3.a Domenica di Pasqua – C

3.a Domenica di Pasqua – C

Ogni giorno il Signore ci invita a pranzo.
Ogni giorno ci mette davanti pane e pesce.
Ogni giorno ci serve il cibo evangelico:
la dolcezza del suo corpo e del suo sangue.
S. Bruno di Segni, Com. a Giov., III, 54

PRIMA LETTURA
Di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo.
At 5,27-32.40-41

SALMO RESPONSORIALE
Sal 29

 

Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato,
non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.
Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi,
mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa. R/.
Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
della sua santità celebrate il ricordo,
perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera ospite è il pianto
e al mattino la gioia. R/.
Ascolta, Signore, abbi pietà di me,
Signore, vieni in mio aiuto!
Hai mutato il mio lamento in danza,
Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre. R/.

SECONDA LETTURA
L’Agnello, che è stato immolato, è degno di ricevere potenza e ricchezza.
Ap 5,11-14

CANTO AL VANGELO
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VANGELO
Viene Gesù, prende il pane e lo dà loro, così pure il pesce.
Gv 21,1-19

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Gesù si manifesta alla sua Chiesa,
rappresentata nella sua pienezza dai sette discepoli,
raccolti nell’unità intorno a Pietro
che si affatica nell’opera della predicazione.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 4, 12-27
Vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori. E disse loro: “Seguitemi, vi farò pescatori di uomini”. (vv. 18b-19)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 13, 47-50
Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. (v. 47)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 28, 16-20
Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni … insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. (vv. 19-20)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 5, 1-11
Simone rispose: “Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti”. (v. 5)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 24, 33-53
E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro … Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. (vv. 33. 36)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 1, 11-2, 10
In seguito, dopo tre anni, andai a Gerusalemme per consultare Cefa, e rimasi presso di lui quindici giorni. (v. 18)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 1, 6-2, 13
Perciò sopporto ogni cosa per gli eletti, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. (v. 2, 10)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 1
Questo è il senso recondito delle sette stelle che hai visto nella mia destra e dei sette candelabri d’oro, eccolo: le sette stelle sono gli angeli delle sette Chiese e le sette lampade sono le sette Chiese. (v. 20)

DAL LIBRO DEI PROVERBI, CAP. 9, 1-6
La Sapienza si è costruita una casa, ha intagliato le sue sette colonne. (v. 1)

DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 47, 1-12
Sulle sue rive vi saranno pescatori: da Engaddi a En-Eglaim vi sarà una distesa di reti. (v. 10a)

COMMENTO PATRISTICO

BRUNO DI SEGNI
Dal Commento a Giovanni, III, 55-56

Uscirono e salirono sulla barca e in quella notte non presero nulla. Perché nella notte avevano faticato per niente e Gesù non era ancora venuto da loro, perché erano venuti a pescare per sé e non mandati da un altro. Stavano ancora a significare quelli che vengono a predicare e a reggere la Chiesa non dietro regolare mandato, ma di proprio arbitrio. I pesci di Dio li fuggono e rifiutano di entrare nelle loro reti e di ascoltare le loro predicazioni.

Fattasi ormai mattina, Gesù si presentò sulla riva ma i discepoli non si accorsero che era Gesù. Ecco che cominciano ad indicare qualcosa d’altro: non lavorano più nella notte, vengono incontro al giorno e vedono Gesù. Disse loro Gesù: Figli, non avete qualcosa da mangiare? Gli risposero: No. Disse allora Gesù: Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete. Come se dicesse: Io quella volta non vi ho mandato, avete lavorato a sinistra, non avete preso nulla. Ora dunque gettate la rete a destra, faticate secondo il mio comando, predicate la mia dottrina: non sappia la vostra sinistra quel che fa la vostra destra e troverete. Pescare a destra significa predicare con sincero affetto e cuore puro la vera e cattolica dottrina. I pescatori sono gli apostoli, predicatori e dottori; le reti invece sono i vangeli e in genere ogni scritto divinamente ispirato. Per pesci si intendono i fedeli tutti. Tali pesci nuotano nel fiume del Battesimo, sono catturati dalle reti del Vangelo e dall’amore per la fede.

La gettarono dunque e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci. O grande miracolo! Pur lavorando tutta la notte non avevano preso nulla ed ecco che al comando del Signore subito accorre una tal moltitudine di pesci! …

Visto il miracolo, quel discepolo che Gesù amava, disse a Pietro: È il Signore! Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si cinse la tunica, poiché era spogliato; e si gettò in mare. Ovunque Pietro è trovato di fede più fervente e di più forte amore. Gli altri discepoli vennero con la barca; infatti non erano lontani da terra. Che cosa intendiamo per terra se non la terra dei viventi? Da essa non erano lontani, poiché sciolti dai legami del corpo, vi sarebbero giunti presto.

Traendo quasi per duecento cubiti le reti piene di pesci. Il numero di cento è già perfetto ed inoltre è duplicato quando è adempiuto con la parola e l’opera. I maestri della fede traggono allora la rete piena di pesci per duecento cubiti quando con la parola e con l’opera attirano dietro di sé alla vita eterna quelli che ascoltano.

