30.a Domenica del T.O. – A

Chi ama il prossimo soddisfa all’amore
verso Dio, poiché il Signore riceve come
rivolta a sé questa benevolenza.
S. Basilio, Regole ampie, 917c

PRIMA LETTURA
Se maltratterete la vedova e l’orfano, la mia ira si accenderà contro di voi.
Es 22,20-26

SALMO RESPONSORIALE
Sal 17

 

Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore. R/.
Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici. R/.
Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato. R/.

SECONDA LETTURA
Vi siete convertiti dagli idoli, per servire Dio e attendere il suo Figlio.
1Ts 1,5-10

CANTO AL VANGELO
(Gv 14,23)

VANGELO
Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso.
Mt 22,34-40

 

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

PREGHIERA DEI FEDELI
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Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

 

1. Perché la Chiesa annunci senza stancarsi mai il primato dell’amore e testimoni con fedeltà la carità verso tutti. Preghiamo.
2. Perché i cristiani sperimentino la tenerezza dell’amore di Dio, facendo dell’ascolto della Parola e della preghiera il nutrimento quotidiano della loro fede. Preghiamo.
3. Perché i giovani scoprano che l’amore è donarsi, specialmente ai poveri, ai deboli, a chi è nel bisogno. Preghiamo.
4. Perché l’amore sia linfa delle famiglie e cementi i rapporti tra gli sposi e tra genitori e figli. Preghiamo.
5. Perché nella nostra comunità vengano meno il rancore, l’apatia e ogni divisione, e si diffondano la comunione fraterna e l’accoglienza reciproca. Preghiamo.

O Dio, Padre nostro, donaci la gioia e la forza dello Spirito Santo per fuggire gli idoli e convertirci a te, perché possiamo amarti con tutto il cuore, la mente e le forze e amare i fratelli come noi stessi. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

PERCORSO ESEGETICO

Gesù è l’unico dottore e maestro della legge
perché Egli solo possiede lo Spirito di Colui
che l’ha creata prima dei secoli
e l’ha data in dono a Israele suo popolo.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP.1, 1-18
In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio … Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato. (vv. 1. 18)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14
Il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. (v. 26)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 3, 13-17
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. (v. 16)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 5, 17-19
Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. (v. 17)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 23, 1-12
Uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. (v.10b)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 9,28-36
E dalla nube uscì una voce, che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo”. (v. 35)

SALMO 147
Annunzia a Giacobbe la sua parola, le sue leggi e i suoi decreti a Israele. Così non ha fatto con nessun altro popolo, non ha manifestato ad altri i suoi precetti. (vv. 19-20)

DAL LIBRO DEL PROFETA BARUC, CAP. 3, 9-4, 4
Egli ha scrutato tutta la via della sapienza e ne ha fatto dono a Giacobbe suo servo, a Israele suo diletto … Essa è il libro dei decreti di Dio, è la legge che sussiste nei secoli. (vv. 3, 37. 4, 1a)

DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 24
Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi creò; per tutta l’eternità non verrò meno … Tutto questo è il libro dell’alleanza del Dio altissimo, la legge che ci ha imposto Mosè, l’eredità delle assemblee di Giacobbe. (vv. 9. 22)

COMMENTO PATRISTICO

S. IRENEO DI LIONE
Dalla Dimostrazione della predicazione apostolica, 95-96

Dio ha deciso di donare la sua eredità alle nazioni stolte, a uomini che non appartenevano alla città di Dio e non sapevano neppure che Dio esistesse. Ora che per questa chiamata ci è stata donata la vita, e che Dio ha ricapitolato in noi la fede di Abramo, non dobbiamo più tornare indietro, alla legge antica, perché abbiamo accolto in mezzo a noi il Maestro della legge, il Figlio di Dio, e per la fede in lui abbiamo appreso ad amare Iddio con tutto il nostro cuore e il prossimo come noi stessi. Ma l’amore di Dio esclude ogni peccato, e l’amore del prossimo non fa del male a nessuno. Per tutto ciò, la legge non ci è più necessaria come pedagogo.

Ora noi parliamo al Padre, ci intratteniamo con lui faccia a faccia, siamo diventati fanciulli quanto a malizia, saldamente confermati nella giustizia e nella modestia. Infatti, la legge non dovrà più ripetere: “Non commettere adulterio”, a colui che non ha il minimo desiderio della donna d’altri: né: “Non ammazzare”, a colui che ha eliminato completamente da sé la collera e l’ostilità; né: “Non desiderare il campo del tuo prossimo, il suo bue o il suo asino” a coloro che non hanno alcun desiderio di cose terrene, ma cercano di accumulare frutti per il cielo; “Occhio per occhio e dente per dente”, a colui che non considera nessuno come nemico, ma tutti come suo prossimo, e che perciò non può alzare la mano per vendicarsi; la legge non reclamerà le decime da chi ha consacrato tutti i suoi beni a Dio, ha abbandonato il padre, la madre, la famiglia tutta, per seguire il Verbo di Dio. Non vi è l’obbligo di non lavorare nel giorno di riposo, per chi fa sabato tutti i giorni, cioè tutti i giorni rende culto a Dio nel suo tempio, che è il corpo dell’uomo, e pratica la giustizia ad ogni ora. Io voglio la misericordia, egli dice, e non il sacrificio; la conoscenza di Dio più degli olocausti (Os 6, 6). Ma chiunque invocherà il nome del Signore, costui sarà salvato (Gl 2, 32). E non è stato dato altro nome del Signore sotto il cielo per la salvezza degli uomini (At 4, 12), se non il nome divino di Gesù Cristo, Figlio di Dio, cui obbediscono gli stessi demoni, gli spiriti malvagi e tutte le potenze ribelli.

Con l’invocazione del nome di Gesù Cristo crocifisso sotto Ponzio Pilato, Satana viene separato dagli uomini. In ogni luogo, dove qualcuno di quelli che credono in lui e fanno la sua volontà lo chiama invocandolo Gesù gli si fa vicino e sta con lui, accogliendo le domande di chi invoca con purezza di cuore. Ricevuta così la salvezza, noi ringraziamo ogni giorno Dio che, nella sua immensa, insondabile sapienza, ci annuncia dall’alto dei cieli la salvezza, che consiste nella venuta visibile di nostro Signore, cioè nella sua vita umana; salvezza che noi, abbandonati a noi stessi non avremmo mai potuto ricevere. Ma ciò che è impossibile agli uomini è possibile a Dio.

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