Quale non fu la degnazione del Cristo
che, mentre si faceva vedere presente nel
corpo ai suoi, li confermava anche sulla
verità della Sacra Scrittura! Ed è lui che
ancora oggi apre a noi le Scritture della
vita, lui che è morto per noi.
S. Agostino, Discorso 229/I, 1
Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti.
At 3,13-15.17-19 SALMO RESPONSORIALE
Sal 4 SECONDA LETTURA
Gesù Cristo è vittima di espiazione per i nostri peccati e per quelli di tutto il mondo.
1Gv 2,1-5 CANTO AL VANGELO
(Lc 24,32) VANGELO
Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.
Lc 24,35-48 PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO
Nei segni della passione
Gesù rivela di essere il vero agnello pasquale immolato per noi,
dal cui sangue veniamo riscattati dalla schiavitù del peccato
e introdotti nella pace della libertà dei figli di Dio.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP.1, 29 – 34
Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato dal mondo”, (v. 29)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI COLOSSESI, CAP. 1, 15 – 20
Piacque a Dio di far abitare in lui ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose. (vv. 19 – 20)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 2, 11 – 22
Egli infatti è la nostra pace … Per mezzo di lui possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito, (vv. 14. 18)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 10, 1 – 19
Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre, (v. 10)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 1, 12 – 21
Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili, come l’argento e l’oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta … ma con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia, (vv. 18-19)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 5, 1 – 14
Sei stato immolato e hai riscattato per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, (v. 9b)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 52, 13 – 53, 12
Era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, (v. 7b)
DAL LIBRO DEL PROFETA ABACUC 3, 1 – 15
Bagliori di folgore escono dalle sue mani: là si cela la sua potenza, (v. 4b)
COMMENTO PATRISTICO
S. AGOSTINO
Dal Discorso 116
Come avete sentito, il Signore dopo la sua risurrezione apparve ai suoi discepoli e li salutò dicendo: La pace sia con voi. Ecco la pace è il saluto della salvezza, poiché lo stesso termine “salute” prende il nome dalla salvezza. Che c’è dunque di meglio del fatto che la stessa Salvezza saluti l’uomo? La nostra salvezza infatti è Cristo. Proprio lui è la nostra salvezza, lui che fu per noi coperto di ferite, inchiodato sul legno della croce e poi deposto dal legno, fu posto nel sepolcro. Dal sepolcro però risorse con le ferite risanate, ma conservando le cicatrici. Giudicò infatti fosse utile per i suoi discepoli che fossero conservate le sue cicatrici, perché venissero guarite con esse le ferite del loro cuore. Quali ferite? Le ferite dell’incredulità. Poiché egli apparve ai loro occhi mostrando la sua carne reale, ma essi credettero di vedere uno spirito.
… Ma che cosa dice il Signore Gesù? Perché siete turbati e nel vostro cuore sorgono tali pensieri? Se nel vostro cuore sorgono tali pensieri, essi provengono dalla terra. Ciò ch’è bene per l’uomo non è già che dei pensieri si elevino nel suo cuore, ma che il suo cuore ascenda in alto, dove l’Apostolo voleva mettere il cuore dei credenti, ai quali diceva: Se siete risorti con Cristo, pensate alle cose del cielo, dove Cristo è assiso alla destra di Dio; cercate le cose del cielo, e non quelle della terra. Voi infatti siete già morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando apparirà Cristo, ch’è la vostra vita, allora anche voi apparirete nella gloria insieme con lui (Col 1, 3 ss). In quale gloria? In quella della risurrezione. In quale gloria?
Ascolta l’Apostolo, il quale, a proposito di questo corpo, afferma: E seminato nel disonore, ma risorgerà nella gloria (1 Cor 15, 43). Gli Apostoli non volevano attribuire questa gloria al loro Maestro, al loro Cristo, al loro Signore; non credevano che avesse potuto risuscitare il suo corpo dal sepolcro; lo credevano uno spirito, eppure vedevano il corpo ma non prestavano fede ai propri occhi. Noi invece crediamo alla loro parola senza che ci mostrino il Cristo risuscitato. Ecco, a Cristo in persona, che faceva vedere se stesso, non credevano. Ferita funesta! Si mostrino le medicine per le cicatrici. Perché siete turbati e pensieri di dubbio sorgono nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi, ove fui inchiodato. Toccatemi e guardate. Ma voi guardate senza guardare: Toccatemi e guardate. Che cosa? Che uno spirito non ha né ossa né carne, come vedete che ho io. E dicendo ciò mostrò loro le mani e i piedi.
Ma essi erano ancora esitanti a credere, stupefatti per la gioia. C’era già la gioia; ma persisteva ancora l’esitazione della voce. S’era infatti avverato un fatto incredibile, ma tuttavia s’era avverato. È forse ora incredibile che il corpo del Signore è risorto dal sepolcro?
Lo ha creduto tutto il mondo; chi però non ha creduto è rimasto immondo. Allora tuttavia era un fatto incredibile, e da Cristo veniva mostrato non solo agli occhi ma ancora alle mani, al fine di far entrare nel cuore la fede mediante i sensi del corpo e in tal modo potesse essere annunciato per tutto il mondo a coloro che non avrebbero visto o toccato e tuttavia avrebbero creduto senza avere dubbi. Avete qui – disse – qualcosa da mangiare? Quante prove aggiunse per confermare la fede il buon Maestro della fede! Non aveva fame, eppure chiedeva da mangiare. Egli quindi mangiò perché ne aveva volontà, non perché ne avesse necessità. I discepoli dunque riconoscano la realtà del corpo, come lo riconobbe il mondo grazie alla loro predicazione.
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