PRIMA LETTURA
Avete deviato dalla retta via e siete stati d’inciampo a molti con il vostro insegnamento.
SALMO RESPONSORIALE
R. Custodiscimi, Signore, nella pace.
SECONDA LETTURA
Avremmo desiderato trasmettervi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati rabbì dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare rabbì, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate padre nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare guide, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Dicono e non fanno.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
La cattedra di Mosè è il luogo dell’insegnamento divino.
Attraverso di essa Dio stesso istruisce e guida il suo popolo.
Mosè era il servo fedele che preparava
ed annunziava la venuta del Figlio.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 1-18
La Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. (v. 17)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 5, 41-47
Se credeste infatti a Mosè, credereste anche a me; perché di me egli ha scritto. (v. 46)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 7, 14-24
Non è stato forse Mosè a darvi la Legge? (v. 19a)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 16, 19-31
Abramo rispose: Hanno Mosè e i profeti; ascoltino loro. (v. 29)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 24, 13-35
E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. (v. 27)
DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 3
Se il ministero della morte, inciso in lettere su pietre, fu circonfuso di gloria, al punto che i figli d’Israele non potevano fissare il volto di Mosè a causa dello splendore pure effimero del suo volto, quanto più sarà glorioso il ministero dello Spirito? (vv. 7-8)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 3, 1-6
In verità Mosè fu fedele in tutta la sua casa come servitore, per rendere testimonianza di ciò che doveva essere annunziato più tardi; Cristo, invece, lo fu come figlio costituito sopra la sua propria casa. (vv. 5-6a)
DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 45, 1-5
Gli [a Mosè] diede a faccia a faccia i comandamenti, legge di vita e di intelligenza, perché spiegasse a Giacobbe la sua alleanza, i suoi decreti ad Israele. (v. 5b)
DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 5
[Il popolo disse a Mosè:] Avvicinati tu e ascolta quanto il Signore nostro Dio dirà; ci riferirai quanto il Signore nostro Dio ti avrà detto e noi lo ascolteremo e lo faremo. (v. 27)
DAL LIBRO DELL’ESODO, CAP. 24
Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. (v. 3a)
COMMENTO PATRISTICO
AGOSTINO
Dai Trattati sulla prima lettera di S. Giovanni, III, 13
Voi non avete necessità che qualcuno vi istruisca, perché la sua unzione vi istruisce su tutto (1Gv 2, 27). Fratelli, che cosa facciamo quando vi diamo questi insegnamenti? Se è la sua unzione quella che vi istruisce su tutto, il nostro è come un lavoro inutile. Perché tanta insistenza nell’istruirvi? Non è meglio affidarvi alla sua unzione, cosicché sia essa ad istruirvi? È una domanda che pongo a me ed all’apostolo Giovanni. Si degni l’apostolo di ascoltare questo fanciullo che gli rivolge una domanda. Domando dunque a Giovanni: coloro ai quali tu rivolgevi queste parole, avevano già l’unzione? Tu hai detto: la sua unzione vi istruisce su tutto. Perché allora hai scritto ad essi questa lettera? Perché istruirli? perché ammaestrarli? perché edificarli? C’è qui un grande mistero, sul quale occorre riflettere, fratelli. Il suono delle nostre parole percuote le orecchie, ma il vero maestro sta dentro: non crediate di poter apprendere qualcosa da un uomo. Noi possiamo esortare con lo strepito della voce, ma se dentro non v’è chi insegna, inutile diviene il nostro rumore. Ne volete una prova, fratelli miei? Ebbene, non è forse vero che tutti avete udito questa mia predica? Quanti saranno quelli che usciranno di qui senza aver nulla appreso? Per quel che mi riguarda, ho parlato a tutti; ma coloro dentro i quali non parla quell’unzione, quelli che lo Spirito non istruisce internamente, se ne vanno via senza aver nulla appreso. L’ammaestramento esterno è soltanto un ammonimento, un aiuto. Colui che ammaestra i cuori ha la sua cattedra in cielo. Egli perciò dice nel Vangelo: Non vogliate farvi chiamare maestri sulla terra: uno solo è il vostro maestro: Cristo (Mt 23, 8-9). Sia lui dunque a parlare dentro di voi, perché lì nessun uomo può penetrare. Se qualcuno può mettersi al tuo fianco, nessuno può stare nel tuo cuore. Nessuno dunque vi stia nel tuo cuore, solo Cristo. Vi resti la sua unzione, perché il tuo cuore assetato non rimanga solo e manchi delle acque necessarie ad irrigarlo. È dunque il maestro interiore colui che veramente istruisce, è Cristo, è la sua ispirazione ad istruire. Quando manca la sua ispirazione e la sua unzione, le parole esterne fanno soltanto un inutile strepito.
Le parole che noi facciamo risuonare di fuori, fratelli, sono quello che un agricoltore è rispetto ad un albero. L’agricoltore lavora l’albero dall’esterno: vi porta l’acqua, lo cura con attenzione; ma, qualunque sia lo strumento esterno che usa sarà mai lui a dar forma ai frutti dell’albero? Lui a rivestire i rami nudi dell’ombra delle foglie? È forse lui che opera simili trasformazioni dall’interno? E chi è a compiere tali cose? Udite l’Apostolo che si paragona ad un giardiniere, considerate che cosa siamo; e ascoltate il maestro interiore: Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che fa crescere. Né colui che pianta né colui che irriga conta qualcosa, ma colui che fa crescere, Dio (1 Cor 3, 6-7). Ecco ciò che vi diciamo: quando piantiamo ed irrighiamo, istruendovi con la nostra parola, non siamo niente; è Dio che fa crescere, è la sua unzione che su tutto vi istruisce.
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