24.a Domenica del T.O. – A

Se uno vuole che Dio gli rimetta i suoi
peccati, prima perdoni anche al fratello
che pecca contro di lui.
S. Cromazio, Commento a Matteo 59, 7

PRIMA LETTURA
Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.
Sir 27,33-28,9
SALMO RESPONSORIALE
Sal 102
SECONDA LETTURA
Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.
Rm 14,7-9
CANTO AL VANGELO
(Gv 13,34)
VANGELO
Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Mt 18,21-35
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Nell’incontro con i propri debitori
c’è la verifica della comprensione della grazia ricevuta:
la memoria della misericordia divina
è la sorgente del perdono fraterno.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 13, 1-20
Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. (vv. 14-15)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 5, 38-48
Io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. (vv. 44-45)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI COLOSSESI, CAP. 3, 1-17
Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia … sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. (vv. 12a. 13)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 2, 18-25
È una grazia per chi conosce Dio subire afflizioni, soffrendo ingiustamente. (v. 19)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 4, 7-21
Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. (v. 11)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A FILEMONE
Se dunque tu mi consideri come amico, accoglilo come me stesso. E se in qualche cosa ti ha offeso o ti è debitore, metti tutto sul mio conto. Lo scrivo di mio pugno, io, Paolo: pagherò io stesso. Per non dirti che anche tu mi sei debitore e proprio di te stesso! (vv. 17-19)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 2, 1-7
Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti e compi le opere di prima. Se non ti ravvederai, verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto. (v. 5)

DAL LIBRO DEL PROFETA NEEMIA, CAP. 5
Anch’io, i miei fratelli e i miei servi abbiamo dato loro in prestito denaro e grano. Ebbene, condoniamo loro questo debito! Rendete loro oggi stesso i loro campi, le loro vigne, i loro oliveti e le loro case e l’interesse del denaro del grano, del vino e dell’olio di cui siete creditori nei loro riguardi. (vv. 10-11)

DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 15, 1-18
Se un tuo fratello ebreo o una ebrea si vende a te, ti servirà per sei anni, ma il settimo lo manderai via da te libero … ti ricorderai che sei stato schiavo nel paese di Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha riscattato; perciò io ti do oggi questo comando. (vv. 12. 15)

COMMENTO PATRISTICO

S. AGOSTINO
Dal Discorso 210, 12

Il vostro cuore mite e umile sia disposto a perdonare con misericordia. Chieda perdono chi ha recato ingiuria, conceda il perdono chi ha ricevuto l’offesa; affinché non cadiamo sotto il dominio di satana, il cui trionfo è la divisione dei cristiani. È una elemosina che apporta un grande vantaggio quella di perdonare il debito al tuo conservo affinché il Signore perdoni a te. Il divino maestro raccomandò ai discepoli ambedue queste opere buone, dicendo: Perdonate e sarete perdonati; date e vi sarà dato (Lc 6, 37. 38). Ricordatevi di quel servo dal quale il padrone si fece restituire tutto il debito che gli aveva condonato, perché egli non usò uguale misericordia con un suo conservo che gli doveva cento denari, mentre a lui era stato condonato un debito di diecimila talenti.

Non c’è scusa che tenga per esimersi da questo genere di opere buone perché in questo caso tutto dipende dalla buona volontà. Uno potrebbe dire: Non posso digiunare perché lo stomaco è debole. Può anche dire: Vorrei dare qualcosa al povero ma non ho niente da dargli; oppure: Ho così poco che se lo do a lui ho paura di rimanerne senza io. Anche in questo genere di opere buone per lo più gli uomini portano giustificazioni false, non potendone trovare di valide.

Comunque chi potrà dire: Non ho perdonato a chi mi chiedeva scusa perché non me lo ha permesso la salute, oppure: Perché non avevo la mano con cui porgere? Perdona per essere perdonato. Per compiere questo atto che ti è chiesto non hai bisogno di nessuna azione corporea e nessuna parte del tuo corpo viene richiesta in aiuto all’anima. Lo si fa con la volontà, lo si compie con la volontà. Fallo con tutta sicurezza, concedi il perdono con tutta sicurezza: non ti cagionerà nessun dolore nel corpo, niente verrà a diminuire nella tua casa. E inoltre, fratelli, vedete che grande male è il non perdonare a un fratello pentito da parte chi ha l’obbligo di amare anche i nemici. Se le cose stanno così e trovando scritto: II sole non tramonti sulla vostra ira (Ef 4, 26), considerate, carissimi, se possa dirsi cristiano chi … non è disposto a porre fine a quelle inimicizie che mai avrebbe dovuto aprire.

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