Se uno vuole che Dio gli rimetta i suoi
peccati, prima perdoni anche al fratello
che pecca contro di lui.
S. Cromazio, Commento a Matteo 59, 7
Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.
Sir 27,33-28,9 SALMO RESPONSORIALE
Sal 102 SECONDA LETTURA
Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.
Rm 14,7-9 CANTO AL VANGELO
(Gv 13,34) VANGELO
Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Mt 18,21-35 PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO
Dio, ricco di misericordia, ha avuto pietà
della condizione miserevole degli uomini,
non imputando loro il peccato
e concedendo nel Battesimo il perdono di tutte le colpe.
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 10, 29-37
Un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione. (v. 33)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 24, 44-49
Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. (vv. 46-47)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 2, 37-41
Pietro disse: “Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo”. (v. 38)
DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 5, 14-21
È stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. (v. 19)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 1, 3-14
Nel suo Figlio diletto … abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia. (vv. 6b-7)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 2, 1-10
Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati. (vv. 4-5)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 1, 1-8
A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue. (v. 5b)
SALMO 31 (30)
Scioglimi dal laccio che mi hanno teso, perché sei tu la mia difesa. (v. 5)
DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 18, 7-14
Per questo il Signore è paziente con gli uomini e riversa su di essi la sua misericordia. Vede e conosce che la loro sorte è misera, per questo moltiplica il perdono. (vv. 10-11)
DAL LIBRO DELL’ESODO, CAP. 1-2
Dio guardò la condizione degli Israeliti e se ne prese pensiero. (v. 2, 25)
COMMENTO PATRISTICO
S. CROMAZIO DI AQUILEIA
Dal Commento a Matteo 59, 5-7
Nella persona di questo re riconosciamo rappresentato il Figlio di Dio, presso il quale ogni stirpe d’uomini era vincolata da uno sconfinato debito di peccato, poiché tutti, per la prevaricazione [di Adamo], eravamo debitori del peccato della morte. Nei diecimila talenti sono raffigurati i gravi peccati del genere umano. … Poiché in nessun modo né il popolo dei Giudei, che aveva ricevuto la Legge, né i pagani, cioè noi stessi, potevamo pagare un così enorme debito di peccato, mosso a compassione e a pietà, quel re celeste rimise tutti i nostri peccati. E quali sono questi debiti se non quelli che ogni giorno nella nostra preghiera chiediamo che siano condonati, dicendo: Rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori? Poiché, dunque, non avremmo potuto pagare questo debito del peccato e della morte eterna in nessun modo, cioè con nessuna soddisfazione e nessuna degna penitenza, quel re eterno, scendendo dal cielo, condonò ad ogni credente il debito che aveva con lui rimettendo i peccati al genere umano. Come ce l’abbia condonato, lo dimostra chiaramente il santo Apostolo, quando dice: Distruggendo la cambiale che esisteva contro di noi ed era a nostro danno, l’ha tolta di mezzo inchiodandola alla croce (Col 2, 14). Infatti, per l’imputazione del peccato eravamo vincolati, per così dire, dal debito di una cambiale. E questa cambiale, scritta a nostro danno, il Figlio di Dio cancellò con l’acqua del battesimo e col prezzo del suo sangue. Perciò, in questo stesso sacramento, per cancellare la cambiale, durante la passione dal fianco del Signore sgorgò acqua e sangue. Ma al Signore, che era appeso sulla croce, non mancò nemmeno la spugna, per indicare questa stessa realtà, che cioè dal mistero della sua passione dovevano essere cancellati i peccati di tutto il mondo; naturalmente, per opera di Colui del quale Giovanni, nel Vangelo, attesta: Ecco l’Agnello di Dio, ecco Colui che toglie i peccati del mondo (cfr. Gv 19, 34).
Perciò, oggi, ciascuno di noi, quando giunge alla grazia del battesimo, è convenuto in qualità di debitore, perché, confessando i propri peccati, per mezzo di questi stessi sacramenti ottenga la remissione dell’intero debito, cioè di tutti i suoi peccati. Ma, dopo una così ampia indulgenza del suo Signore e re, ciascuno, se sarà immemore del beneficio divino e, sull’esempio di quel servo malvagio, uscendo, come se si allontanasse dalla fede, non vorrà rimettere il debito al collega di servitù che pecca contro di lui, cioè perdonare il peccato commesso ai suoi danni, dopo aver ottenuto dal suo padrone la remissione del suo enorme debito, cioè dei suoi peccati così gravi, senza dubbio, quel re celeste, sdegnato, consegnerà un simile individuo ai carnefici, cioè agli angeli incaricati delle pene. …
Perciò, per mostrare che questa era una realtà, il Signore aggiunse queste parole: Così anche a voi farà il Padre mio, che è nei cieli, se non perdonerete ciascuno al proprio fratello dal profondo del cuore. Non merita, infatti, da Dio perdono e indulgenza i propri peccati chi, immemore di una così generosa misericordia e pietà divina, non vuole perdonare al fratello che pecca contro di lui. Perciò, non a torto, nell’orazione del Signore tutti siamo vincolati dalle stesse parole con cui preghiamo, quando diciamo: Rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori. Quindi, se non perdoniamo a quelli che peccano nei nostri riguardi, secondo la nostra promessa, con quale fronte e con quale fiducia osiamo chiedere al Signore la remissione dei peccati?
Questa stessa regola lo Spirito Santo afferma, anche per bocca di Salomone, dicendo: Rimetti al tuo prossimo il peccato, e allora saranno cancellati i tuoi peccati.
E aggiunse queste parole: O uomo, tu conservi il rancore contro un altro uomo e chiedi a Dio la guarigione della carne? Non hai misericordia per un uomo simile a te, e preghi per i tuoi peccati? Tu stesso, pur essendo carne, conservi il rancore, e chiedi a Dio la giustificazione? E chi pregherà per le tue colpe? Ricordati della tua fine e cessa di odiare (Sir 28, 2-6). Perciò è perfettamente giusto il giudizio di Dio su ciascuno di noi: se uno vuole che Dio gli rimetta i suoi peccati, prima perdoni anche al fratello che pecca contro di lui. Ma se sarà duro e spietato con suo fratello, secondo la sentenza del Signore nemmeno lui meriterà la remissione dei peccati dal Signore e Salvatore nostro, che è benedetto nei secoli. Amen.
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