29.a Domenica del T.O. – B

Eccelsa è la patria, umile la via. La patria
è la vita in Cristo, la via è la sua morte;
la patria è lassù ove Cristo dimora presso
il Padre, la via è la sua passione. Chi ricusa
la via, non cerca la patria.
S. Agostino, Tratt. sul vang. di Giov. 28, 5

PRIMA LETTURA
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza.
Is 53,10-11

SALMO RESPONSORIALE
Sal 32

 

Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra. R/.
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. R/.
L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo. R/.

SECONDA LETTURA
Accostiamoci con piena fiducia al trono della grazia.
Eb 4,14-16

CANTO AL VANGELO
(Mc 10,45)

VANGELO
Il Figlio dell’uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti.
Mc 10,35-45

 

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

 

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

 

1. Per coloro che nella Chiesa rivestono un incarico come membri del consiglio parrocchiale o catechisti e animatori, perché abbiano sempre presente l’esempio e le parole di Gesù, che ci stimola a vivere a servizio del nostro prossimo, preghiamo.
2. Per i cristiani che occupano un posto di potere, perché testimonino lo spirito di servizio e vivano il loro ruolo di autorità con uno stile evangelico, preghiamo.
3. Per coloro che cercano di essere primi, che lottano per avere un posto migliore nella società, perché Dio illumini il loro cuore e li allontani dal compiere soprusi e prepotenze nei confronti delle altre persone, preghiamo.
4. Per la nostra comunità cristiana, perché veda nei più poveri e nei più deboli Cristo umiliato, da amare e da servire nel volto dei fratelli, preghiamo.

 

Signore Gesù, tu che hai voluto essere il servo di tutti, e ancora oggi ti doni nell’Eucaristia per nutrire la nostra debolezza e trasformarla nella tua forza, rinnova i nostri cuori perché possiamo farci tutto a tutti e donare la nostra vita come hai fatto tu, che vivi e regni nei secoli dei secoli.

PERCORSO ESEGETICO

Gesù non ama cercare la propria gloria,
ma ama onorare la volontà del Padre
con la sua obbedienza.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 4, 31-38
Gesù disse loro: “Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera”, (v. 34)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 7, 1-24
Chi cerca la gloria di colui che l’ha mandato è veritiero, e in lui non c’è ingiustizia, (v. 18b)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 17, 1-26
Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. (v. 4)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 18, 1-11
Gesù allora disse a Pietro: “Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?”, (v. 11)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 3
Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto, (v. 17)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 22, 39-46
Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà, (v. 42)

DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 5, 1-10
Pur essendo Figlio imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì, (v.8)

SALMO 115 (113B)
Non a noi Signore, non a noi, ma al tuo nome dà gloria, (v. 1a)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 49, 1-7
Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria, (v. 3)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 20/A, 5-8

Ogni uomo desidera cose sublimi. Ma sulla terra che c’è di sublime? Se dunque desideri cose sublimi, il cielo desidera, le cose celesti desidera, desidera le cose sopracelesti. Brama di essere concittadino degli angeli, anela verso quella città, verso di essa sospira là dove non perderai l’amico e non dovrai soffrire il nemico … Se tu brami di essere lassù, veramente aspiri a cose sublimi. Questo è il dove; ma considera anche il come. Perché non c’è nessuno che non ami di essere concittadino degli angeli, di godere in Dio, di Dio, sotto Dio, di restare per sempre, di non essere afflitto da nessuna piaga, raggiunto da nessuna vecchiezza, debilitato da nessuna stanchezza, consumato da nessuna malattia e da nessuna morte.

Grande cosa, sublime cosa, desiderabile cosa. Tu desideri di arrivarci; ma guarda per dove ci si arriva.

Ecco, quei due discepoli di nostro Signore, i santi e grandi fratelli Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, come abbiamo letto nel Vangelo, desiderarono dal Signore Dio nostro di poter sedere nel regno uno alla destra e l’altro alla sinistra. Essi dunque non desiderarono di esser dei re sulla terra, non ambirono dal Signore Iddio onori caduchi, non di essere ornati di ricchezze, non di aver una famiglia gloriosa, non di essere onorati di clientela, non di essere ingannati da adulatori, ma chiesero veramente qualcosa di grande e di solido, cioè di avere dei seggi nel regno di Dio, in cui si rimane per sempre.

É grande cosa quella che desiderarono, e essi non vengono rimproverati per il desiderio, ma vengono richiamati nell’ordine. In essi il Signore vide il desiderio delle cose grandi e colse l’occasione per insegnare la via dell’umiltà; come se dicesse: “Vedete dove voi aspirate, vedete chi sono io per voi: io che vi ho fatto sono disceso fino a voi, per voi io mi sono umiliato”. … Quando dunque il Signore ebbe ascoltato il loro desiderio, disse loro: Voi potete bere il calice che io sto per bere? Voi desiderate di sedere al mio fianco; prima rispondetemi su quanto vi chiedo: Potete bere il calice che io sto per bere? Voi che cercate dei seggi così sublimi, non sarà per voi amaro il calice dell’umiltà?

Però quando il precetto è pesante, grande ne è la ricompensa.

Gli uomini non vogliono, non vogliono bere il calice della passione, il calice dell’umiliazione.

Desiderano cose sublimi? Amino quelle umili.

Per salire in alto bisogna infatti partire dal basso.

Nessuno può costruire una fabbrica alta se prima non ha impiantato in basso le fondamenta. Considerate tutte queste cose, fratelli miei, e da qui partite, da qui costruitevi nella fede, per capire la strada per la quale potrete arrivare dove desiderate. … Gli alberi quanto più sono alti, tanto più hanno in basso le radici; perché tutto ciò che è alto, parte sempre dal basso. Tu, uomo, avevi paura di affrontare l’oltraggio dell’umiliazione. Ma è utile per te bere il calice così amaro della passione. Le tue viscere sono tumide, il petto ti si è gonfiato. Bevi l’amaro per ritrovare la salute. Lo beve anche il medico sano; non vorrà berlo il malato indebolito? Così infatti disse ai figli di Zebedeo: Potete bere il calice? Però non disse: “Potete bere il calice degli oltraggi, il calice del fiele, il calice dell’aceto, il calice delle amarezze, il calice pieno di veleno, il calice di tutte le sofferenze?” Se avesse detto così, più che incoraggiarli li avrebbe spaventati. Ma dove c’è comunione, c’è consolazione.

E allora che paura hai, o servo? Quel calice lo beve anche il Signore. Che paura hai, o infermo? Lo beve anche il medico. Che paura hai, o infiacchito?

Lo beve anche il sano. Potete bere il calice che io sto per bere? E quelli, desiderosi di cose sublimi, ignari delle loro forze, promettendo cose che non avevano ancora, risposero: Lo possiamo. E Gesù: Bene. Il mio calice voi lo berrete, perché sono io che vi dono di berlo, io che da deboli rendo forti voi (che vi) credete forti, io che vi dono la grazia di poter sopportare, per bere il calice dell’umiliazione; però non sta a me concedere che vi sediate alla mia destra o alla mia sinistra, ma è già preparato per altri dal Padre mio. Se per quelli no, per quali altri? Se non lo meritarono gli Apostoli, chi lo potrà meritare? Chi sono questi altri? … Gli umili, non i superbi. E perciò anche voi, purché siate altri, purché cioè vi spogliate della vostra superbia e vi rivestiate di umiltà.

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