PRIMA LETTURA
La vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele.
SALMO RESPONSORIALE
R. La vigna del Signore è la casa d’Israele.
SECONDA LETTURA
Mettete in pratica queste cose e il Dio della pace sarà con voi.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
Darà in affitto la vigna ad altri contadini.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
L’assemblea dei credenti è il germoglio divino
che il Padre celeste ha piantato nel mondo.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 17
Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola. (v. 6)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 5, 13-16
Voi siete la luce del mondo. (v. 14a)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 13, 24-34
Un’altra parabola espose loro così: “Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo”. (v. 24)
DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 4, 26-32
Diceva: Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. (vv. 26-27a)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 11, 16-24
Se le primizie sono sante, lo sarà anche tutta la pasta; se è santa la radice, lo saranno anche i rami. (v. 16)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 3, 5-23
Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto crescere … voi siete il campo di Dio. (vv. 6. 9b)
SALMO 80 (79)
Hai divelto una vite dall’Egitto, per trapiantarla hai espulso i popoli. Le hai preparato il terreno, hai affondato le sue radici e ha riempito la terra. (vv. 9-10)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 27, 2-5
In quel giorno si dirà: La vigna deliziosa: cantate di lei! (v. 2)
DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 2
Io ti avevo piantato come vigna scelta, tutta di vitigni genuini. (v. 21a)
DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 32
Lo circondò, lo allevò, lo custodì come pupilla del suo occhio. (v. 10b)
COMMENTO PATRISTICO
S. AMBROGIO
Dall’Esp. del Vang. sec. Luc. IX
Consideriamo allora chi siano i coloni, e che cosa sia la vigna. La vigna prefigura noi: il popolo di Dio, stabilito sulla radice della vite eterna; sovrasta la terra e, formando l’ornamento del suolo meschino, ora comincia a far sbocciare fiori splendenti come gemme, ora si riveste dei verdi germogli che l’avvolgono, ora accoglie su di sé un mite giogo, quando è ormai cresciuto estendendo i suoi bracci ben cresciuti, come tralci di una vite feconda. Il vignaiolo è senza alcun dubbio il Padre onnipotente, la vite è Cristo, e noi siamo i tralci: ma se non portiamo frutto in Cristo, veniamo recisi dalla falce del coltivatore eterno. Perciò è esatto che il popolo sia chiamato la vigna di Cristo, sia perché su la sua fronte vien posto come ornamento il segno della croce, sia perché si raccoglie il suo frutto durante l’ultima stagione dell’anno, sia perché allo stesso modo che avviene per tutti i filari della vigna, cosí nella Chiesa di Dio uguale è la misura, e non vi è alcuna differenza tra poveri e ricchi, tra umili e potenti, tra schiavi e padroni. Come la vite si sposa agli alberi, cosí il corpo si congiunge all’anima, e anche l’anima al corpo. Come il vigneto sta ritto quand’è legato insieme, e, se viene potato, non s’impoverisce ma diventa piú rigoglioso, cosí la santa plebe quand’è legata è resa libera, quand’è umiliata si innalza, quand’è recisa riceve la corona. E, persino, come il tenero virgulto staccato dall’antico albero viene innestato nella feconditá di una nuova radice, cosí questo popolo santo, quando ha rimarginato i tagli dell’antico virgulto, si sviluppa perché è tenuto al sicuro dentro quel legno della croce come nel grembo di una madre affettuosa; e lo Spirito Santo, come se discendesse giú nelle buche profonde del terreno, riversandosi nel carcere di questo corpo, lava via il fetidume con la corrente dell’acqua che salva, e solleva le abitudini delle nostre membra all’altezza della disciplina celeste.
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