3.a Domenica del T. O. – B

3.a Domenica del T. O. – B

PRIMA LETTURA
I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia.
Gio 3,1-5.10

SALMO RESPONSORIALE
Sal 24

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza. R./
Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore. R./
Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via. R./

SECONDA LETTURA
Passa la figura di questo mondo.
1Cor 7,29-31

CANTO AL VANGELO
(Mc 1, 15)

VANGELO
Convertitevi e credete al Vangelo.
Mc 1,14-20

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

L’arresto di Giovanni Battista
non ferma la corsa della parola di Dio;
essa infatti non può essere incatenata
perché è la Parola onnipotente
che il Padre ha mandato nel mondo per salvarlo.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, GAP. 3, 11-21
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. (v. 17)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 2 8 , 16-20
Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, (v. 19a)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 4
Pietro e Giovanni replicarono: “Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicatelo voi stessi; noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”, (vv. 19-20)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 2
La parola di Dio non è incatenata, (v. 9b)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 19,11-16
È avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è Verbo di Dio. (v. 13)

SALMO 19 (18)
Non è linguaggio e non sono parole, di cui non si oda il suono. Per tutta la terra si diffonde la loro voce e ai confini del mondo la loro parola, (vv. 4-5)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 16, 1 – 1 4
Non li guarì né un’erba né un emolliente, ma la tua parola, o Signore, la quale tutto risana, (v. 12)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 18, 1 – 1 9
Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era a metà del suo corso, la tua parola onnipotente dal cielo, dal tuo trono regale, guerriero implacabile, si lanciò in mezzo a quella terra di sterminio, portando, come spada affilata, il tuo ordine inesorabile, (vv. 14-15)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 5 5 , 1-11
Così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, (v. 11a)

DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 26
Ora, quando Geremia finì di riferire quanto il Signore gli aveva comandato di dire a tutto il popolo, i sacerdoti e i profeti lo arrestarono dicendo: “Devi morire!” (v. 8)

COMMENTO PATRISTICO

TERTULLIANO
Dal Trattato 2, 3-7; 4, 1-3

Dopo tali e così gravi colpe dell’orgoglio umano, iniziate con la ribellione di Adamo, dopo il castigo inflitto all’uomo e alla sua eredità di peccato, dopo la cacciata dal paradiso e la soggezione alla morte, Iddio maturò in sé, per così dire, quasi una rivincita della misericordia, e ne derivò come una sorta di pentimento, che lo indusse ad annullare la sentenza del primitivo sdegno, con l’impegno di perdonare la creatura fatta a sua immagine. Egli allora si formò un popolo e lo colmò dei doni ineffabili del suo amore; ma avendone dovuto tante volte constatare l’ostinata ingratitudine, non cessò di esortarlo a penitenza per bocca di tutti i profeti. E nel promettere la sua grazia, con la quale negli ultimi tempi avrebbe illuminato il mondo intero nella luce del suo Spirito, volle che questa fosse preceduta dalla immersione battesimale, perché tale segno di penitenza disponesse in anticipo gli animi di quanti avrebbe chiamato nella grazia, alle promesse già fatte alla stirpe di Abramo.

Non tace Giovanni: Convertitevi, esclama (Mt 3, 2). Già infatti per i popoli si avvicinava la salvezza; il Signore l’avrebbe portata secondo la promessa di Dio. Egli quindi la faceva precedere dalla penitenza che avrebbe purificate le anime spazzando via, cancellando e allontanando dal cuore dell’uomo ogni inquinamento del primo peccato e ogni macchia dovuta all’ignoranza, preparando così all’avvento dello Spirito Santo un’abitazione monda, nella quale potesse prendere dimora con i suoi doni celesti.

Di tutti questi beni uno solo è il motivo: la salvezza dell’uomo, dopo aver cancellato i peccati del passato; questa è la ragione della penitenza, questo il suo compito, che facilitando il piano della misericordia divina, giova all’uomo ed è gradita a Dio. Colui che stabilì il giudizio e la pena per tutte le colpe della carne e dello spirito, dell’opera o dell’intenzione, promise anche il perdono per mezzo della penitenza, dicendo al popolo: pentiti e ti salverò. E ancora: Com’è vero che io vivo — oracolo del Signore Dio — io non godo della morte dell’empio, ma che l’empio desista dalla sua condotta e viva (Ez 33, 11).

La penitenza dunque è vita che ti viene offerta al posto della morte. E tu, o peccatore come me, anzi meno di me — io infatti so di esserlo più di te — su abbracciala, attaccati a lei, con Io slancio e la fiducia con cui un naufrago si attacca a una tavola! Essa ti solleverà quando sarai sommerso nei flutti dei peccati e ti condurrà al porto della divina clemenza.

Afferra l’occasione di una fortuna insperata, perché tu, che davanti al Signore eri niente, goccia in un secchio, polvere della piazza, creta di vasaio, tu possa diventare albero, quell’albero piantato lungo corsi d’acqua dalle foglie sempre verdi, che dà frutto a suo tempo (cfr. Sal 1, 3) e non conosce né fuoco né scure.

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