Beato colui che a ogni dono, torna a colui
nel quale c’è la pienezza di tutte le
grazie; poiché quando ci mostriamo grati
di quanto abbiamo ricevuto, facciamo
spazio in noi stessi a un dono maggiore.
S. Bernardo di Chiaravalle, De diversis, 23, 7
PRIMA LETTURA
Tornato Naamàn dall’uomo di Dio, confessò il Signore.
SALMO RESPONSORIALE
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. R/.
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele. R/.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R/.
SECONDA LETTURA
Se perseveriamo, con lui anche regneremo.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero.
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Nel suo viaggio verso la casa del Padre
Gesù passa attraverso questo mondo
perché quanti lo desiderano possano ricevere da lui
grazia e salvezza.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 1, 1-18
Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.
(v. 16)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 1-21
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. (v. 17)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 10, 1-18
Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo … Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza. (vv. 9-10b)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 12, 20-36
Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me. (v. 32)
DA GLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 4, 1-12
In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati. (v. 12)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 10, 34-43
Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. (v. 38)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 21, 1-7
A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita.
(v. 6)
SALMO 85 (84)
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annunzia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli, per chi ritorna a lui con tutto il cuore. La sua salvezza è vicina a chi lo teme e la sua gloria abiterà la nostra terra. (vv. 9-10)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 49, 1-7
Io ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra. (v. 6b)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 55
Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino.
(v. 6)
COMMENTO PATRISTICO
BRUNO DI SEGNI
Dal Commento a Luca, II, 40
Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea: entrando in un villaggio gli vennero incontro dieci lebbrosi. Cosa possono rappresentare i dieci lebbrosi se non tutti i peccatori? …
Tutti gli uomini infatti alla venuta di Cristo erano lebbrosi nell’anima. Non tutti nel corpo. Infatti ogni fornicatore, adultero, omicida, spergiuro e sacrilego è lebbroso nell’anima. … Certo è molto peggiore la lebbra dell’anima che quella del corpo. Ma consideriamo ciò che segue: essi si fermarono a distanza e alzarono la voce dicendo: Gesù, maestro, abbi pietà di noi! Restavano a una certa distanza, perché in tali condizioni questi uomini non osavano avvicinarsi.
Anche noi stiamo a distanza quando ci ostiniamo nel peccato. Se vogliamo essere guariti e risanati dalla lebbra dei nostri peccati gridiamo a gran voce e diciamo: Gesù maestro, abbi pietà di noi! Non gridiamo però con la bocca, ma col cuore. La voce del cuore è più forte. Il grido del cuore trapassa i cieli e giunge fino all’eccelso trono di Dio. Appena li vide Gesù disse: Andate a presentarvi ai sacerdoti. Lo sguardo di Dio è misericordia. Li vede e subito ne ha compassione; ordina loro di andare dai sacerdoti non perché li guariscano, ma perché ne constatino la guarigione. …
E mentre essi andavano furono sanati. Ascoltino ciò i peccatori e ne penetrino diligentemente il significato.
È facile per il Signore rimettere i peccati. Spesso infatti vengono perdonate le colpe al peccatore prima che egli giunga al sacerdote. Infatti, quando uno si pente, nello stesso istante è guarito. In qualunque momento il peccatore si convertirà, vivrà e non morrà. Però consideri bene come si debba convertire.
Ascolta ciò che dice il Signore: Ritornate a me con tutto il vostro cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti (Gl 2, 12).
Chi si converte si converta dunque nel profondo del cuore, perché Dio non disprezza un cuore pentito e umiliato.
Ma considera di quale obbedienza siano stati questi lebbrosi. Il Signore ordina loro di andare dai sacerdoti.
Essi ancora si vedevano lebbrosi, ancora avvertivano la malattia; tuttavia si dirigono dai sacerdoti, perché non credevano che il Signore lo avesse detto loro invano. Non ebbe tale obbedienza Naaman, capo dell’esercito del re di Siria. Quando Eliseo gli ordinò di andare a bagnarsi sette volte nel Giordano, non voleva acconsentire, ma piuttosto se ne andava indignato. Finché, accolto un consiglio più saggio, fece quello che il profeta gli aveva ordinato. Si lavò e fu mondato. E forse costoro avevano udito ciò e, ammoniti dal suo esempio, capivano quale potere hanno la fede e l’obbedienza.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano. In esso sono rappresentati tutti coloro che, dopo essere stati purificati dall’acqua del battesimo o guariti per mezzo della penitenza, ormai non seguono più il demonio, ma si sforzano di conformarsi al Cristo, lo seguono, lo glorificano, lo adorano, lo ringraziano e restano al suo servizio. Rispondendo, Gesù disse: “Non sono stati guariti in dieci? E gli altri nove dove sono? Non è stato trovato chi tornasse a rendere gloria a Dio se non questo straniero”. Ciò è infatti quello che è detto altrove: molti sono i chiamati, pochi gli eletti (Mt 22, 14).
Molti infatti sono stati battezzati, molti sono stati purificati dalla lebbra, ma poiché non seguono Cristo, di nuovo ritornano ai loro peccati, e non sono annoverati nel numero degli eletti … E gli disse Gesù: Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato. È grande dunque la potenza della fede, senza la quale, come dice l’Apostolo, è impossibile essergli graditi (Eb 11, 6). Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accreditato come giustizia (Gal 3, 6). La fede dunque salva, la fede giustifica, la fede guarisce l’uomo nell’anima e nel corpo.
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