3.a Domenica di Quaresima – A

Nostro Signore chiese l’acqua per poterne
dare; chiese da bere come uno che ha
sete, per avere occasione di estinguere la sete.
S. Efrem, Diatessaron, 12, 16

PRIMA LETTURA
Dacci acqua da bere.
Es 17,3-7
SALMO RESPONSORIALE
Sal 94
SECONDA LETTURA
L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito che ci è stato dato.
Rm 5,1-2.5-8
CANTO AL VANGELO
(Gv 4,42.15)
VANGELO
Sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna.
Gv 4,5-42
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Il gusto della sapienza divina
che Dio aveva dato a Israele per mezzo della legge
non disseta il cuore dell’uomo.
Solo l’acqua dello Spirito Santo, infatti,
è capace di condurre i credenti alla vita eterna,
cioè alla piena e stabile conoscenza del Padre celeste.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 1-21
Gli [a Nicodemo] rispose Gesù: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito”. (vv. 5-6)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP.7, 37-39
Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: “Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno”. (vv. 37b-38)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 15, 26-16, 15
Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. (v. 16, 13)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 2
Sta scritto infatti: Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. (vv. 9-10)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 3, 1-29
Se infatti fosse stata data una legge capace di conferire la vita, la giustificazione scaturirebbe davvero dalla legge; la Scrittura invece ha rinchiuso ogni cosa sotto il peccato, perché ai credenti la promessa venisse data in virtù della fede in Gesù Cristo. (vv. 21b-22)

DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 10, 1-18
Avendo infatti la legge solo un’ombra dei beni futuri e non la realtà stessa delle cose, non ha il potere di condurre alla perfezione. (v. 1a)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 7, 1-17
Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura di sorta, perché l’Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. (vv. 16-17a)

DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 47, 1-12
Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché quelle acque dove giungono, risanano e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. (v. 9)

DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 24, 1-32
Quanti si nutrono di me avranno ancora fame e quanti bevono di me, avranno ancora sete. (v. 20)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Da Ottantatre questioni diverse 64, 4

Possiamo ancora domandare perché ha chiesto da bere a una donna samaritana, venuta a riempire d’acqua l’anfora, quando egli stesso avrebbe poi affermato di poter dare, a chi lo pregava, l’abbondanza della sorgente spirituale. Ma il Signore aveva sete della fede di quella donna, che era samaritana, e la Samaria simboleggia di solito l’idolatria. Essi, separati dal popolo dei Giudei, avevano consegnato l’onore delle loro anime ai simulacri di muti animali, cioè a vitelli d’oro, il nostro Signore Gesù era invece venuto a condurre la moltitudine delle genti, asservita agli idoli, al baluardo della fede cristiana e della retta religione. Egli dice infatti: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati (Mt 9, 12). Ha dunque sete della fede di coloro per i quali ha sparso il sangue. Le disse pertanto Gesù: Donna, dammi da bere (Gv 4, 10). E perché tu sappia di che cosa aveva sete nostro Signore, dopo un po’ arrivano i suoi discepoli, andati in città a comprare provviste, e gli dicono: Maestro mangia. Ma egli rispose: “Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete”. E i discepoli si domandavano l’un l’altro: “Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?”. Gesù disse loro: “Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera” (Gv 4, 31-34). Forse qui si può intendere che la volontà del Padre, che lo ha mandato, e la sua opera, che egli dichiara di voler compiere non ha altro scopo che la nostra conversione alla sua fede dai pericolosi traviamenti del mondo? Qual è dunque il suo cibo, tale è anche la sua bevanda. Pertanto in quella donna proprio di questo egli aveva sete: fare in lei la volontà del Padre e compiere la sua opera. Ma quella, intendendo in senso materiale, risponde: Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una Samaritana? Perché i Giudei non vanno d’accordo con i Samaritani. Nostro Signore le rispose: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere”, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva (Gv 4, 9-10). Voleva farle capire che non aveva chiesto quell’acqua a cui lei aveva pensato, ma che aveva sete della sua fede e a lei, che aveva sete, desiderava dare lo Spirito Santo. Questo infatti è il vero senso dell’acqua viva, che è dono di Dio, com’egli dice: Se tu conoscessi il dono di Dio. E come lo stesso evangelista Giovanni attesta in un altro luogo dicendo: Gesù, levatosi in piedi, esclamò ad alta voce: “Chi ha sete venga a me e beva; chi crede in me, come dice la Scrittura, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno” (Gv 7, 37). Con assoluta conseguenza dice: Chi crede in me, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno, perché, per meritare questi doni, noi prima crediamo. I fiumi di acqua viva che egli voleva dare a quella donna sono dunque il premio della fede di cui innanzitutto aveva sete in lei. Subito dopo espone il significato di quest’acqua viva, e dice: Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui. Infatti non era stato ancora dato lo Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato (Gv 7, 38-39). Questo è dunque il dono dello Spirito Santo, che ha dato alla Chiesa dopo la sua glorificazione, come afferma un altro passo della Scrittura: Ascendendo in alto, ha condotto schiava la schiavitù, ha distribuito doni agli uomini (Sal 67, 19; Ef 4, 8).

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