22.a Domenica del T.O. – A

Che nessuno si vergogni dei segni sacri e
venerabili della nostra salvezza, della croce
che è la somma e il vertice dei nostri
beni, per la quale noi viviamo e siamo
ciò che siamo. Portiamo ovunque la croce
di Cristo come una corona.
S. Giovanni Crisostomo, Com. al vang. di Matteo 54, 3

PRIMA LETTURA
La parola del Signore è diventata per me causa di vergogna.
Ger 20,7-9
SALMO RESPONSORIALE
Sal 62
SECONDA LETTURA
Offrite i vostri corpi come sacrificio vivente.
Rm 12,1-2
CANTO AL VANGELO
(Ef 1,17-18)
VANGELO
Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso.
Mt 16,21-27
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Occorre crocifiggere ogni giorno i nostri pensieri
con l’obbedienza alla Parola di Dio
per poter seguire Gesù
nel suo cammino verso il Padre celeste.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 12, 20-36
Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. (v. 25)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 9, 18-26
Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. (v. 23)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 14, 25-33
Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo. (v. 27)

DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 10, 17-34
Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: “Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”. (v. 21)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 7, 21-29
Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. (v. 21)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 6, 1-11
Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui [Cristo] perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. (v. 6)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 6, 11-18
Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. (v. 14)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI GALATI, CAP. 2, 15-21
Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. (v. 20a)

DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 3-4
Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio. (v. 4, 12a)

SALMO 119 (118)
Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino. (v. 105)

DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 55
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie – oracolo del Signore. (v. 8)

COMMENTO PATRISTICO

SAN GIOVANNI CRISOSTOMO
Omelie sul Vangelo di Matteo, Omelia 55

1. Pietro, dopo aver professato la sua fede e ascoltato le parole del Signore che lo proclamavano beato e gli affidavano le chiavi del regno dei cieli, udendo dire che Cristo doveva soffrire, essere crocifisso e risorgere il terzo giorno, rimase sconvolto. Non riusciva a comprendere come colui che era il Figlio di Dio dovesse patire tali cose. Perciò, avendolo preso in disparte, cominciò a rimproverarlo dicendo: «Dio te ne liberi, Signore; questo non ti accadrà mai».

Che cosa fa allora il Signore? Egli, che poco prima lo aveva proclamato beato, si rivolge a lui con severità e dice: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».

Vedi la differenza? Vedi come rapidamente Gesù corregge il discepolo per non farlo cadere nella presunzione e per insegnargli a sottomettere la ragione umana alla volontà divina? Pietro parlava con affetto umano, pensando di proteggere il suo Maestro, ma Gesù gli mostra che quella tentazione di evitare la croce proveniva in realtà dallo spirito dell’avversario. Non chiama Pietro “Satana” per identificarlo con il demonio, ma per farli capire che il suo pensiero, in quel momento, si opponeva al disegno della salvezza di Dio.

Se non vuoi che la croce avvenga — sembra dirgli il Signore —, ti fai ostacolo alla salvezza del mondo intero. Non vedi che la mia morte è la distruzione della morte, la remissione dei peccati, la salvezza di tutti gli uomini?

2. Poi, per far comprendere a tutti i discepoli che il cammino della croce non era riservato soltanto a Lui, ma a chiunque volesse seguirlo, chiamò a sé la folla insieme ai discepoli e disse: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua».

Osserva la sapienza del Maestro. Non dice: “Io vi costringo”, “Io vi obbligo contro la vostra volontà”. Dice invece: «Se qualcuno vuole». Rende l’uomo padrone della propria scelta. Non usa la violenza, ma l’invito e la persuasione.

Ma che cosa significa: «rinneghi se stesso»?

Così come colui che rinnega un’altra persona non si cura più di lei, non l’aiuta se soffre, non se ne preoccupa anche se viene frustata o incarcerata, così dobbiamo comportarci verso il nostro corpo e la nostra vita carnale. Se il corpo chiede cose contrarie alla volontà di Dio, non dobbiamo assecondarlo, ma trattarlo come se fosse estraneo alle nostre brame egoistiche. Rinnegare se stessi significa non risparmiarsi per amore di Cristo, essere pronti a consegnare il proprio corpo al martirio o alla fatica delle virtù, per non tradire la verità.

E aggiunge: «prenda la sua croce». Non dice soltanto di portare la croce, ma di “prenderla”, cioè di sbrigarsi ad abbracciarla con prontezza, gioia ed entusiasmo, portandola ogni giorno. La croce è il segno della morte ai desideri mondani, la disponibilità costante al sacrificio per amore di Dio.

3. Poi offre il grande paradosso spirituale che capovolge la logica del mondo: «Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà».

Sembra una contraddizione, ma è la somma verità. Chi ama la propria vita terrena a tal punto da tradire la fede pur di conservarla, perde la vita vera ed eterna. Al contrario, chi disprezza questa vita temporale e la consegna per la causa del Vangelo, la ritroverà trasfigurata nella gloria eterna.

Poi aggiunge una domanda che dovrebbe risuonare continuamente nel cuore di ogni uomo: «Infatti che gioverà all’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa darà l’uomo in cambio della propria anima?».

Se anche tu fossi padrone di tutta la terra, se possedessi tutte le ricchezze, i regni, i tesori e gli onori del mondo, ma perdessi la tua anima, che vantaggio ne avresti? Quando il corpo muore e comparirai davanti al tribunale di Dio, le ricchezze ti potranno liberare? I beni materiali potranno riscattare l’anima perduta? Nulla di tutto questo potrà salvare l’uomo se manca della virtù e della fede.

4. Infine, Gesù conclude mostrando la speranza della gloria futura, per consolare i discepoli appesantiti dal discorso sulla sofferenza e sulla morte:

«Perché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Vedi come l’annuncio della passione si trasforma nell’annuncio del trionfo? Non guardare solo al momento presente, alle fatiche, ai dolori, alla croce. Guarda alla fine del cammino! Colui che ora vedi umiliato, destinato ad essere condannato e crocifisso, ritornerà non più nell’umiltà, ma ammantato della gloria del Padre, scortato dalle schiere angeliche.

Allora non vi sarà più tempo per scuse o negoziati: Egli renderà a ciascuno non secondo le parole o le intenzioni, ma secondo le sue opere effettive. A chi avrà abbracciato la croce e perseverato nella fede, darà la corona dell’immortalità; a chi avrà preferito i beni del mondo e salvato il proprio corpo a scapito dell’anima, spetterà la condanna.

Teniamo dunque sempre davanti agli occhi questo giudizio, prendiamo la nostra croce ogni giorno e seguiamo il Signore con gioia, sapendo che le sofferenze del tempo presente non sono paragonabili alla gloria che dovrà essere rivelata in noi.

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