Bisogna sottolineare quanto sia grande il
valore delle opere di misericordia, se
queste sono le prime comandate per produrre
frutti degni di penitenza.
Gregorio Magno, Omelia 20, 11
PRIMA LETTURA
Il Signore esulterà per te con grida di gioia.
SALMO RESPONSORIALE
Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza. R./
Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime. R./
Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele. R./
SECONDA LETTURA
Il Signore è vicino!
CANTO AL VANGELO
VANGELO
E noi che cosa dobbiamo fare?
In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Si diventa figli di Abramo obbedendo con prontezza
alla Parola di Dio che ci chiama a seguirlo.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6, 67-70
Gli rispose Simon Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”. (v. 68)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 8, 31-59
Rispose Gesù: “Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo! Ora invece cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità udita da Dio; questo, Abramo non l’ha fatto”. (vv. 39b-40)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 4, 18-22
[Gesù] disse loro: “Seguitemi, vi farò pescatori di uomini”. Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. (vv. 19-20)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 8, 5-13
Ma il centurione riprese: “Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto: di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito”. (v. 8)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 26-38
“Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. (v. 38)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 4
Eredi quindi si diventa per la fede, perché ciò sia per grazia e così la promessa sia sicura per tutta la discendenza, non soltanto per quella che deriva dalla legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi. (v. 16)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 3
Sappiate … che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede. (v. 7)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI TESSALONICESI, CAP. 2, 9-20
Proprio per questo anche noi ringraziamo Dio continuamente, perché, avendo ricevuto da noi la parola divina della predicazione, l’avete accolta non quale parola di uomini, ma, come è veramente, quale parola di Dio, che opera in voi che credete. (v. 13)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 11
Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava. (v. 8)
DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 12, 1-9
Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore. (v. 4a)
DAL LIBRO DI GIOSUÈ, CAP. 24
Noi serviremo il Signore nostro Dio e obbediremo alla sua voce. (v. 24b)
COMMENTO PATRISTICO
S. AMBROGIO
Dall’Esposizione del Vangelo secondo Luca II, 77. 80. 82
Il santo Battezzatore dà poi anche una risposta, che, seppur unica per tutte, è adatta a ciascuna categoria di persone, dicendo ai pubblicani, di non riscuotere oltre quanto è stato loro ordinato; ai soldati, di non calunniare nessuno, né di far grassazioni, insegnando in tal modo che è stata fissata una paga per la vita militare, perché i soldati, con la scusa di procurarsi il guadagno, non si diano alle rapine come predoni.
Ma questi precetti, come tutti gli altri, sono riservati ai singoli; invece la misericordia dev’essere usata da tutti, è un precetto che a tutti è ingiunto, poiché è necessaria ad ogni età, ad ogni professione, è a tutti richiesta. Nessuno fa eccezione, né il pubblicano, né il soldato, né il contadino, né il cittadino, e tutti insieme, ricchi e poveri, sono esortati a dare a chi non ha – difatti la misericordia è la pienezza delle virtù, quindi a tutti è proposta come forma perfetta di virtù – e a non essere avari nel dar via i vestiti e il cibo. Però anche nella misericordia si conserva una certa misura, secondo la possibilità del proprio stato, perché ciascuno di noi non si spogli completamente di tutto, ma divida quanto possiede con i poveri.
… Ma viene uno che è più forte di me. Non ha stabilito un paragone, quasi a voler dire che il Cristo era più forte soltanto di lui – e infatti non ci poteva essere paragone alcuno fra un uomo e il Figlio di Dio – bensì ha affermato che molti sono i forti. Anche il demonio è forte; nessuno infatti può portar via le suppellettili di un uomo forte se prima non avrà legato l’uomo forte (Mc 3, 27). Molti dunque sono i forti, ma nessuno è il più forte, eccetto il Cristo. Del resto fu talmente alieno da voler paragoni, che soggiunse: Non sono degno neanche di portargli i calzari, dimostrando così che la grazia di annunziare il Vangelo è stata affidata agli apostoli, i quali hanno i piedi calzati per il Vangelo.
Egli vi battezzerà con Spirito Santo e fuoco, avendo in mano il suo ventilabro per mondare la sua aia, e raccogliere il suo frumento nel granaio; ma la pula la brucerà con fuoco inestinguibile. Avendo in mano il ventilabro. L’immagine del ventilabro indica che il Signore ha il diritto di discernere i meriti: infatti quando nell’aia si vagliano i chicchi di frumento, alla prova del vento, diciamo, vengono separati i chicchi pieni da quelli vuoti e quelli fruttuosi da quelli infecondi. Perciò questo paragone fa capire che nel giorno del giudizio il Signore discernerà i meriti e i frutti della virtù sicura dall’infruttuosa leggerezza di vuote apparenze e di opere stentate, per collocare nella dimora del Cielo gli uomini che avranno meriti maggiori. In realtà, sarà più perfetto il frutto che avrà il merito di essergli conforme: Egli, infatti, è caduto come un chicco di frumento per portare in noi frutti abbondanti, ma è ostile alla paglia, sfavorevole ai meriti apparenti. Per questo lo precederà un fuoco, la cui potenza distruttrice non è naturale, perché consuma le colpe del vizio, aggiunge invece splendore alla virtù.
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