3.a Domenica di Avvento – A

3.a Domenica di Avvento – A

Giovanni manda i suoi discepoli a Cristo,
affinché abbiano un sovrappiù di conoscenza,
dato che Cristo è la pienezza della Legge.
S. Ambrogio, Esp. del vang. sec. Luca, V, 95

PRIMA LETTURA
Ecco il vostro Dio, egli viene a salvarvi.
Is 35,1-6a.8a.10

SALMO RESPONSORIALE
Sal 145

 

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. R/.
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. R/.
Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R/.

SECONDA LETTURA
Rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.
Gc 5,7-10

CANTO AL VANGELO
(Is 61,1)

VANGELO
Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?
Mt 11,2-11

 

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

PERCORSO ESEGETICO

La missione di Giovanni Battista,
che porta a compimento l’opera dei profeti,
è di insegnare a riconoscere in Gesù
il Messia atteso.

 

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 1-34
Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!”. (v. 29)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 22-36
Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui. (v. 28)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 3, 1-17
Io vi battezzo con acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più potente di me e io non son degno neanche di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito santo e fuoco. (v. 11)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 17, 3-13
“Io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, l’hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro.” Allora i discepoli compresero che egli parlava di Giovanni il Battista. (vv. 12-13)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 5-25
[Giovanni Battista] ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto. (vv. 16-17)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 67-79
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati. (vv. 76-77)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 3, 1-18
La parola di Dio scese su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. (vv. 2b-3)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 7, 10-17
Il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. (v. 14)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 40, 1-11
Sali su un alto monte, tu che rechi liete notizie in Sion; alza la voce con forza, tu che rechi liete notizie in Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annunzia alle città di Giuda: “Ecco il vostro Dio!” (v. 9)

DAL LIBRO DEL PROFETA MALACHIA, CAP. 3, 1-24
Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate; l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, ecco viene, dice il Signore degli eserciti. (v. 1)

COMMENTO PATRISTICO

S. AMBROGIO
Dall’Esposizione del Vangelo secondo Luca, V, 97-102

Coloro che, anche ora, percorrono con attenzione l’Antico Testamento, prima di conoscere il Vangelo e di andare in cerca, diciamo così, delle orme impresse dal corpo del Signore, pensano che Egli debba ancora venire e si chiedono se sia il Cristo, il Figlio di Dio, che deve venire. E quando leggono il passo in cui Egli parlò con Abramo o quello in cui si mostrò il capo dell’esercito celeste (cfr. Gs 5, 14 ss), allora gli dicono: Sei tu quello che deve venire o è un altro che dobbiamo aspettare? Ma quando giungono al Vangelo e vengono a sapere che i ciechi rivedono la luce, gli zoppi camminano, i sordi odono, i lebbrosi sono guariti, i morti risuscitati, allora dicono: L’abbiamo veduto e contemplato con i nostri occhi (1Gv 1, 1), ed abbiamo ficcato le nostre dita dentro il segno dei chiodi. Ci pare infatti di vedere Colui di cui stiamo leggendo, di contemplarlo appeso alla croce, di tastare le sue ferite con lo spirito scrutatore della Chiesa; se infatti i demoni sono scacciati dal dito di Dio, anche la fede si trova mediante il dito della Chiesa. O forse può essere che, pur soltanto in una qualche parte attiva del nostro corpo, noi tutti complessivamente abbiamo scrutato i successivi eventi della Passione del Signore; infatti, mediante poche persone, la fede giunge a toccarne moltissime. Ecco come la Legge annunzia che il Cristo deve venire, e le pagine del Vangelo provano ch’egli è venuto.

Certuni interpretano anche questo passo come detto del solo Giovanni, e in questo modo: che quel profeta fu tanto grande, senz’altro, da riconoscere Cristo, da annunziare che ci sarebbe stato il perdono dei peccati; eppure, da quel santo profeta che era, e non certo perché avesse qualche dubbio, non credette che doveva morire Colui nella cui venuta aveva creduto. Non dubitò dunque la sua fede, bensì nella sua devozione. Anche Pietro dubitò, dicendo: Per carità, Signore! Questo non ti accadrà (Mt 16, 22). Colui che era il primo nella fede, al quale Cristo non si era ancora dichiarato come Figlio di Dio e che aveva tuttavia creduto, non credette nemmeno a Cristo per quanto concerneva la morte di Cristo.

