31.a Domenica del T.O. – C

Signore, invece di salire su un albero, io
vengo nella tua casa, mi salvi il tuo mistero!
Più grande è la croce che il ramo:
si riversi sopra di me la tua misericordia!
Cirillona, Inno per la conv. di Zaccheo

PRIMA LETTURA
Hai compassione di tutti, perché ami tutte le cose che esistono.
Sap 11,22-12,2
SALMO RESPONSORIALE
R/. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.
Sal 144
SECONDA LETTURA
Sia glorificato il nome di Cristo in voi, e voi in lui.
2Ts 1,11-2,2
CANTO AL VANGELO
(Gv 3,16)
VANGELO
Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.
Lc 19,1-10
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

PERCORSO ESEGETICO

Dio, che da sempre va alla ricerca
dell’uomo smarrito dal peccato,
nella sua misericordia si lascia trovare
da coloro che lo cercano con cuore sincero.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 35-51
Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico. (v. 48b)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 4, 1-42
Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: “Dammi da bere”. (vv. 6-7)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 2, 1-12
Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. (vv. 9-10)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 18, 12-14
Il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli. (v. 14)

SALMO 145 (144)
Il Signore è vicino a quanti lo invocano, a quanti lo cercano con cuore sincero. (v. 18)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 1, 16-20
“Su, venite e discutiamo” dice il Signore. “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana”. (v. 18)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 55
Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. (v. 6)

DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 29, 1-23
Mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il cuore; mi lascerò trovare da voi, dice il Signore. (vv. 13-14a)

DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 3, 1-21
Il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: “Dove sei?”. (v. 9)

DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 4, 23-31
Di là cercherai il Signore tuo Dio e lo troverai, se lo cercherai con tutto il cuore e con tutta l’anima. (v. 29)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 174, 3-5

Riconosci dunque il Cristo: egli è pieno di grazia.

Egli ti vuole versare ciò di cui è pieno. Questo ti dice: cerca i miei doni, dimentica i tuoi meriti, perché se io cercassi i tuoi meriti, tu non giungeresti ai miei doni. Non ti esaltare; sii piccolo, sii Zaccheo.

Ma tu dirai: Se io sarò Zaccheo, a causa della folla non potrò vedere Gesù. Non rattristarti, sali sull’albero dove per te pendette Gesù e vedrai Gesù. E su quale specie di albero salì Zaccheo? Su di un sicomoro.

Nelle nostre regioni o non esiste affatto o forse raramente cresce in qualche luogo, ma in quelle località abbonda questa specie di frutto. Sono chiamati sicomori dei pomi simili ai fichi, ma tuttavia diversi; lo possono sapere coloro che li videro e li gustarono. Tuttavia, per quanto indicano con l’etimologia del nome, in latino i sicomori sono detti “falsi fichi”. Ora guarda il mio Zaccheo, osservalo, ti prego, mentre vuole vedere Gesù in mezzo alla folla e non ne è capace. Egli era umile infatti, la folla era superba; e proprio la folla, come capita abitualmente in una ressa, impediva a se stessa di vedere bene il Signore; egli si sollevò al di sopra della folla e vide Gesù, non essendo di ostacolo la folla.

La folla infatti si rivolge agli umili, a coloro che percorrono la via dell’umiltà, a coloro che affidano a Dio le ingiurie ricevute e non cercano la vendetta sui nemici, la folla insulta e dice: Uomo senza difesa, che non ti puoi vendicare. La folla fa in modo che non si veda Gesù; la folla, che si gloria, che si vanta quando è riuscita a vendicarsi, ostacola perché non si veda colui che, crocifisso, dice: Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno (Lc 23, 34). Perciò, volendolo vedere, Zaccheo, nel quale si figurava la persona degli umili, non badò alla folla che ostacolava, ma salì su un sicomoro come l’albero del falso frutto. Dice infatti l’Apostolo: Noi predichiamo Cristo crocifisso, certamente scandalo per i Giudei – considera il sicomoro – stoltezza invece per i pagani (cfr. 1 Cor 1, 23). Infatti, a motivo della croce di Cristo, i sapienti di questo mondo c’insultano e dicono: Che saggezza avete voi che adorate un Dio crocifisso? Quale sapienza abbiamo? Non di certo la vostra. La sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Non abbiamo davvero la vostra saggezza. Ma voi dite stolta la nostra saggezza. Dite pure quello che volete; noi possiamo salire sul sicomoro e vedere Gesù. Voi non potete vedere Gesù appunto perché vi vergognate di salire sul sicomoro.

