29.a Domenica del T.O. – A

Ci sono due monete, l’una di Dio, l’altra
del mondo, e ognuna di esse reca impressa
una propria impronta: i non fedeli
hanno l’impronta di questo mondo e i
fedeli nella carità hanno l’impronta di
Dio Padre attraverso Gesù Cristo.
S. Ignazio di Antiochia, Ep. ai Magnesi, V, 2

PRIMA LETTURA
Ho preso Ciro per la destra per abbattere davanti a lui le nazioni.
Is 45,1.4-6

SALMO RESPONSORIALE
Sal 95

 

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie. R/.
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli. R/.
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri. R/.
Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine. R/.

SECONDA LETTURA
Mèmori della vostra fede, della carità e della speranza.
1Ts 1,1-5b

CANTO AL VANGELO
(Fil 2,15-16)

VANGELO
Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.
Mt 22,15-21

 

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

PREGHIERA DEI FEDELI
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Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

 

1. Perché la Chiesa sia segno e strumento dell’edificazione del Regno, indicando al mondo la via segnata da Dio per la salvezza e la piena liberazione dell’uomo. Preghiamo.
2. Perché coloro che hanno a che fare per lavoro con il denaro sappiano attribuire ad esso il giusto valore, senza lasciarsi corrompere dalla sete di ricchezza e di potere. Preghiamo.
3. Perché gli educatori aiutino i giovani a considerarsi membri attivi della società civile, soggetti di diritti e di doveri, parte di una nazione che ha bisogno anche del loro contributo per il bene comune. Preghiamo.
4. Perché le nostre menti non siano offuscate da ideologie o scelte politiche contrarie ai valori del vangelo. Preghiamo.
5. Perché Cristo che si sacrifica per noi in questa Eucaristia ci accompagni e ci sostenga nella vita e nelle scelte quotidiane. Preghiamo.

Ascolta, o Padre, le nostre preghiere, perché possiamo essere cittadini della terra e insieme membri del tuo Regno. Dacci la sapienza del cuore, perché possiamo corrispondere alla tua volontà. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

PERCORSO ESEGETICO

Gesù è l’unico Maestro di verità
perché non cerca né il favore né la sapienza degli uomini
ma contemplando sempre il volto del Padre celeste
rivela al mondo la via della salvezza.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 5
Io non ricevo gloria dagli uomini. (v. 41)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6, 1-15
Ma Gesù, sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò sulla montagna, tutto solo. (v. 15)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 7, 1-30
Gesù rispose: “La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. … Chi parla da se stesso, cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che l’ha mandato è veritiero, e in lui non c’è ingiustizia”. (vv. 16. 18)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 8, 31-59
Io non cerco la mia gloria; vi è chi la cerca e giudica. (v. 50)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 13, 1-20
Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. (v. 13)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 14
Gli disse Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. (v. 6)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 23, 1-12
Uno solo è il vostro Maestro: il Cristo. (v. 10b)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 10, 38-42
Una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta. (v. 42)

DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 4, 1-31
Ma Pietro e Giovanni replicarono: “Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicatelo voi stessi; noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”. (vv. 19-20)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 1
Infatti, è forse il favore degli uomini che intendo guadagnarmi, o non piuttosto quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se ancora io piacessi agli uomini, non sarei più servitore di Cristo! (v. 10)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 113/A, 8

Dio ricerca la propria immagine nell’anima, come Cesare nella moneta. 

Ecco perché fratelli, Dio ci richiede la sua immagine: questo richiamò alla memoria di quei giudei quando gli presentarono la moneta (Cf. Mt 22, 19). Infatti, quando gli chiesero: Signore, è lecito pagare le tasse a Cesare? (Mt 22, 17) volevano anzitutto metterlo alla prova, in modo che, se avesse risposto ch’era lecito, l’avrebbero accusato a torto di volere che Israele fosse nella maledizione perché avrebbe voluto che fosse soggetto al tributo, fosse cioè sottomesso all’imperatore, affinché pagasse le imposte. Se invece avesse risposto che non era lecito pagare le tasse, lo avrebbero accusato falsamente di aver insegnato a contravvenire agli ordini di Cesare, di avere istigato a non pagare le tasse a chi erano dovute, poiché erano stati sottomessi. Vide che volevano metterlo alla prova ma essendo la verità, vide la falsità e in breve mise a nudo la menzogna con le parole stesse dei mentitori. Egli infatti non pronunciò contro di loro la sentenza con la sua bocca, ma fece sì che la pronunciassero loro contro se stessi, poiché sta scritto: Saranno le tue parole a farti riconoscere innocente o a farti condannare (Mt 12, 37). Ipocriti! Perché mi tentate? disse. Mostratemi la moneta. Gliela mostrarono. Di chi è l’immagine e l’iscrizione (ch’essa porta impresse)? Gli risposero: Di Cesare. Ed egli: Date a Cesare quel ch’è di Cesare, e a Dio quel ch’è di Dio (Mt 22, 18-21). Come Cesare esige la sua immagine sulla tua moneta, così Dio esige la propria immagine nell’anima tua. Da’ a Cesare – dice – quello ch’è di Cesare. Che cosa esige da te Cesare? La propria immagine. Che cosa esige da te Dio? La propria immagine. Ma l’immagine di Cesare è sulla moneta, quella di Dio invece è in te. Se, quando perdi la moneta, piangi perché hai perso l’immagine di Cesare, quando adori l’idolo non dovresti piangere, perché fai ingiuria in te all’immagine di Dio?.

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