta d’olio; mentre le sagge ne portarono in piccoli vasi con le loro lampade. L’olio designa lo splendore della gloria, i piccoli vasi sono i nostri cuori, in cui portiamo tutti i pensieri. Le vergini sagge hanno l’olio nei vasetti, e ciò è simbolo dello splendore di gloria custodito nella coscienza, come attesta Paolo: Il nostro vanto è nella testimonianza della nostra coscienza (2 Cor 1, 12). Le vergini stolte non prendono invece l’olio con sé, come a dire che non custodiscono la gloria nella coscienza, perché vanno a mendicarla dalle labbra del prossimo. Dobbiamo anche notare che tutte portano le lampade ma non tutte sono rifornite di olio, perché spesso anche i reprobi mostrano di compiere buone opere con gli eletti, ma si presentano allo sposo con l’olio nella lampada soltanto quelli che aspirano a una gloria gustata nell’intimo per le opere esternamente compiute. Per questo nel salmista leggiamo della santa Chiesa degli eletti: Tutta la gloria della figlia del re proviene dall’intimo (Sal 44, 14).
Tardando lo sposo, si assopirono tutte e dormivano: e ciò significa che, mentre il Giudice rimanda di venire per il rendiconto estremo, gli eletti e i reprobi si assopiscono nel sonno della morte. Il dormire, infatti, è immagine della morte, e l’assopimento che lo precede simboleggia l’illanguidirsi delle forze prima del transito perché si arriva al sonno della morte attraverso il peso della malattia. A mezzanotte si levò un grido: Ecco, viene lo sposo; andategli incontro.
Un grido nel mezzo della notte annuncia l’arrivo dello sposo, come per il giorno del giudizio, che si avvicina senza la possibilità, per noi, di prevedere quando sarà. Perciò sta scritto: Il giorno del Signore verrà come un ladro nella notte (1Ts 5, 2). Allora tutte le vergini si svegliano, come gli eletti e i reprobi che vengono scossi dal sonno della propria morte. Ornano le lampade, cioè passano in rassegna le opere compiute per le quali si aspettano di ricevere l’eterna beatitudine. Le lampade delle vergini stolte si spengono, perché le loro opere, che agli uomini apparvero esternamente splendide, risultano opache nell’intimo, alla venuta del Giudice. Non possono quindi ricevere la ricompensa da Dio, per aver già ricevuto dagli uomini le lodi tanto desiderate. Chiedono, allora, dell’olio alle vergini sagge; e che significa questo se non la ricerca di un appoggio esterno, trovandosi internamente vuote alla venuta del Giudice? E come se, ingannate dalla loro fiducia, dicessero alle compagne: Dato che ci vedete respinte come se non avessimo fatto proprio nulla, parlate delle nostre opere per quel che ne avete visto. Le vergini sagge rispondono: Perché non capiti a noi e a voi di restare senza! In quel giorno, infatti (dico, tuttavia, questo solo di quanti si spengono nella pace della Chiesa), basterà appena a ciascuno la testimonianza data per sé: come si potrà provvedere anche al prossimo? Per questo, subito e con aria di rimprovero, aggiungono: Andate piuttosto dai venditori e compratevene. I venditori di olio indicano gli adulatori, che – ricevuto qualche favore – offrono con le loro vane lodi il luccichio della gloria come vendendo olio, del quale dice il salmista: L’olio del peccatore non unga il mio capo (Sal 140, 5). La parte preziosa, in noi, è il capo, nominando il quale si riferisce anche alla mente, che guida tutto il corpo. L’olio del peccatore unge dunque il capo quando la lode dell’adulatore accarezza la mente. Mentre andavano per l’acquisto, venne lo sposo; come a dir che, mentre si cerca dal prossimo una testimonianza per la propria vita, viene il Giudice, a cui sono note non solo le opere ma anche pensieri. Quelle che erano pronte, entrarono con lui alle nozze e la porta fu chiusa. …
Oh se fosse possibile gustare nell’intimo del cuore la gioia di cui è fonte l’annuncio: Viene lo sposo!, o la dolcezza provata ascoltando: Entrarono con lui alle nozze, o l’angoscia perché: La porta fu chiusa. …
Quanta sarà allora la felicità dei giusti, che meritano di stare alla presenza di Colui al cui cospetto vedono tutti gli elementi tremare mentre entrano con Lui alle nozze! Partecipano alla gioia di queste nozze dello sposo essendo essi stessi la sposa, perché è Dio stesso, nel talamo del regno eterno, ad unirsi alla nostra visione, la quale non potrà mai essere disgiunta dagli amplessi del suo amore. Resterà allora chiusa a chi sarà nel pianto la porta del Regno, che ora invece si spalanca ogni giorno a quanti si pentono. Il rammarico, anche allora, sarà intensissimo ma senza alcun frutto, perché non potrà ricevere il perdono chi ora sciupa il tempo nel quale può ancora essergli accordato. Per questo Paolo dice: Ecco ora il tempo favorevole, ecco ora il giorno della salvezza (2 Cor 6, 2). E il profeta: Cercate il Signore mentre si fa trovare, invocatelo mentre è vicino (Is 55, 6). Il Signore non presta dunque ascolto alle vergini stolte che lo invocano, perché, chiusa la porta del Regno, chi poteva esservi vicino non lo sarà più. Si aggiunge, infatti: Da ultimo si presentarono anche le altre vergini e supplicarono: Signore, Signore, aprici. Questi però rispose: In verità vi dico: non vi conosco. Non può, in quel momento, ottenere da Dio ciò per cui supplica chi non ha voluto, quaggiù, dare ascolto ai suoi comandi; e chi ha sciupato il tempo di una doverosa penitenza si presenta invano con suppliche alla porta del Regno. Per questo motivo il Signore dice, per bocca di Salomone: Ho chiamato e vi siete opposti, ho steso la mano e non vi fu chi rivolgesse lo sguardo; avete disprezzato ogni mio disegno e trascurato le mie esortazioni. Anch’io riderò della vostra sventura e mi farò beffe quando vi capiterà ciò di cui sentivate terrore. Quando si abbatterà improvvisa la sventura, e incomberà la morte come un turbine e li colpiranno l’affanno e l’angoscia, allora mi invocheranno e non li esaudirò; sorgeranno di buon mattino e non mi troveranno (Pr 1, 24-28). Ecco, supplicano perché qualcuno apra, e, affrante per il dolore della ripulsa, ripetono l’invocazione, dicendo: Signore, Signore, aprici. Innalzano suppliche ma vengono ignorate, perché il Signore abbandona come individui a sé non noti quanti non può in quella circostanza riconoscere come suoi sulla base dei meriti acquisiti in vita.
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