30.a Domenica del T.O. – A

Chi ama il prossimo soddisfa all’amore
verso Dio, poiché il Signore riceve come
rivolta a sé questa benevolenza.
S. Basilio, Regole ampie, 917c

PRIMA LETTURA
Se maltratterete la vedova e l’orfano, la mia ira si accenderà contro di voi.
Es 22,20-26
SALMO RESPONSORIALE
Sal 17
SECONDA LETTURA
Vi siete convertiti dagli idoli, per servire Dio e attendere il suo Figlio.
1Ts 1,5-10
CANTO AL VANGELO
(Gv 14,23)
VANGELO
Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso.
Mt 22,34-40
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

La legge è il legame d’amore
con il quale Dio ha legato a sé il suo popolo;
tutti i suoi precetti sono il mirabile intreccio
con il quale afferra e converte il cuore dei suoi fedeli,
orientandoli verso il Padre.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14, 15-30
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. (v. 23)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 3, 19-29
Prima però che venisse la fede, noi eravamo rinchiusi sotto la custodia della legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. Così la legge è per noi come un pedagogo che ci ha condotto a Cristo. (vv. 23-24)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 3, 14-16
Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia. (v. 16a)

SALMO 19 (18)
La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima. (v. 8a)

DAL LIBRO DEL PROFETA OSEA, CAP. 11, 1-14
Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore; ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare. (v. 4)

DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 11, 1-14
Maledetto l’uomo che non ascolta le parole di questa alleanza, che io imposi ai vostri padri … dicendo: Ascoltate la mia voce ed eseguite quanto vi ho comandato; allora voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio. (vv. 3b-4b)

DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 31, 31-40
Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo … Tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande. (vv. 33b-34b)

DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 4, 1-20
[Il Signore] vi annunciò la sua alleanza, che vi comandò di osservare, cioè i dieci comandamenti … vi ha presi, vi ha fatti uscire dal crogiuolo di ferro, dall’Egitto, perché foste un popolo che gli appartenesse, come oggi difatti siete. (vv.13. 20)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Da La dottrina cristiana, 1, 20-21. 26

Fra tutte le realtà, si deve godere solo di quelle che sono eterne ed immutabili; delle altre si deve invece far uso, per poter pervenire al godimento di quelle eterne. Noi, che usiamo e godiamo le altre cose, siamo qualche cosa. Anzi, grande cosa è l’uomo, fatto ad immagine e somiglianza di Dio, non in quanto sta chiuso in un corpo mortale, ma in quanto per l’anima razionale precede in onore tutti gli animali.

Sorge qui una grande contesa: se gli uomini debbano usare o godere degli altri uomini, oppure l’uno e l’altro. Abbiamo il precetto di amarci a vicenda; ma la domanda è se l’uomo debba essere amato dall’uomo per sé o per qualcos’altro. Nel primo caso, lo godiamo; nell’altro caso, lo usiamo. A me sembra che debba essere amato per qualcos’altro. In ciò che deve essere amato per se stesso, consiste la vita beata; e nel tempo presente vi è la speranza di questa vita beata, mentre non ancora la sua realtà ci consola.

Maledetto chi ripone la sua speranza nell’uomo (Ger 17, 5).

Ma neppure di se stessi si deve godere, se osservi attentamente infatti neppure sé stessi bisogna amare per sé stessi, ma per colui che si deve godere. L’uomo in effetti è veramente buono quando con tutta la sua vita tende alla vita immutabile ed a quella aderisce con il suo affetto; ma se ama sé per se stesso, non sta più in relazione con Dio; si volge verso di sé, non tende a ciò che è immutabile. Perciò il godimento di se stesso è nell’uomo difettoso, perché l’uomo è migliore quando aderisce ed è tutto unito a un bene immutabile, di quando, lungi da quello, bada ancora a sé. Se dunque devi amare te stesso non per te, ma per colui in cui consiste il fine rettissimo del tuo amore, non se la prenda qualche altro uomo se anche lui ami per Dio. Questa è infatti la regola dell’amore stabilita da Dio: Amerai il prossimo tuo come te stesso; Dio invece con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la mente.

Devi dunque orientare tutti i tuoi pensieri, tutta la tua vita e tutta la tua mente in colui da cui hai avuto ciò in dono. Dice: Con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente, la Scrittura non omette nessuna particella della nostra vita, quasi ci fosse uno spazio, un posto vuoto per godere qualche altro bene; ma qualunque cosa si presenti all’animo suscitandone amore deve essere rapita dall’animo stesso là, dove esso corre con tutto l’impeto del suo amore.

Chiunque perciò ama rettamente il prossimo deve agire in modo che il prossimo stesso ami Dio con tutto il cuore, tutta l’anima e tutta la mente. Se dunque lo ami come te stesso, tu orienti tutto l’amore per lui e per te verso quel grande amore di Dio che non ammette gli venga derivato anche solo un rivoletto, che rifluendo lo diminuisca.

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