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22.a Domenica del T.O. – A

Che nessuno si vergogni dei segni sacri e
venerabili della nostra salvezza, della croce
che è la somma e il vertice dei nostri
beni, per la quale noi viviamo e siamo
ciò che siamo. Portiamo ovunque la croce
di Cristo come una corona.
S. Giovanni Crisostomo,
Com. al vang. di Matteo 54, 3

PRIMA LETTURA
La parola del Signore è diventata per me causa di vergogna.
Ger 20,7-9

SALMO RESPONSORIALE
Sal 62

SECONDA LETTURA
Offrite i vostri corpi come sacrificio vivente.
Rm 12,1-2

CANTO AL VANGELO
(Ef 1,17-18)

VANGELO
Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso.
Mt 16,21-27

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Il sangue e la carne non comprendono il mistero della croce,
che è follia per l’uomo
perché non sa vedere nella umiliazione l’obbedienza
alla volontà del Padre.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6, 59-70
È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla. (v. 63a)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 18, 1-11
Gesù allora disse a Pietro: “Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?”. (v. 11)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 22, 47-53
E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro. Ma Gesù intervenne dicendo: “Lasciate, basta così!”. (vv. 50-51)

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 27, 27-50
E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo: “Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!”. (vv. 38-40)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 1, 10-31
E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani. (vv. 22-23)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI FILIPPESI, CAP. 2, 1-11
Umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. (v. 8)

DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 5, 1-10
Pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono. (vv. 8-9)

DALLA LETTERA DI S. GIACOMO, CAP. 4, 13-17
Che è mai la vostra vita? Siete come vapore che appare per un istante e poi scompare. (v. 14b)

SALMO 22 (21)
Mi scherniscono quelli che mi vedono, storcono le labbra, scuotono il capo: “Si è affidato al Signore, lui lo scampi; lo liberi, se è suo amico”. (vv. 8-9)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA CAP. 2, 1-3, 12
Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio … agli occhi degli stolti parve che morissero … ma essi sono nella pace. (vv. 3, 1-3)

DAL LIBRO DI GIOBBE, CAP. 2
Allora sua moglie disse: “Rimani ancor fermo nella tua integrità? Benedici Dio e muori!”. Ma egli le rispose: “Come parlerebbe una stolta tu hai parlato!”. (vv. 9-10)

COMMENTO PATRISTICO

S. BRUNO DI SEGNI
Dal Commento a Matteo III, 68-69

Da allora Gesù cominciò a dire ai suoi discepoli che bisognava che egli andasse a Gerusalemme e soffrisse molto per opera degli anziani e degli scribi e dei capi dei sacerdoti ed essere ucciso e il terzo giorno risuscitare. Il Signore predice ai discepoli gli avvenimenti futuri e mostra di andare incontro alla passione di sua volontà e conferma la loro fede, secondo quello che egli stesso dice altrove: E ora vi dico queste cose prima che accadano, affinché quando saranno avvenute crediate (Gv 14, 29).

E Pietro, prendendolo da una parte, cominciò a rimproverarlo dicendo: lungi da te, Signore, questo non ti avverrà. Ed egli, voltatosi, disse a Pietro: Va’ dietro di me, Satana, mi sei di scandalo; perché non gusti le cose di Dio, ma quelle degli uomini. Va’, dice, dietro di me; seguimi e imitami, affinché, come io muoio per te, così anche tu muoia a causa mia.

Non opporti a me, non resistere alla mia volontà, non dimenticare i divini consigli. Bisogna infatti che accada così, perché così era prestabilito prima del tempo e preannunziato dai profeti.

Ciò corrisponde infatti a quanto altrove dice: Stolti e tardi di cuore nel credere a tutte le cose che sono state dette dai profeti: non bisognava che il Cristo patisse e risorgesse dai morti per entrare così nella sua gloria? Pietro dunque aveva la sapienza propria degli uomini, perché dava un consiglio umano, ma non aveva la sapienza propria di Dio, perché ignorava i segreti del divino consiglio riguardo a come l’uomo doveva essere redento.

Allora Gesù disse ai suoi discepoli: Se qualcuno vuole venire dietro di me, rinneghi se stesso. Ogni uomo deve infatti rinnegare se stesso, non in quanto uomo, non in quanto è fedele o Cristiano, ma se è idolatra, se è infedele, se è adultero e fornicatore, se pieno di brame e avaro, neghi il suo essere tale, mostri di non essere più così. Ma lo mostri non a parole, ma con i fatti: dica con l’Apostolo: Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me (Gal 2, 20).

