29.a Domenica del T.O. – A

29.a Domenica del T.O. – A

PRIMA LETTURA
Is 45,1.4-6

Ho preso Ciro per la destra per abbattere davanti a lui le nazioni.

SALMO RESPONSORIALE
Sal 95

R. Grande è il Signore e degno di ogni lode.

SECONDA LETTURA
1Ts 1,1-5

Mèmori della vostra fede, della carità e della speranza.

CANTO AL VANGELO
(Fil 2,15-16)

VANGELO
Mt 22,15-21

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

La proclamazione della Parola di verità
riduce al silenzio il vano parlare dell’uomo
che sempre tenta di innalzarsi
al di sopra della sapienza divina.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 7, 37-53
Le guardie tornarono quindi dai sommi sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: “Perché non lo avete condotto?”. Risposero le guardie: “Mai un uomo ha parlato come parla quest’uomo!”. (vv. 45-46)

DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 1, 21-28
E Gesù lo sgridò [l’uomo posseduto dallo spirito immondo]: “Taci! Esci da quell’uomo”. (v. 25)

DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 6, 1-6
E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: “Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è data?”. (v. 26)

DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 9, 33-37
E quando fu in casa, chiese loro: “Di che cosa stavate discutendo lungo la via?”. Ed essi tacevano. Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. (vv. 33b-34)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 24, 13-52
Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. … Ed egli disse loro: “Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?”. (vv. 15. 17a)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 3, 9-20
Sia chiusa ogni bocca e tutto il mondo sia riconosciuto colpevole di fronte e Dio. (v. 19)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 10, 1-6
Le armi della nostra battaglia … hanno da Dio la potenza di abbattere le fortezze, distruggendo i ragionamenti e ogni baluardo che si leva contro la conoscenza di Dio, e rendendo ogni intelligenza soggetta all’obbedienza a Cristo. (vv. 3b-5)

SALMO 8
Con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, per ridurre al silenzio nemici e ribelli. (v. 3)

DAL LIBRO DI GIOBBE, CAP. 40, 1-5
Giobbe rivolto al Signore disse: Ecco, sono ben meschino: che ti posso rispondere? Mi metto la mano sulla bocca. Ho parlato una volta, ma non replicherò, ho parlato due volte, ma non continuerò. (vv. 3-5)

DAL LIBRO DEL PROFETA ABACUC, CAP. 2
Il Signore risiede nel suo santo tempio. Taccia, davanti a lui, tutta la terra. (v. 20)

COMMENTO PATRISTICO

ORIGENE
Dalle Omelie su Luca, 39, 4-7

Secondo alcuni le parole del Salvatore hanno soltanto un senso letterale puro e semplice: Date a Cesare ciò che è di Cesare, cioè a dire: pagate l’imposta che dovete pagare. Ma chi tra noi si oppone al pagamento dell’imposta dovuta a Cesare? Questo passo ha in sé dunque un mistero e un significato nascosto.
Ci sono due immagini nell’uomo: una, quella che l’uomo ha ricevuto da Dio al tempo della creazione, come dice il Genesi: a immagine e somiglianza di Dio (Gen 1, 27); l’altra è l’immagine dell’uomo terrestre (1 Cor 15, 49), che egli ha ricevuto più tardi a causa della sua disobbedienza e del suo peccato, quando fu cacciato dal paradiso, sedotto dalle lusinghe del principe di questo mondo. Come una moneta, o un denaro, porta l’effigie dell’imperatore del mondo, così chi compie le opere del principe delle tenebre, porta l’immagine di colui di cui ha compiuto le opere. E Gesù ordina di restituire questa immagine e di strapparla dal nostro volto, per riprendere quella, secondo la quale all’origine noi fummo creati a somiglianza di Dio. È così che noi rendiamo a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio. Disse Gesù: Mostratemi una moneta, oppure un denaro, come scrive Matteo. E tenendola tra le mani, aggiunse: Di chi è l’iscrizione? Risposero: Di Cesare. Ed egli ribatté: Date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio.
E Paolo nello stesso senso ha detto: Così come noi abbiamo portato l’immagine del terrestre, portiamo anche l’immagine del celeste (1 Cor 15, 49). Le paro le: Date a Cesare ciò che è di Cesare, significano dunque: abbandonate l’immagine dell’uomo terrestre, respingete l’immagine terrestre per prendere la figura dell’uomo celeste e dare a Dio ciò che è di Dio.
Dio fa una domanda. Che cosa ci domanda? Leggete Mosè: E ora, che cosa esige da te il Signore Dio tuo? (Dt 10, 12), con quel che segue. Dio ci rivolge una domanda e insiste, non perché abbia bisogno dei nostri tributi, ma per restituirci, in vista della nostra salvezza, ciò che gli avremo dato. Per chiarire meglio, citerò la parabola delle mine. Colui che aveva ricevuto una sola mina, e ne aveva guadagnate dieci, e che aveva offerto questa somma al Signore che gli aveva affidato la prima mina, ne ricevette ancora un’altra che prima non aveva.
Il Signore ordina infatti che sia tolta la mina a colui che l’aveva ricevuta senza farla fruttare, e che sia data a quello che ne aveva guadagnate altre: Togliete a lui la mina – dice Gesù – e datela a colui che ne ha dieci (cfr. Lc 19, 11-27).
Così, ciò che noi avremo donato a Dio, egli ce lo renderà e vi aggiungerà anche qualche altra cosa che noi non possedevamo prima.
Dio esige, Dio domanda, per avere l’occasione di donare a noi, di distribuire egli stesso i suoi doni. È infatti grazie a lui che la mina si è moltiplicata, è grazie a lui che coloro che lo meritavano ricevettero più di quanto speravano.
Leviamoci dunque e preghiamo Dio di essere degni di offrirgli i suoi doni, perché egli ce li restituirà e, al posto dei beni terreni, ci accorderà quelli del cielo, in Cristo Gesù, cui appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen

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