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32.a Domenica del T.O. – A

Amiamo lo Sposo, fratelli, prepariamo le
nostre lampade splendenti di virtù e fede
sincera, teniamoci preparati, come le vergini
sagge, alla venuta del Signore e ad
accostarci con lui alle nozze.
Romano il Melode, Proemio I, Inno 36

PRIMA LETTURA
La sapienza si lascia trovare da quelli che la cercano.
Sap 6,12-16

SALMO RESPONSORIALE
Sal 62

SECONDA LETTURA
Dio, per mezzo di Gesù, radunerà con lui coloro che sono morti.
1Ts 4,13-18

CANTO AL VANGELO
(Mt 24,42.44)

VANGELO
Ecco lo sposo! Andategli incontro!
Mt 25,1-13

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

La lampada è la luce della fede
che risplende nel nostro cuore
quando la presenza dello Spirito Santo
accende in esso lo splendore della conoscenza divina.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 1-18
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. (v. 9)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 5, 13-16
Non si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. (v. 15)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 6, 22-23
La lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce. (v. 22)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 67-83
Grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio … verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace. (vv. 78b-79)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 12, 35-40
Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese. (v. 35)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 4, 1-6
Dio che disse: Rifulga la luce dalle tenebre, rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo. (v. 6)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 1, 15-23
Il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui. Possa egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente. (vv. 17-18a)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 1, 16-21
Così abbiamo conferma migliore della parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione, come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori. (v. 19)

SALMO 119 (118), VV. 105-136
La tua parola nel rivelarsi illumina, dona saggezza ai semplici. (v. 130)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 93

Queste vergini, cinque sagge e cinque stolte, sono assolutamente tutte le anime dei cristiani. Ma, per dirvi ciò che pensiamo per ispirazione di Dio, non sono le anime di qualsiasi specie, ma le anime che hanno la fede cattolica e si vedono praticare le opere buone nella Chiesa di Dio; eppure di esse cinque sono sagge e cinque stolte. Prima dunque vediamo perché sono indicate come cinque e come vergini e dopo consideriamo il resto. Ogni anima nel corpo è denotata col numero cinque perché fa uso dei cinque sensi. Noi infatti col corpo non percepiamo alcuna sensazione se non attraverso una porta di cinque sportelli: o con la vista; o con l’udito; o con l’odorato; o col palato, o col tatto. Orbene, chi si astiene dal vedere, dall’udire, dall’odorare, dal gustare o dal toccare cose illecite, riceve il nome di vergine.

Ma se è un bene astenersi dai moti illeciti dei sensi e perciò qualunque anima cristiana ha ricevuto il nome di vergine, per qual motivo cinque di esse vengono fatte entrare e cinque sono respinte? Sono vergini eppure sono respinte. Non basta che siano vergini, ma hanno anche le lampade. Sono vergini in quanto si astengono dalle sensazioni illecite, hanno le lampade in quanto fanno le opere buone. Di queste opere il Signore dice: La vostra luce risplenda davanti agli uomini perché vedano le vostre opere buone e diano gloria al Padre vostro ch’è nei cieli (Mt 5, 16).

Ai discepoli dice ugualmente: Siate, sempre pronti con la cintura ai fianchi e le lampade accese (Lc 12, 35). Nei fianchi legati con la cintura è denotata la verginità, nelle lampade accese le opere buone. …

Chi non vuol vedere né udire ciò ch’è male, chi distoglie l’odorato dagli effluvi illeciti che esalano dai sacrifici·pagani e il palato dagli illeciti cibi dei sacrifici, chi fugge l’amplesso con la donna di altri, spezza il pane agli affamati, ospita in casa i forestieri, veste gl’ignudi, mette pace tra i litiganti, visita i malati, dà sepoltura ai morti: ecco chi è vergine, chi ha le lampade. Che cosa vogliamo di più? … Le stesse vergini che portavano anche le lampade, alcune le chiama sagge, altre stolte. Ma come possiamo discernerle? da che cosa possiamo distinguerle? Dall’olio.

L’olio è il simbolo di qualcosa di grande, di molto importante. Non è forse la carità? …

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