Dio che ci fece dal nulla, non potrà di
nuovo far risorgere quelli che c’erano e sono morti?
S. Cirillo di Gerusalemme, Catech. 18, 5
PRIMA LETTURA
Il re dell’universo ci risusciterà a vita nuova ed eterna.
SALMO RESPONSORIALE
Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno. R/.
Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno.
Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole. R/.
Custodiscimi come pupilla degli occhi,
all’ombra delle tue ali nascondimi,
io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine. R/.
SECONDA LETTURA
Il Signore vi confermi in ogni opera e parola di bene.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Dio non è dei morti, ma dei viventi.
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
I Sadducei sono dominati
dallo spirito incredulo di questo mondo,
che si pone come misura di tutte le cose
e nega ciò che sfugge alla sua diretta esperienza.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 27, 39-43
Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. È il re d’Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo. (v. 42)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 1, 18-32
E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d’una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia. (vv. 28-29a)
DALLA SECONDA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 3, 3-18
Verranno negli ultimi giorni schernitori beffardi, i quali si comporteranno secondo le proprie passioni e diranno: “Dov’è la promessa della sua venuta? Dal giorno in cui i nostri padri chiusero gli occhi tutto rimane come al principio della creazione”. (vv. 3b-4)
SALMO 10 (9b)
L’empio insolente disprezza il Signore: “Dio non se ne cura: Dio non esiste”; questo è il suo pensiero. (v. 25)
SALMO 14 (13)
Lo stolto pensa: “Non c’è Dio”. (v. 1a)
SALMO 73 (72)
Dicono: “Come può saperlo Dio? C’è forse conoscenza nell’Altissimo?” (v. 11)
SALMO 94 (93)
Dicono: “Il Signore non vede, il Dio di Giacobbe non se ne cura”.
(v. 7)
DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 1, 16-2, 26
Dicono [gli empi] fra loro sragionando: “La nostra esistenza è il passare di un’ombra e non c’è ritorno alla nostra morte”. (vv. 1a. 5a)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 37
Non ti illuda il tuo Dio, in cui confidi, dicendoti: Gerusalemme non sarà consegnata nelle mani del re di Assiria; ecco tu sai quanto hanno fatto i re di Assiria in tutti i paesi che hanno votato alla distruzione; soltanto tu ti salveresti? (vv. 10-11)
DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 17, 1-17
Ecco, essi mi dicono: “Dov’è la parola del Signore? Si compia finalmente!” (v. 15)
COMMENTO PATRISTICO
GIOVANNI CRISOSTOMO
Dal Omelie sul vangelo di Matteo, 70, 2-3
Che dice dunque [Gesù ai sadducei]? Voi sbagliate non sapendo comprendere né le Scritture, né la potenza di Dio. Essi avevano citato Mosè e la legge, per far vedere di essere conoscitori delle Scritture; Cristo mostra al contrario che la loro domanda si fonda su una grossolana ignoranza delle Scritture ed essi lo tentano solo perché conoscono pochissimo sia la Scrittura sia la potenza di Dio. C’è da stupirsi – sembra dir loro – se cercate di tentare me che sono ancora uno sconosciuto per voi, quando non comprendete neppure la potenza di Dio, di cui avete ricevuto tante prove e dopo che neppure con il senso comune e con le Scritture siete riusciti a comprenderla?
Difatti anche il buon senso naturale dimostra agli uomini che a Dio tutto è possibile.
Il Signore risponde dapprima alla loro domanda.
Dato che la causa per cui i sadducei non credono alla risurrezione consiste nel ritenere che lo stato futuro sia uguale al presente, Cristo confutando quest’errore cura la causa e in seguito passa agli accidenti di quella causa – da ciò infatti derivava la loro infermità – e così fa loro vedere il modo della risurrezione: Nel,la risurrezione infatti non s’ammogliano né si maritano, ma sono come angeli di Dio in cielo.
Luca, dal canto suo, aggiunge: come figli di Dio. Se dunque non vi saranno nozze dopo la risurrezione, la domanda dei sadducei è del tutto superflua. Non è per il fatto che non si sposano che gli uomini sono angeli; ma, essendo come angeli, per questo non si sposano. Con queste parole Gesù demolisce molti altri pregiudizi ed errori; e tutto questo anche Paolo lascia intendere con una sola parola: Passa infatti la figura di questo mondo (1 Cor 7, 31). Ecco, dunque, come sarà la risurrezione; e benché abbia già provato l’esistenza della risurrezione, tuttavia, per maggior sicurezza, egli la conferma nuovamente con la sua parola. …
Poi, sull’autorità stessa di Mosè che essi avevano invocato, Cristo li riduce al silenzio dicendo: In quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe? Non è Dio di morti ma di vivi. Vuol dire in sostanza che non è Dio di coloro che non esistono, di coloro che una volta per sempre sono scomparsi e non risorgeranno più. Dio non ha detto: Io ero, ma: “Io sono”, cioè sono il Dio di coloro che esistono e vivono. Come Adamo, benché vivo nel corpo, dopo aver mangiato il frutto proibito era veramente morto agli occhi di Dio a causa della sua condanna, così questi patriarchi anche dopo la loro morte vivevano in forza della promessa della risurrezione. Come mai, allora Paolo dice: Affinché egli regni su vivi e morti (Rm 14, 9)? Vi assicuro che non esiste contraddizione tra l’uno e l’altro passo. Qui Paolo parla di morti che dovranno risorgere. Una cosa significano le parole: Io sono il Dio di Abramo e un’altra l’espressione di Paolo: affinché regni su vivi e morti. E la Scrittura ci fa conoscere l’altro genere di morte, di cui Gesù dice: Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti (Lc 9, 60).
E le turbe nell’udirlo restavano ammirate della sua dottrina. Neppure i sadducei traggono profitto dal suo insegnamento, ma se ne vanno coperti di confusione; la folla invece, non corrotta da settarismo, ne trae fruttuoso profitto.
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