Viveva infatti l’Apostolo, ma non più lui, non viveva Saulo, ma Paolo: aveva negato dunque se stesso, essendo ormai diverso da se stesso.

Infatti prende la sua croce, colui che crocifigge e affligge la sua carne con i suoi vizi e le sue passioni.

Ma poiché non basta prendere la croce, subito perciò aggiunge dicendo: e mi segua. A chi infatti non segue Dio, non giova neppure prendere la croce e affliggere la carne. Per cui dice l’Apostolo: Se darò il mio corpo a bruciare, ma non avrò la carità, nulla mi giova (1 Cor 13, 31). E il Signore riguardo a tutti costoro che compiono le sue opere ma per essere visti dagli uomini, sebbene molto digiunino e crocifiggano e affliggano la carne, dice tuttavia che hanno già ricevuto la loro ricompensa (Mt 6, 12). Perciò al Giudeo e all’eretico non giova portare la croce. Perché?

Perché non seguono il Cristo: segue infatti Cristo chi lo imita. Vuoi seguire Cristo? Sii umile, paziente e misericordioso; sii senza odio e simulazione; sii obbediente a Dio e amante del prossimo. Cristo infatti avanza percorrendo questa via: cammina per essa, se vuoi seguirlo. Se infatti non vi cammini, non lo segui, anche se ti sembra di seguirlo.

Chi infatti avrà voluto salvare la sua anima, la perderà. Chi dunque salverà la sua anima, se la perde chi aspira a salvarla? Infatti quest’anima è la vita presente: chi dunque, dimentico dell’altra vita, ama solo la vita presente, e perde questa e non otterrà l’altra.

Chi invece avrà perso la sua anima per me, la troverà.

Beati dunque i martiri che hanno perso questa vita, e hanno disprezzato le loro anime fino alla morte: costoro infatti troveranno la vita, non una qualunque, ma quella eterna.

Che cosa infatti gioverà all’uomo, se avrà guadagnato il mondo intero, ma avrà danneggiato la sua anima?

Che cosa giova infatti ai principi di Roma aver posseduto per un certo tempo il mondo, e non aver fatto nulla per la salvezza della loro anima, quando i loro cadaveri ritorneranno in polvere e le loro anime saranno tormentate nell’inferno? Se infatti ti dicessero: sii ricco e potente solo per questo mese, fai quello che vuoi, godi dei piaceri mondani a volontà, a condizione che, tuttavia, per tutto il restante tempo della vita ti siano tolti gli occhi, sii privato di ogni consolazione, e tu viva patendo la fame e la sete, in ogni tormento e miseria: forse accetteresti quel bene a un simile prezzo?

Eppure l’intera vita presente non ha la lunghezza né di un mese, né di un solo giorno, né di un’ora a paragone dell’eterna infelicità, della cui miseria non c’è fine, né una pena simile.

O che cosa darà l’uomo in cambio della sua anima?

Non c’è infatti nessun cambio, nessun prezzo, con cui si possa salvare l’anima, se non la fede e la conversione: se infatti sarai uscito dalla vita senza queste cose, non potrai essere redento ad alcun altro prezzo.

Per cui il Salmista dice: Ci sono quelli che confidano nella loro potenza, e si gloriano nella grandezza delle loro ricchezze. Il fratello non redimerà, redimerà l’uomo: non darà a Dio ciò con cui soddisfarlo, e il prezzo per la redenzione della sua anima. (Sal 48, 7). Perciò penerà in eterno e vivrà fino alla fine tra i tormenti.

Infatti il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue opere. Venni infatti prima nell’umiltà, come Figlio dell’uomo, per essere giudicato; verrà di nuovo sublime ed eccelso nella gloria e nell’onore e nella maestà del Padre, per giudicare il mondo e renderà a ciascuno secondo le sue opere. Dio infatti verrà in modo manifesto e non tacerà (Sal 49, 3).

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Vedi anche

5.a Domenica del T.O. – B

L'infermità non resiste davanti all'autore
della salvezza. Non c'è accesso per la
morte là dove è entrato colui che dà la vita.
S. Pier Crisologo, Omelia 18, 3

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