Si aggrappi Zaccheo al sicomoro, salga umile la croce.

È poca cosa il suo salire: per non arrossire della croce di Cristo, la fissi sulla fronte dove ha posto l’onore, proprio là, sulla parte del volto dove appare il rossore, là la fissi per non provarne vergogna. Penso che tu te ne ridi del sicomoro, però esso mi ha permesso di vedere il Signore. Ma tu te ne ridi del sicomoro, perché sei uomo; ma la stoltezza di Dio e più sapiente degli uomini.

E il Signore vide proprio Zaccheo. Fu visto e vide; ma se non fosse stato veduto, non avrebbe visto.

Quelli infatti che ha predestinati, li ha anche chiamati (cfr. Rm 8, 30). … Siamo stati veduti perché potessimo vedere; siamo stati amati affinché potessimo amare.

Il mio Dio: la sua misericordia mi precederà.

Ora dunque il Signore, che aveva accolto Zaccheo nel cuore, si è degnato di essere ospitato nella casa di lui. Disse: Zaccheo, scendi subito, perché devo fermarmi in casa tua. Quello riteneva un grande beneficio vedere Gesù: egli, che considerava un grande e indicibile beneficio vederlo passare, meritò immediatamente di averlo in casa. Viene infusa la grazia, la fede opera per mezzo dell’amore: Cristo, che già abitava nel cuore, viene ricevuto in casa. Dice a Cristo Zaccheo: Signore, do la metà dei miei beni ai poveri e, se in qualche cosa ho frodato alcuno, restituisco il quadruplo. Quasi a dire: Per questo mi trattengo una metà, non in possesso, ma per avere di che rendere.

Ecco in realtà che vuol dire ricevere Cristo, accoglierlo in cuore. Era là infatti Cristo, era in Zaccheo e attraverso di lui Zaccheo diceva a se stesso ciò che ascoltava dalla bocca di lui. Dice infatti così l’Apostolo: Che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori (Ef 3, 17).

Perciò, perché si trattava di Zaccheo, che era il capo dei Pubblicani, che era assai peccatore, quella folla, apparentemente sana, che impediva di vedere Gesù, rimase stupita e contestò il fatto che Gesù era entrato nella casa di un peccatore. Era questo un riprovare l’ingresso del Medico nella casa di un malato.

Perché appunto da peccatore Zaccheo fu deriso, fu deriso in realtà, lui sano, da gente insana, Gesù rispose ai derisori: Oggi la salvezza è entrata in questa casa. Ecco il motivo del mio ingresso: Oggi è entrata la salvezza. Se il Salvatore non fosse entrato, in quella casa non sarebbe assolutamente entrata la salvezza.

Perché, infermo, ti meravigli allora? Chiama anche tu Gesù, non crederti sano. Chi riceve il medico è un malato che ha speranza; è un infermo senza rimedio chi, per insensatezza, fa morire il medico.

Che follia è mai quella di chi uccide il medico?

Non è grande veramente la bontà e la potenza del medico che del suo sangue ha fatto la medicina per il suo insensato uccisore? Colui che era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto non diceva infatti: Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno (Lc 23, 34), mentre pendeva innocente sulla croce? Sono dei folli, io sono medico, infieriscano, tollero con pazienza; nell’uccidere vi darò allora la sanità. Facciamo parte dunque di coloro che egli risana. È parola umana e degna di essere da tutti accolta: Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori (1 Tm 1, 15); grandi e piccoli, a salvare peccatori. Il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

Vedi

Download diretto

FileDimensione del file
pdf R_31-TO-C-2022125 KB
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online