26.a Domenica del T.O. – A

26.a Domenica del T.O. – A

PRIMA LETTURA
Ez 18,25-28

Se il malvagio si converte dalla sua malvagità, egli fa vivere se stesso.

SALMO RESPONSORIALE
Sal 24

R. Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.

SECONDA LETTURA
Fil 2,1-11

Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù.

CANTO AL VANGELO
(Gv 10,27)

VANGELO
Mt 21,28-32

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Pentitosi andò. I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.

PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

PERCORSO ESEGETICO

La fede è obbedienza
che nasce dal riconoscimento
umile della Sapienza del Padre.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 6, 24-34
Non affannatevi … il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. (vv. 31a-32b)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 1, 26-38
Avvenga di me quello che hai detto. (v. 38b)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 22, 39-46
“Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà.” (v. 42)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 1, 1-7
Per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia dell’apostolato per ottenere l’obbedienza alla fede da parte di tutte le genti. (v. 5a)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI FILIPPESI, CAP. 2, 1-18
[Cristo Gesù] umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. (v. 8)

DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 11
Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava. (v. 8)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 1, 13-25
Come figli obbedienti, non conformatevi ai desideri d’un tempo. (v. 14a)

SALMO 37 (36)
Manifesta al Signore la tua via, confida in lui: compirà la sua opera. (v. 5)

DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 22, 1-8
Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce. (v. 18)

DAL LIBRO DEI GIUDICI, CAP. 11, 29-40
Padre mio, se hai dato parola al Signore, fa’ di me secondo quanto è uscito dalla tua bocca. (v. 36a)

COMMENTO PATRISTICO

AMBROGIO DI MILANO
Dal trattato Esposizione del Vangelo secondo Luca

Ma non abbiamo niente in contrario, se qualcuno intende interpretare codesti due fratelli (cfr Lc 15) come i due popoli, in modo che il più giovane sia il popolo dei pagani messo alla pari con Israele, e il fratello maggiore veda di mal occhio che a quello sia stato dato il dono della benedizione paterna (cfr Gen 27, 34). I giudei facevano la stessa cosa quando protestavano per il fatto che Cristo pranzava con le genti (cfr Lc 5, 30), e perciò reclamarono per sé un capretto, sacrificio dall’odore sgradito. Il giudeo reclama un capretto, il cristiano l’Agnello, e, per questo motivo, per essi vien messo in libertà Barabba (cfr Lc 23, 18), per noi, invece, viene immolato l’Agnello. Perciò da loro si sente il fetore dei peccati, presso di noi vi è la remissione dei peccati, dolce nella speranza, gradita nel frutto. Colui che cerca un capretto aspetta l’anticristo; poiché Cristo è una vittima dal profumo soave (cfr Ef 5, 2).
Inoltre, lamentarsi per il capretto, sembra indicare che i giudei hanno perduto il rito del sacrificio antico, oppure che il sangue di nessun altro ha giovato loro come invece il sangue di Cristo ha giovato alla Chiesa; infatti non poté redimerli il sangue dei profeti. Ma il fratello maggiore era arrogante e simile a quel noto fariseo che si giustificava con una preghiera piena di boria (cfr Lc 18, 11-12), pensando di non aver mai trasgredito il comando di Dio perché osservava la legge alla lettera; empio, perché accusava il fratello di aver divorato i beni paterni con le prostitute (cfr Lc 15, 30), mentre doveva riconoscere che proprio per lui era stato detto: Le prostitute e i pubblicani vi precedono nel regno dei cieli (Mt 21, 31).

Vedi

Download diretto

FileDimensione del file
pdf 26.a Domenica del T.O. – A – 2017215 KB
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online