Ricevi Cristo, ricevi la vista, ricevi la luce,
per conoscere a un tempo Dio e l’uomo.
E più desiderabile il Verbo dal quale
siamo illuminati dell’oro, di molto oro
fino; più dolce del miele e di un favo stillante.
Clemente d’Alessandria, Esor. ai pag. 11
PRIMA LETTURA
Riporterò tra le consolazioni il cieco e lo zoppo.
SALMO RESPONSORIALE
Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia. R/.
Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia. R/.
Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia. R/.
Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni. R/.
SECONDA LETTURA
Tu sei sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchìsedek.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Rabbunì, che io veda di nuovo!
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
PREGHIERA DEI FEDELI
Preghiamo insieme e diciamo: Figlio di Davide, abbi pietà di noi.
1. Per la Chiesa: non impedisca come la folla di Gerico di avvicinarsi a Gesù, ma faccia risuonare davanti a lui le grida dei poveri, degli ammalati, di coloro che sono in difficoltà, preghiamo.
2. Per gli ammalati: perché non siano costretti a vivere in solitudine e nella tristezza, e trovino in Gesù conforto, luce per dare senso alla propria esistenza e speranza nella risurrezione, preghiamo.
3. Per tutti i credenti: riscoprano il senso profondo della liberazione e della salvezza donata da Gesù e siano testimoni autentici della fede, preghiamo.
4. Per la nostra comunità, che ha ricevuto la grazia della fede e cammina seguendo il Signore Gesù: cresca nella capacità di contemplare la bellezza del dono ricevuto e di adorarlo nella vita quotidiana, preghiamo.
O Padre, aiutaci a ritrovare in Gesù il senso festoso della vita, perché è il pensiero di camminare sulla sua strada l’unica certezza che ci da gioia profonda e illumina la nostra esistenza. Per Cristo nostro Signore.
PERCORSO ESEGETICO
Nella nostra miseria
non avremmo potuto incontrare Dio,
se egli stesso non avesse assunto la nostra carne mortale
passandoci accanto con la sua misericordia.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 1-18
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, (v. 14a)
DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 6, 30-44
(Gesù) sbarcando vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, (v. 34)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 67-79
Grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio … verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, (vv. 78-79a)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 10, 2 9 – 3 7
Un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione, (v. 33)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 5
Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. (v. 8)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 2
Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo, (vv. 4-5a)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 3, 1-14
Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, diventando lui stesso maledizione per noi. (v. 13a)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 2
Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio. (v. 17a)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 10, 1-18
Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato, (v. 5b)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 8, 21-9,9
Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse, (v. 1)
DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 26, 1-11
Il Signore ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione, (v. 7b)
COMMENTO PATRISTICO
CLEMENTE D’ALESSANDRIA
Dall’Esortazione ai pagani, 11
I comandi del Signore sono limpidi, danno luce agli occhi (Sal 18, 9). Ricevi Cristo, ricevi la vista; ricevi la luce per conoscere a un tempo Dio e l’uomo. E più desiderabile il Verbo dal quale siamo illuminati dell’oro, di molto oro fino; più dolce del miele e di un favo stillante (Sal 18, 1). E come potrebbe non essere desiderabile, dal momento che ha portato verso la luce la mente avvolta dalle tenebre e ha reso più luminosi e più acuti gli occhi dell’anima? Se non ci fosse il sole, la notte sarebbe diffusa dovunque nonostante tutte le stelle; così, se non avessimo conosciuto il Verbo e non fossimo stati da lui illuminati, saremmo come galline nutrite al buio per poi subire la morte. Apriamoci dunque alla luce per possedere Dio. Accogliamo la luce per diventare discepoli del Signore. Egli infatti lo ha promesso al Padre: Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli; ti loderò in mezzo all’assemblea (Sal 21, 23). Esaltalo e poi parlami di Dio tuo Padre: le tue parole apportano salvezza.
II tuo cantico mi insegnerà che nel cercare Dio, finora sono andato errando. Quando invece sei tu, o Signore, a condurmi alla luce e per tuo mezzo trovo Dio e da te accolgo il Padre, divento tuo coerede, perché non ti sei vergognato di chiamarmi fratello (cfr. E b 2, 11).
Guardiamoci dal dimenticare la verità, allontaniamoci dall’ignoranza e, dissipate le tenebre che offuscano come nube i nostri occhi, contempliamo il vero Dio, elevando per prima cosa verso di lui questa acclamazione: Salve, o luce! Infatti, a noi che eravamo sepolti nelle tenebre e avvolti nell’ombra della morte, è apparsa la luce dal cielo, più pura del sole e più gioiosa di questa vita. Questa luce è la vita eterna e di essa vivono tutte le cose che ne partecipano.
Invece la notte fugge la luce e, nascondendosi timorosa, ha ceduto il posto al giorno del Signore.
Si è diffusa dappertutto quella luce che non può spegnersi e il tramonto ha dato luogo all’aurora.
Questo significa la nuova creazione. Infatti il Sole di giustizia, che sovrasta nel suo corso tutte le cose, illumina senza distinzioni tutto il genere umano seguendo l’esempio del Padre suo che fa risplendere il sole su tutti gli uomini e li irrora con la rugiada della verità. Egli ha accostato l’occaso all’oriente, e ha crocifisso la morte trasformandola in vita.
Divino agricoltore, ha agganciato al cielo l’uomo strappato alla morte, trasformando con audacia il corruttibile nell’incorruttibile, il terrestre in celeste.
Ha portato la buona novella eccitando i popoli al bene, richiamando alla memoria le norme del vivere onesto, donandoci un’eredità divina immensa che nessuno può strapparci. Con una dottrina celeste ha santificato l’uomo deponendo la legge nella sua mente e scrivendola nel suo cuore (cfr. Ger 31, 33).
Di quale legge intende parlare? Tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore, poiché io perdonerò le loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato (Ger 31, 34).
Accogliamo le leggi della vita, obbediamo all’invito di Dio. Accogliamolo perché ci sia propizio.
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