Nostro Signore chiese l’acqua per poterne
dare; chiese da bere come uno che ha
sete, per avere occasione di estinguere la sete.
S. Efrem, Diatessaron, 12, 16
PRIMA LETTURA
Dacci acqua da bere.
SALMO RESPONSORIALE
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R/.
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce. R/.
Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere». R/.
SECONDA LETTURA
L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito che ci è stato dato.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna.
In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.
Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».
Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.
Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».
PREGHIERA DEI FEDELI
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.
1. Perché la Chiesa sappia parlare al cuore di ogni uomo, risvegliando in ciascuno il desiderio di Dio e placando la sua sete con la parola del Vangelo, preghiamo.
2. Per coloro che attingono alle fonti inquinate del peccato, perché sorga in loro la fede di Cristo e il desiderio di una conversione che li trasformi in uomini nuovi, preghiamo.
3. Perché coloro che sono emarginati e oppressi trovino nella solidarietà dei cristiani la speranza di un mondo di giustizia e di pace, preghiamo.
4. Per i sapienti e i dotti, perché assumano un atteggiamento di umiltà, riconoscendo in Cristo la vera guida verso la salvezza e l’acqua viva che disseta ogni sete di senso, preghiamo.
5. Per noi, perché ricevendo il dono di questa Eucaristia, sappiamo essere cristiani autentici e testimoni credibili dell’amore di Dio per ogni uomo, preghiamo.
Esaudisci o Padre le nostre preghiere e fa’ che, in questa Eucaristia, come la samaritana al pozzo di Sicar possiamo godere dell’acqua viva che spegne ogni sete e che zampilla per la vita eterna. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
PERCORSO ESEGETICO
Gesù è il Verbo eterno che per amore della volontà del Padre
viene tra gli uomini
accettando la fatica di vivere
in mezzo alla loro incredulità e durezza di cuore.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 1-18
Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto. (v. 11)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 23, 29-39
Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! (v. 37)
DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 9, 14-29
Egli allora in risposta, disse loro: “O generazione incredula! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi?”. (v. 19a)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 4, 1-7
Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge. (v. 4)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 4, 17-32
Vi dico dunque e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani nella vanità della loro mente, accecati nei loro pensieri, estranei alla vita di Dio a causa dell’ignoranza che è in loro, e per la durezza del loro cuore. (vv. 17-18)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 4, 7-21
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. (v. 10)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 7, 7-17
Allora Isaia disse: “Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta di stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio Dio?”. (v. 13)
DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 2 E 3
Mi disse: “Figlio dell’uomo, io ti mando agli Israeliti, a un popolo di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri hanno peccato contro di me fino ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito”. (vv. 3-4)
DAL LIBRO DEL PROFETA MALACHIA, CAP. 2
Voi avete stancato il Signore con le vostre parole; eppure chiedete: Come lo abbiamo stancato? Quando affermate: Chiunque fa il male è come se fosse buono agli occhi del Signore e in lui si compiace; o quando esclamate: Dov’è il Dio della giustizia? (v. 17)
COMMENTO PATRISTICO
S. AMBROGIO
Dal trattato Lo Spirito Santo, I, 155. 162. 165
Il Signore dice: Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere, gliela avresti chiesta tu, ed egli ti avrebbe dato l’acqua viva. Di quest’acqua ebbe sete Davide la fonte di queste acque brama il cervo (Sal 41, 2-3), che non ha sete del veleno dei serpenti. Acqua viva è la grazia spirituale, perché purifica l’intimo della mente e lava ogni peccato dell’anima e monda ogni errore dei pensieri nascosti. …
Dice il Figlio di Dio: Chi berrà di quest’acqua che io darò sorgerà da lui una fonte di acqua che zampilla per la vita eterna. Questa fonte è senza dubbio la grazia spirituale, un fiume che procede da una fonte viva. Dunque, fonte della vita, è anche lo Spirito Santo. …
La buona acqua è dunque la grazia spirituale. Chi darà al mio petto questa sorgente? In me prorompa, in me scorra il donatore della vita eterna! Scorra in noi, non scorra via da noi questa sorgente! Dice, infatti, la Sapienza: Bevi l’acqua dai tuoi vasi e dalla fonte dei tuoi pozzi e nelle tue piazze scorrano le tue acque (Pr 5, 15-16). Come potrò trattenere quest’acqua, perché non scorra via, perché non mi sfugga?
Come potrò conservare il mio vaso, perché il peccato non produca una fessura che ne faccia stillare fuori l’umore della vita eterna? Insegnaci, Signore Gesù, insegnaci come insegnasti ai tuoi apostoli, dicendo: Non mettete da parte per voi tesori sulla terra, dove la ruggine e le tignole li consumano e dove i ladri scassinano e rubano (Mt 6, 19). Evidentemente il ladro, indicato in queste parole, è lo spirito immondo, che non può insinuarsi in coloro che procedono nella luce delle buone opere, mentre se coglie uno nelle tenebre delle passioni mondane e fra le attrattive delle cose terrene, lo spoglia d’ogni fiore dell’eterna virtù. E perciò il Signore dice: Mettetevi, invece, da una parte tesori nel cielo, dove né la ruggine né la tignola li consumano e dove i ladri non li scavano e non li rubano. Dove, infatti, sarà il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore.
… Non aprire dunque la tua cisterna, non scavarla con i vizi e con le colpe, perché non ti si dica: Aprì la cisterna e la scavò e cadde nella buca che aveva fatto (Sal 7, 15).
Se cerchi Gesù, abbandona le cisterne screpolate (Ger 2, 13). Cristo è solito sedere non presso le cisterne, ma presso il pozzo. Lì fu trovato da quella Samaritana che credette, quella che desiderava attingere acqua.
Sebbene tu saresti dovuto andarvi al mattino, tuttavia, anche se vi andrai più tardi, anche se vi andrai all’ora sesta, tu potrai trovarvi Gesù stanco del viaggio. Si è stancato, ma per te, perché ti ha cercato a lungo. È stata la tua incredulità, durata così a lungo, a stancarlo. Tuttavia egli non si offende: basta che tu venga. Ti chiede da bere, ma è pronto a darti da bere. E non beve l’acqua di un ruscello che scorre via, ma la tua salvezza. Beve il tuo buon sentimento, beve il calice, cioè la passione redentrice delle tue colpe, perché tu, abbeverato dal suo sacro sangue, possa spegnere la sete di questo mondo.
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