Appena scesi a terra videro un fuoco di brace e del pesce sopra e del pane. Di questo cibo si ristorano i pescatori e i predicatori di Cristo e riprendono forza quando ritornano stanchi dal loro operare. Vedono il fuoco di brace, il pesce sopra e il pane ogni volta che si ricordano della passione e della predicazione di Cristo e allora si dimenticano della fatica, della stanchezza e di tutte le loro tribolazioni. E che cosa è il pesce arrostito sulla brace se non il Cristo nella passione della croce? E che cosa è il pane, se non la predicazione evangelica, con la quale il Signore era solito ristorare i suoi discepoli dicendo: Non temete quelli che vogliono uccidere il corpo, ma non possono uccidere l’anima (Mt 10, 28)? Da queste parole i discepoli sono rinvigoriti, da queste parole sono animati e saziati e sono incitati a riprendere la loro fatica.

Dice loro il Signore: Portate qui dei pesci presi or ora. Incessantemente gli apostoli e i maestri portano pesci al Signore: sempre con l’esempio e la dottrina portano a lui l’anima dei fedeli. Perciò viene detto anche: Salì Simon Pietro e trasse a terra la rete piena di grossi pesci, centocinquantatré, e pur essendo tanti la rete non si spezzò. Erano pesci buoni quelli per cui la rete non si spezzava. Sono pesci cattivi quelli per cui la rete dei vangeli ogni giorno si spezza, gli eretici e gli scismatici. E per i centocinquantatré che cosa intendiamo se non tutti i battezzati e i fedeli? …

Gesù disse loro. Venite a mangiare! E nessuno dei discepoli osava domandargli: Chi sei? sapendo bene che era il Signore. E venne Gesù e prese il pane e lo diede loro e così pure il pesce. Ogni giorno il Signore ci invita al suo pranzo; ogni giorno ci offre il suo cibo evangelico e le delizie del suo Corpo e del suo Sangue. Finché noi leggiamo questi Vangeli ci ritempra in terra con il cibo del suo pane. Ci offre anche il pesce arrostito, perché qui troviamo in qual modo abbia patito.

E non possono trarre bene a terra le reti quelli che non si ristorano con assiduità con questo cibo.

Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli dopo essere risorto dai morti. Qui parla di quelle manifestazioni che si sono verificate a molti o a tutti insieme riuniti.

Dopo che ebbero mangiato, dice Gesù a Simon Pietro: Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro? Gli risponde: Certo Signore, tu sai che ti amo. Il Signore chiede a Pietro se lo ama, a lui che sempre vedeva distinguersi per un più forte sentimento di amore nei suoi confronti. Così, poco prima, quando gli altri erano andati da lui con la barca, lui non aveva potuto aspettare la lentezza della barca, ma sotto l’impulso dell’amore immenso, si era gettato nel mare per poter arrivare prima al Signore. Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro, tu che dimostri verso di me un affetto più grande del loro? Gli risponde: Sì, Signore, tu sai che ti amo. Sì, Signore, ti amo e tu sai che ti amo. Tu sai quanto ti voglio bene.

Io invece non so se ti amo più degli altri.

Gli dice: Pasci i miei agnelli! Il Signore non vuole affidare ad un altro i suoi, se non a chi ama, egli che li ha tanto amati da degnarsi di dare se stesso per loro. Prima interroga il pastore della Chiesa, per sapere se lo ama, poi gli affida i suoi agnelli da pascere. Gli dice di nuovo: Simone di Giovanni, mi ami? Gli risponde: Sì, Signore, tu sai che ti amo. Gli dice: Pasci i miei agnelli. Gli dice per la terza volta: Simone di Giovanni, mi ami? Allora Pietro, rattristato, e temendosi sospettato dal Signore, risponde dicendo: Signore, tu sai tutto, tu sai che ti amo. Gli dice: pasci le mie pecorelle. Prima gli affida gli agnelli, poi le pecore perché lo costituisce non solo pastore, ma pastore dei pastori. Dunque Pietro pasce gli agnelli, pasce anche le pecore; pasce i figli e pasce anche le madri: regge i sudditi e regge i capi. È pastore di tutti perché, oltre ad agnelli e pecore, nella Chiesa di Dio non c’è nulla d’altro, niente, dico, che il Signore abbia affidato ai suoi pastori.

Ecco, Pietro che per tre volte aveva rinnegato, per tre volte risponde affermando di amare il Signore: affinché l’amore distrugga la colpa, l’affetto tolga l’offesa. E gli dice ancora Gesù: Quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi. Cosa questo significhi, lo dice lo stesso Evangelista: Questo gli disse per significare con quale morte avrebbe glorificato Dio. Infatti il beato Pietro, confitto alla croce, e su di essa stendendo le mani, fu da altri cinto e legato. Giustamente poi, dopo che per tre volte aveva risposto di amare il Signore, il Signore gli annuncia la morte con cui, in modo apertissimo, ha dimostrato quanto lo amasse davvero.

Per cui anche si aggiunge: Gli dice: Seguimi! Se mi ami, seguimi, vieni dietro a me, imitami, così che come io sono morto per te così tu morirai per me.

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