Vieni anche tu. Sia pure tardi, o di notte,
o in qualsiasi momento, troverai Gesù
disposto a fissare lo sguardo su di te, a
darti una ricompensa che non è minore
per quanti giungono più tardi.
S. Ambrogio, Esp. del Vang. sec. Luca, X, 138
I miei pensieri non sono i vostri pensieri.
Is 55,6-9 SALMO RESPONSORIALE
Sal 144 SECONDA LETTURA
Per me vivere è Cristo.
Fil 1,20-24.27 CANTO AL VANGELO
(At 16,14) VANGELO
Sei invidioso perché io sono buono?
Mt 20,1-16 PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO
Dio, come liberamente chiama in tempi diversi,
così liberamente dona ad ogni credente
la pienezza della ricompensa,
accogliendo ciascuno come figlio amato.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 12, 20-28
Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà. (v. 26)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 5, 1-12
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. (v. 12a)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 3, 5-21
Ciascuno riceverà la sua mercede secondo il proprio lavoro. (v. 8a)
DALLA SECONDA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO
Fate attenzione a voi stessi, perché … possiate ricevere una ricompensa piena. (v. 8)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 22,1-21
Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. (v. 12)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 62, 1-12
Ecco, arriva il tuo salvatore; ecco, ha con sé la sua mercede, la sua ricompensa è davanti a lui. (v. 11b)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 40, 1-11
Ecco, egli ha con sé il premio e i suoi trofei lo precedono. (v. 10b)
DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 2, 1-18
Voi che temete il Signore, confidate in lui; il vostro salario non verrà meno. (v. 8)
DAL LIBRO DELLA SAPIENZA CAP. 5, 15-23
La loro ricompensa è presso il Signore e l’Altissimo ha cura di loro. (v. 15b)
DAL LIBRO DELLA GENESI, CAP. 15, 1-20
Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande. (v. 1b)
COMMENTO PATRISTICO
GREGORIO MAGNO
Omelia 19 sui Vangeli, 5-7
5. Tuttavia si dice che i primi mormoravano contro il padrone di casa, dicendo: «Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo». Sopportare il peso della giornata e il caldo significa aver sofferto per lungo tempo le fatiche dell’obbedienza e le tentazioni della carne durante tutta la vita presente.
Ma si può domandare: come mai coloro che sono chiamati al Regno dei cieli mormorano, dal momento che nessuno che mormora può entrarvi? Nel Regno di Dio, infatti, non ci sarà alcuna mormorazione né alcun livore. Ma la Scrittura dice che i primi mormorano per mostrare quanto fu grande l’ammirazione dei giusti che hanno preceduto, quando hanno visto ammessi alla stessa ricompensa di gloria coloro che sono stati chiamati alla fine del mondo.
O anche, questo si dice per indicare l’atteggiamento dei Giudei. Essi, infatti, avendo faticato per primi sotto il peso della Legge, ritenevano di dover ricevere una grazia speciale sopra tutti i popoli. Ma vedendo i Gentili chiamati alla stessa gloria del Regno senza i pesi della Legge rituale, soffrirono per questa eguaglianza e mormorarono, quasi che la bontà del Padrone facesse torto a loro.
6. Ma il padrone risponde a uno di loro: «Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?».
Chiama “amico” colui che risponde, non per affetto di intimità, ma perché l’aveva scelto per il servizio della sua chiamata. «Prendi il tuo e vattene»: cioè ricevi la mercede promessa dalla giustizia e vai via. «Io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te»: qui si manifesta la profondità della grazia divina. Dio infatti non misura la retribuzione soltanto in base alla durata del tempo, ma in base all’ardore della devozione e dell’amore.
«Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?» La bontà di Dio viene definita “occhio cattivo” nel cuore dell’invidioso, perché l’uomo malvagio si rattrista per il bene altrui e soffre della generosità del Signore.
7. E Gesù conclude: «Così gli ultimi saranno primi e i primi ultimi; perché molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti». È una sentenza assai tremenda, fratelli carissimi! Ecco che tutti siamo stati chiamati per mezzo della fede, siamo giunti alla vigna del Signore, siamo stati segnati dal sacramento del battesimo; ma non sappiamo se saremo annoverati tra gli eletti. Ciascuno di noi sa di essere stato chiamato, ma ignora se sia stato scelto.
Pertanto, nessuno si glori del tempo in cui ha cominciato a servire Dio, né della quantità del lavoro compiuto. Anche se uno ha lavorato per lungo tempo, tremi al pensiero che l’ultimo venuto possa, con l’ardore del suo amore, superarlo e precederlo nella gloria. Guardiamo a noi stessi con umiltà, non confidiamo nei nostri meriti, ma affidiamoci unicamente alla misericordia del Padrone della vigna, il quale premia non secondo la misura del nostro tempo, ma secondo la ricchezza della sua grazia.
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