È un sentimento di pietà, non una colpa d’irriverenza. Del resto, in un altro punto egli non si lascia lavare i piedi, non avendo riconosciuto il mistero, mentre si sente confuso dall’atto di umiltà del Signore. Perciò neppure i santi credettero che Cristo sarebbe morto; infatti ciò che occhio non vide, né orecchio udì né mai entrò in orecchio di uomo, Dio l’ha preparato per quelli che lo amano (1 Cor 2, 9). Per chi teme Dio, anche il cadere per amore non è di ostacolo alla fede.

Infine il Signore, ben sapendo che nessuno senza il Vangelo può avere una fede completa, dato che la fede ha principio nell’Antico Testamento così come trova compimento nel Nuovo, quand’era interrogato circa la sua persona indicò di essere Lui, non con le parole, ma con i fatti: Andate, disse, e riferite a Giovanni ciò che avete veduto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i sordi odono, i lebbrosi vengono mondati, i morti risuscitano, i poveri ricevono una buona novella.

È davvero una testimonianza completa, mediante la quale il profeta doveva conoscere il Signore: di Lui, infatti, non di un altro, era stato profetizzato che il Signore dà il cibo agli affamati, il Signore rialza i prostrati, il Signore libera i prigionieri, il Signore apre gli occhi ai ciechi, il Signore ama i giusti, il Signore custodisce i forestieri, accoglierà l’orfano e la vedova e sconvolgerà la via dei peccatori. Colui che farà tutte queste cose, regnerà come Signore in eterno (Sal 146, 6- 10). Questi sono segni distintivi di una potenza non umana, ma divina: disperdere per i ciechi le tenebre della notte perpetua e infondendo la vista sanare le piaghe di occhiaie vuote, far penetrare l’udito entro le orecchie dei sordi, ridare forza alle membra non più sostenute da giunture disarticolate, richiamare perfino alla luce i defunti riversando nuovamente in essi l’energia gagliarda della vita.

Prima del Vangelo ciò accadeva solo di rado, o non accadeva affatto. Si, è vero, Tobia riacquistò l’uso degli occhi: ma il suo esempio è unico, e quella poi fu la guarigione operata da un angelo, non da un uomo. Abbia pure Elia risuscitato un morto: egli però implorò e pianse, questi comandò. Sia pure che Eliseo abbia fatto guarire un lebbroso: però là ebbe effetto non l’autorità del suo comando ma l’immagine del mistero. Non mancò più, è vero, per il nutrimento di una vedova che moriva di fame, la farina che si moltiplicava per l’ingiunzione del profeta: ma quella farina salvò una sola vedova, per non dire che fu il simbolo e la raffigurazione del mistero a salvarla. Eppure sono ancora pochi cotesti esempi della testimonianza dovuta al Signore: la pienezza della fede è la croce, la morte, il seppellimento del Signore. Proprio per questo motivo dopo aver elencato tutte quelle cose sopra ricordate, Egli aggiunse: Beato colui per il quale io non sarò di inciampo.

Infatti la croce potrebbe recare inciampo anche agli eletti; ma, maggiore di questa, non c’è nessun’altra testimonianza della persona divina, non vi è nulla che sembri oltrepassare ogni umana realtà più del fatto che uno solo si è offerto per il mondo intero; basterebbe anche soltanto questo per dimostrare che Egli è il Signore. Del resto fu designato così da Giovanni: Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo. Ma siffatta risposta non è data a quei due uomini, discepoli di Giovanni, bensì a tutti noi, affinché crediamo in Cristo, dal momento che i fatti corrispondono. In realtà, verrà chi potrebbe arrogarsi questo nome, ma, benché tu non riesca a distinguerlo sono nel sentirne il nome, ti deve essere tuttavia possibile riconoscerlo nell’esaminarne le opere.

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