29.a Domenica del T.O. – C

Solo la preghiera vince Dio.
Tertulliano, La preghiera 29, 1

PRIMA LETTURA
Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva.
Es 17,8-13
SALMO RESPONSORIALE
R/. Il mio aiuto viene dal Signore.
Sal 120
SECONDA LETTURA
L’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
2Tm 3,14-4,2
CANTO AL VANGELO
(Ebr 4,12)
VANGELO
Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.
Lc 18,1-8
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

La tentazione propria dei credenti
è la stanchezza nella preghiera,
che deriva da un cuore fiacco e sfiduciato,
non sufficientemente nutrito dalla Parola divina.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 26, 36-46
Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: “Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole”. (vv. 40-41)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 8, 1-15
Quelli [i semi caduti] sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, accolgono con gioia la parola, ma non hanno radice; credono per un certo tempo, ma nell’ora della tentazione vengono meno. (v. 13)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 15
Ora, tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché in virtù della perseveranza e della consolazione che ci vengono dalle Scritture teniamo viva la nostra speranza. (v. 4)

DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 12, 1-13
Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. (v. 3)

DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 2
Guai al cuore indolente perché non ha fede; per questo non sarà protetto. (v. 13)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 35, 1-10
Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: “Coraggio! Non temete”. (vv. 3-4a)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 40, 12-31
Perché dici, Giacobbe, e tu, Israele, ripeti: “La mia sorte è nascosta al Signore e il mio diritto è trascurato dal mio Dio?”. Non lo sai forse? Non lo hai udito? Dio eterno è il Signore. (v. 27-28a)

DAL LIBRO DEL PROFETA SOFONIA, CAP. 3, 8-20
In quel giorno si dirà a Gerusalemme: “Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore tuo Dio in mezzo a te è un salvatore potente”. (vv. 16-17a)

DAL PRIMO LIBRO DEI RE, CAP. 15, 1-13
Egli si inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto un ginepro. Desideroso di morire, disse: “Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri”. Si coricò e si addormentò sotto il ginepro. Allora, ecco un angelo lo toccò e gli disse: “Alzati e mangia!”. (vv. 4-5)

COMMENTO PATRISTICO

S. BASILIO MAGNO
Dalle Regole brevi, Domanda 261

Il Signore nostro Gesù Cristo, pregando, ha detto: Padre, se è possibile, passi da me questo calice (Mt 26, 39), ma ha poi soggiunto: Però, non la mia volontà sia fatta ma la tua. Noi dobbiamo dunque prima di tutto sapere che non ci è stato permesso di chiedere qualsiasi cosa vogliamo e neppure sappiamo in alcun modo chiedere ciò che giova. Noi, infatti, non sappiamo che cosa domandare per pregare come si deve (Rm 8, 26).

Cosicché, noi dobbiamo presentare le nostre richieste con molta ponderazione, secondo la volontà di Dio. Se poi non veniamo esauditi, dobbiamo sapere che occorre perseveranza, anche forte tenacia, secondo la parabola del Signore, che ci insegna come si debba pregare sempre senza stancarsi, e secondo quanto è detto in altro luogo: A causa della sua impudenza si alzerà e gliene darà quanti gliene occorreranno.

Oppure può essere che da parte nostra ci sia bisogno di correggerci e di usare diligenza, secondo quanto è detto da Dio a certuni mediante il profeta: Quando tenderete a me le vostre mani, distoglierò da voi il mio volto; e se moltiplicherete le vostre suppliche, non vi esaudirò. Poiché le vostre mani sono piene di sangue. Lavatevi, siate puri (Is 1, 15 ss), e il seguito. Che poi anche ora le mani di molti divengano e siano piene di sangue non può metterlo in dubbio nessuno di quelli che credono al giudizio che Dio ha pronunciato contro colui che avendo ricevuto l’ordine di dare un annuncio al popolo, avrà invece taciuto, come cioè il sangue di colui che ha peccato sarà ricercato dalle mani della sentinella (cfr. Ez 33, 6). E che questo giudizio di Dio sia vero e inviolabile, lo diceva con piena convinzione l’Apostolo: Sono puro d’ora in poi del sangue di tutti. Infatti non mi sono sottratto al compito di annunciarvi tutto il disegno di Dio (At 20, 26). E se chi tace, con questo solo si rende reo del sangue del peccatore, che dire di coloro che scandalizzano altri con ciò che fanno o ciò che dicono? È anche possibile che ciò che si chiede non trovi esaudimento a motivo dell’indegnità di chi chiede, come avvenne a Davide che pregava perché gli fosse concesso di costruire una casa a Dio, e ne fu impedito (1 Cr 22, 7 ss); egli certo era ben gradito a Dio e tuttavia di quello non fu giudicato degno. Quanto a Geremia è manifesto che non è stato ascoltato a motivo della malvagità di coloro per i quali pregava (cfr. Ger 7, 13).

Spesso avviene anche che trascuriamo per negligenza il momento in cui si sarebbe dovuta fare la richiesta e ci troviamo poi a chiedere fuor di tempo e inutilmente.

Quanto al passo: A questo proposito per tre volte ho pregato il Signore perché si allontanasse da me (2 Cor 12, 8), noi dobbiamo sapere che sono molte e diverse le ragioni delle difficoltà sia esterne che corporali in cui possiamo trovarci, poiché Dio le suscita o le permette per una qualche sua provvidenza che ci reca maggior vantaggio che non la liberazione dalle medesime. Se qualcuno si trova a sapere che è stato stabilito che la fine dell’avversità in cui è caduto deve avvenire mediante la preghiera e la supplica, certo è esaudito nella sua preghiera: come i due ciechi del vangelo (cfr. Mt 9, 27), i dieci lebbrosi (Cfr. Lc 17, 12 ss) e molti altri. Se invece uno non sa il motivo della prova in cui è caduto (spesso, infatti, il fine per cui la prova è inflitta si deve conseguire esercitando la pazienza) avviene che chieda di esserne liberato mentre occorrerebbe sopportare fino alla fine.

E in tal caso non è esaudito perché non si conforma allo scopo che si prefigge l’amore di Dio per lui.

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