22.a Domenica del T.O. – C

Bisognava che Cristo, maestro, guida e
perfezionatore dell’umiltà, amputasse ogni
ramo della cattiva radice della vana gloria.
Teofilatto, Esp. del vang. sec. Luca XIV, 7-11

PRIMA LETTURA
Fatti umile, e troverai grazia davanti al Signore.
Sir 3,17-20.28-29
SALMO RESPONSORIALE
R/. Hai preparato, o Dio, una casa per il povero.
Sal 67
SECONDA LETTURA
Vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente.
Eb 12,18-19.22-24
CANTO AL VANGELO
(Mt 11,29)
VANGELO
Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato.
Lc 14,1.7-14
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Poiché l’uomo tende sempre
ad innalzarsi e a primeggiare,
Gesù insegna in che modo si diventa degni
del banchetto divino.
È il Padre infatti, che ci invita alle nozze del suo Figlio
chiamandoci a partecipare alla sua mensa di misericordia.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 22-36
Chi possiede la sposa è lo sposo; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è compiuta. Egli deve crescere e io invece diminuire. (vv. 29-30)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 8, 5-13
Ora vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori. (vv. 11-12a)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 9, 10-15
Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? (v. 15a)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 22, 1-14
Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. (v. 2)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 9, 46-48
Frattanto sorse una discussione tra loro, chi di essi fosse il più grande. (v. 46)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 15, 11-32
Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. (vv. 17-19)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 11
Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi … Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia! (vv. 25a. 32)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 19, 1-10
Beati gli invitati al banchetto delle nozze dell’Agnello! (v. 9b)

DAL CANTICO DEI CANTICI, CAP. 4, 16-5, 1
Mangiate, amici, bevete; inebriatevi, o cari. (v. 1b)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 25, 6-12
Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande. (v. 6a)

COMMENTO PATRISTICO

S. CIRILLO DI ALESSANDRIA
Dal Commento a Luca, XIV, vv. 7-12

Vedendo come sceglievano i primi posti…

Vedendo certuni tra gli invitati occupare imprudentemente i primi posti, per essere di giovamento sia a loro che a noi, esorta a disprezzare la vanagloria. Ad alcuni forse queste cose sembrano minuzie e non degne di tanta attenzione. Tuttavia se uno porrà mente con maggiore attenzione allora conoscerà quanto queste ammonizioni trattengano l’uomo dal biasimo e quanto invece lo onorino. Infatti accaparrarci temerariamente onori immeritati e che a nessun titolo ci sono dovuti, dimostra quanto siamo imprudenti. Quando infatti verrà uno più degno di te dirà a te colui che ha invitato te e lui: cedigli il posto e con quale grande vergogna ti confonderà!

Modesto invece e lodevole l’uomo che avendo il diritto di essere onorato dai primi posti, tuttavia non lo desidera e cede quasi agli altri del suo, per non sembrare colpevole di vanagloria e piuttosto ricevere l’onore a lui dovuto. Udrà allora da colui che lo ha invitato: Sali quassù. Grande e nobile virtù è la modestia dell’anima. Se uno infatti cerca di essere anteposto agli altri, cerchi di guadagnare questo celeste favore, sia in onore presso Dio, superi molti per lo splendore della virtù e per la mitezza d’animo. Eccelsa è infatti presso Dio la mente umile. Costui diviene imitatore di Cristo che ha detto: Imparate da me, che sono mite e umile di cuore (Mt 11, 29). Dicendo questo, non rimprovera aspramente, ma esorta benevolmente. …

Avendo dunque sconfitto con il piccolo esempio della cena l’ambizione ed avendo esaltato i modesti, aggiunge un esempio grande al piccolo, pronunciando una sentenza generale, che cioè: Chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato. …

Quando fai un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici …

Ancora un’esortazione all’umiltà d’animo. Fornisce in questo uno splendido insegnamento a quelli che fanno inviti, proponendo il grande fine di far del bene agli uomini e un frutto prezioso, certo più lontano e non subito ricambiato, come fanno gli uomini di animo meschino: invitano amici, fratelli, parenti e vicini così da ricevere in cambio subito inviti a loro volta. A questa consuetudine il Signore ne sostituisce un’altra migliore e più degna, e cioè che siano invitati piuttosto i poveri e si offra benevolenza agli infermi e agli zoppi da cui non ci si deve attendere alcuna ricompensa in risposta, ma da Dio solo che nella vita futura concede il premio della carità verso gli uomini. E questo dice non per impedire ad alcuno di onorare i suoi, ma per insegnare a non limitarci ad acquistare una reciproca generosità con doni fatti ad eguali: rendiamo utili i nostri benefici, dal momento che possiamo conseguire da Dio premi tanto grandi! Dirà infatti: Venite, ricevete in eredità il regno preparato per voi. Ho avuto fame, infatti, e mi avete dato da mangiare, e ciò che segue: Qualunque cosa avrete fatto a uno di questi, l’avete fatta a me (Mt 25, 34).

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