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3.a Domenica di Pasqua – A

Imparate dov’è da ricercarsi il Signore,
dove lo si possiede, dove lo si riconosce:
è quando lo mangiate.
S. Agostino, Discorso 235, 3

PRIMA LETTURA
Non era possibile che la morte lo tenesse in suo potere.
At 2,14.22-33

SALMO RESPONSORIALE
Sal 15

SECONDA LETTURA
Foste liberati con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.
1Pt 1,17-21

CANTO AL VANGELO
(Lc 24,32)

VANGELO
Lo riconobbero nello spezzare il pane.
Lc 24,13-35

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

La mancanza di fede
nell’adempimento delle promesse divine
porta l’uomo ad allontanarsi da Gerusalemme,
città dove Dio rivela la sua gloria,
per ritornare ai propri pensieri e alla propria volontà.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6, 59-70
Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. (v. 66)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 39-50
Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore. (v. 45)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 8, 11-15
[I semi] sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, accolgono con gioia la parola, ma non hanno radice; credono per un certo tempo, ma nell’ora della tentazione vengono meno. (v. 13)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 1, 1-14
Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre. (v. 4)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 4
Per la promessa di Dio [Abramo] non esitò con incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio, pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento. (vv. 20-21)

DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 10, 32-39
Noi … non siamo di quelli che indietreggiano a loro perdizione, bensì uomini di fede per la salvezza della nostra anima. (v. 39)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 2, 10B-22
Meglio sarebbe stato per loro non aver conosciuto la via della giustizia, piuttosto che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo precetto che era stato loro dato. (v. 21)

SALMO 106 (105)
Presto dimenticarono le sue opere, non ebbero fiducia nel suo disegno. (v. 13)

SALMO 137 (136)
Se ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia destra; mi si attacchi la lingua al palato, se lascio cadere il tuo ricordo. (vv. 5-6a)

DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 17, 5-11
Maledetto l’uomo che confida nell’uomo … e il cui cuore si allontana dal Signore. (v. 5)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 235

Il Signore Gesù, risorto da morte, si fa incontro a due suoi discepoli lungo la via e trova che parlano fra loro degli ultimi avvenimenti. Dice loro: Che significano codesti discorsi che tenete fra voi? con quel che segue. Questo racconto ce l’ha tramandato solamente l’evangelista Luca. Marco riferisce compendiosamente l’apparizione ai due lungo la via ma non riporta né le parole dette dai discepoli al Signore né quelle dette dal Signore ai discepoli.

Qual è dunque il contenuto specifico che la presente lettura offre a noi? Davvero importante, se lo comprendiamo. Gesù appare: i discepoli lo vedevano con gli occhi, ma senza riconoscerlo. Il Maestro camminava con loro per via, anzi egli stesso era la via ma loro non camminavano per quella via. Egli stesso dovette constatare che erano andati fuori della via. Nel tempo trascorso con loro prima della passione, infatti, egli aveva predetto ogni cosa; che avrebbe patito, che sarebbe morto, che il terzo giorno sarebbe risorto. Aveva predetto tutto, ma la sua morte fu per loro come una perdita di memoria.

Quando lo videro sospeso al patibolo furono così turbati che dimenticarono i suoi insegnamenti, non attesero più la sua resurrezione, non rimasero saldi nelle sue promesse

Dicono: Noi speravamo che egli fosse il redentore d’Israele.

O discepoli, l’avevate sperato. Vuol dire che adesso non lo sperate più. Ecco, Cristo vive, ma in voi la speranza è morta. Sì, Cristo è veramente vivo; ma questo Cristo vivo trova morti i cuori dei discepoli. Apparve e non apparve ai loro occhi; era visibile e insieme nascosto. In effetti, se non lo si vedeva, come potevano udire le sue domande e rispondere ad esse? Camminava per via come un compagno di viaggio, anzi era lui che li conduceva. Quindi lo vedevano, ma non erano in grado di riconoscerlo. I loro occhi – abbiamo così inteso – erano impediti dal riconoscerlo. Erano impediti non di vederlo ma di riconoscerlo.

Orbene, fratelli, quand’è che il Signore volle essere riconosciuto? All’atto di spezzare il pane. È una certezza che abbiamo: quando spezziamo il pane riconosciamo il Signore. Non si fece riconoscere in altro gesto diverso da quello; e ciò per noi, che non lo avremmo visto in forma umana ma avremmo mangiato la sua carne. Sì, veramente, se tu – chiunque tu sia – sei nel novero dei fedeli, se non porti inutilmente il nome di cristiano, se non entri senza un perché nella chiesa, se hai appreso ad ascoltare la parola di Dio con timore e speranza, la frazione del pane sarà la tua consolazione. L’assenza del Signore non è assenza.

Abbi fede, e colui che non vedi è con te.

Quanto invece a quei discepoli, quando il Signore parlava con loro, essi non avevano più la fede perché non lo credevano risorto e non speravano che potesse risorgere. Avevano perso la fede e la speranza: pur camminando con uno che viveva, loro erano morti. Camminavano morti in compagnia della stessa Vita! Con loro camminava la Vita, ma nei loro cuori la vita non si era ancora rinnovata.

E ora mi rivolgo a te. Se vuoi ottenere la vita fa’ quello che fecero quei discepoli, in modo che ti sia dato di riconoscere il Signore. Essi lo invitarono a casa. Il Signore fece finta d’essere uno che doveva andare lontano, ma loro lo trattennero. Arrivati nella località dov’erano diretti, gli dissero: Resta qui con noi perché ormai s’è fatto sera. Accogli l’ospite, se desideri riconoscere il Salvatore. Ciò che la mancanza di fede aveva ostacolato fu conseguito per mezzo dell’ospitalità. E il Signore si mostrò loro all’atto di spezzare il pane. Imparate dov’è da ricercarsi il Signore, dove lo si possiede, dove lo si riconosce: è quando lo mangiate. Il Signore Gesù fu dunque riconosciuto ma, dopo che fu riconosciuto, non si lasciò più vedere: si allontanò col corpo da coloro che ormai lo ritenevano mediante la fede. Se infatti il nostro Signore si sottrasse corporalmente agli occhi di tutta la Chiesa quando salì al cielo, lo fece perché crescesse la fede. Se infatti non ammetti altro all’infuori di ciò che vedi, dove sta la fede? Se invece credi anche in quello che non vedi, quando sarà giunta l’ora di vederlo ne avrai gioia.

Cresca la fede, per avere in compenso la visione.

Poiché quel che noi non vediamo verrà; sì, verrà, fratelli, verrà! Sta’ però attento al modo come ti troverà. Avrà risposta infatti ciò che si chiede la gente: Dov’è? quando e com’è? quando sarà? quando verrà? Sta’ sicuro! Egli verrà, e non soltanto verrà ma verrà anche se tu non lo volessi. Guai a chi non ha creduto e grande gioia per quelli che hanno creduto!

Chi ha creduto godrà, gli increduli saranno confusi. Chi ha creduto dirà: Grazie a te, Signore! Erano vere le cose che avevamo udite, credute, sperate. Ne vediamo ora la verità.

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5.a Domenica del T.O. – B

L'infermità non resiste davanti all'autore
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morte là dove è entrato colui che dà la vita.
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