3.a Domenica di Pasqua – A

Imparate dov’è da ricercarsi il Signore,
dove lo si possiede, dove lo si riconosce:
è quando lo mangiate.
S. Agostino, Discorso 235, 3

PRIMA LETTURA
Non era possibile che la morte lo tenesse in suo potere.
At 2,14.22-33
SALMO RESPONSORIALE
Sal 15
SECONDA LETTURA
Foste liberati con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.
1Pt 1,17-21
CANTO AL VANGELO
(Lc 24,32)
VANGELO
Lo riconobbero nello spezzare il pane.
Lc 24,13-35
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

L’incredulità è stoltezza e mancanza di agilità della mente,
incapace di seguire il cammino del Verbo di Dio
che si è rivelato agli uomini
per mezzo delle parole dei profeti.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 5,19-47
Se credeste infatti a Mosè, credereste anche a me; perché di me egli ha scritto. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?”. (vv. 46-47)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 22,23-33
E Gesù rispose loro: “Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture né la potenza di Dio”. (v. 29)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 16, 19-31
Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi. (v. 31)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 18, 31-34
Ma non compresero nulla di tutto questo; quel parlare restava oscuro per loro e non capivano ciò che egli aveva detto. (v. 34)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 1, 16-21
Così abbiamo conferma migliore della parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione, come a lampada che brilla in un luogo oscuro. (v. 19)

SALMO 95 (94)
Ascoltate oggi la sua voce: “Non indurite il cuore”. (v. 8a)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 7, 15-30
La sapienza è il più agile di tutti i moti; per la sua purezza si diffonde e penetra in ogni cosa. (v. 24)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 9
Quale uomo può conoscere il volere di Dio? … I ragionamenti dei mortali sono timidi … perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla grava la mente dai molti pensieri. (vv. 13a. 14a. 15)

DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 22, 7-22
Che c’è di più pesante del piombo? E qual è il suo nome, se non “lo stolto?” (v. 14)

DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 7, 21-28
Io inviai a voi tutti i miei servitori, i profeti, con premura e sempre; eppure essi non li ascoltarono e non prestarono orecchio. Resero dura la loro nuca. (vv. 25b-26a)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Sermo 235, 1-4

Lo riconobbero nella frazione del pane

Il Signore Gesù, dopo essere risuscitato dai morti, trovò per via due dei suoi discepoli, che conversavano insieme dei fatti del giorno, e disse loro: “Che sono questi discorsi che andate facendo tra di voi, e perché siete tristi?”, ecc.; il fatto è narrato dal solo evangelista Luca. Marco si limita a dire che apparve a due discepoli lungo la via (Mc 16,12 Mc 16,13): ma quel che essi dissero al Signore, od anche ciò che questi disse loro, egli lo ha tralasciato.

Cristo con i discepoli per via”. Cosa dunque ci ha apportato questa lezione? Qualcosa di grande, se cerchiamo di comprendere. Gesù apparve: era visto con gli occhi, ma non era riconosciuto. Il Maestro camminava con loro per via, anzi era lui stesso la via: essi però non camminavano ancora per la via; li trovò bensì che esorbitavano dalla via. Quando infatti era stato con loro, prima della sua Passione, aveva loro tutto predetto: che avrebbe patito, che sarebbe morto e risuscitato il terzo giorno (Mt 20,18-19): tutto aveva predetto; ma la morte di lui fu oblio per loro. Così rimasero turbati quando lo videro pendente dal legno, sì da dimenticare il docente, da non aspettare il risorgente, né da tener fede all’autore delle promesse.

Noi”, dicono essi, “speravamo che avrebbe operato la redenzione d’Israele”. O discepoli, voi speravate; dunque ora non sperate più? Ecco che Cristo vive, mentre la speranza è morta in voi! Certamente Cristo vive. E Cristo vivo trovò morti i cuori dei discepoli: ai loro occhi apparve e non apparve; ed era visto e si nascondeva. Ma se non era visto, in qual modo lo ascoltavano mentre interrogava, o rispondevano alle sue domande? Egli viaggiava per via con loro come un compagno, mentre era il capo medesimo. Senz’altro lo vedevano, però non lo riconoscevano. “I loro occhi erano infatti appesantiti e incapaci di riconoscerlo”, come abbiamo sentito. Non dice che erano incapaci di vedere, bensì che erano incapaci di riconoscerlo.

“Perché Cristo volle essere riconosciuto nella frazione del pane. Il premio dell’ospitalità”. Orsù, fratelli, dove volle essere riconosciuto il Signore? Nella frazione del pane. Siamone certi, spezziamo il pane, e conosciamo il Signore. Non ha voluto essere conosciuto se non lì; il che vale per noi che non eravamo destinati a vederlo nella carne, e tuttavia avremmo mangiato la sua carne. Perciò, chiunque tu sia, o fedele; chiunque tu sia che non vuoi essere detto vanamente cristiano; chiunque tu sia che non senza ragione entri in chiesa; chiunque tu sia che ascolti con timore e speranza la parola di Dio, ti consoli la frazione del pane. L’assenza del Signore non è assenza: abbi fede, ed è con te colui che non vedi. Quei tali, quando parlava con loro il Signore, non avevano fede: perché non credevano che fosse risorto, non speravano che potesse risorgere. Avevano perduto la fede, avevano perduto la speranza. Camminavano morti in compagnia della stessa vita. Con loro camminava la vita, ma nei loro cuori la vita non era stata ancora richiamata.

Anche tu, quindi, se vuoi avere la vita, fa’ ciò che essi fecero, affinché tu conosca il Signore. Essi gli dettero ospitalità. Il Signore era infatti simile ad uno che vuole andare oltre, essi però lo trattennero. E dopo esser giunti al luogo cui erano diretti, dissero: “Resta ancora qui con noi, si fa sera infatti e il giorno volge al declino”. Accogli l’ospite, se vuoi conoscere il Salvatore. Ciò che aveva portato via l’infedeltà, lo restituì l’ospitalità. Il Signore, dunque, si fece conoscere nella frazione del pane.

Imparate dove cercare il Signore, imparate dove possedere, dove conoscere, quando mangiate. I fedeli infatti hanno conosciuto in questa lezione qualcosa che meglio comprendiamo e che quei tali non conobbero. “Cristo si è assentato con il corpo perché si edificasse la fede”. Il Signore è stato conosciuto; e dopo essere stato conosciuto, mai più ricomparve. Si separò da loro con il corpo, colui che era trattenuto dalla fede. Per questo infatti il Signore si assentò con il corpo da tutta la Chiesa, e ascese al cielo, perché si edificasse la fede. Se infatti non conosci se non ciò che vedi, dove sta la fede? Ma se credi anche ciò che non vedi, godrai quando vedrai. Si edifica la fede, perché si respinge l’apparenza. Verrà ciò che non vediamo; verrà, fratelli, verrà: ma, attento a come ti troverà. Infatti, verrà ciò che dicono gli uomini: Dove, quando, come, quando sarà, quando verrà? Sta’ certo, verrà: e non soltanto verrà, ma verrà anche se tu non vuoi.

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