Che cosa abbiamo creduto e che cosa abbiamo
conosciuto? Che tu sei il Cristo,
Figlio di Dio, cioè che tu sei la stessa vita
eterna e nella carne e nel sangue ci dai ciò che tu stesso sei.
S. Agostino, Tratt. sul vang. di Giov 27, 9
PRIMA LETTURA
Serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio.
SALMO RESPONSORIALE
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino. R/.
Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo. R/.
Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti. R/.
Molti sono i mali del giusto,
ma da tutti lo libera il Signore.
Custodisce tutte le sue ossa:
neppure uno sarà spezzato. R/.
Il male fa morire il malvagio
e chi odia il giusto sarà condannato.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia. R/.
SECONDA LETTURA
Questo mistero è grande: lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna.
In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
PREGHIERA DEI FEDELI
1. Per il Papa, i vescovi e i ministri della Chiesa: aiutino i cristiani a conoscere sempre meglio la Parola di Gesù, a interiorizzarla, perché si traduca in gesti concreti nella vita di ogni giorno, preghiamo.
2. Per i non credenti, per quanti fanno propria una religione vuota e superficiale: siano guidati nella scoperta della bellezza della fede cristiana, preghiamo.
3. Per gli sposi: vivano nell’unità e nell’amore e siano segno dell’amore di Cristo per la sua Chiesa, preghiamo.
4. Per la nostra comunità cristiana: viva nella piena fiducia in Gesù che ci parla, ci interpella, ci nutre e ci ama, preghiamo.
O Padre, salva il tuo popolo che pone in te la sua fiducia, e abbi pietà di noi, quando la nostra debolezza esita di fronte ai tuoi inviti e ai tuoi comandi. Per Cristo nostro Signore.
PERCORSO ESEGETICO
L’incredulità,
cioè la chiusura del cuore davanti alla Parola di Dio,
è la vera durezza, che impedisce all’uomo
di conoscere la tenerezza del Padre.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 5, 31-47
Anche il Padre, che mi ha mandato, ha reso testimonianza di me. Ma voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto, e non avete la sua parola che dimora in voi, perché non credete a colui che egli ha mandato, (vv. 37-38)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 12, 37-50
Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell’ultimo giorno, (v. 48)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 13, 10-17
Il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere … e non intendere … e convertirsi, e io li risani, (v. 15)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 25, 14-30
Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso, (v. 24b)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 26, 9-18
Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Duro è per te ricalcitrare contro il pungolo, (v. 14)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 2, 1-10
La pietra che i costruttori hanno scartato è divenuta la pietra angolare, sasso di inciampo e pietra di scandalo. Loro vi inciampano perché non credono alla parola, (vv. 7-8a)
SALMO 4
Fino a quando, o uomini, sarete duri di cuore? (v. 3a)
SALMO 95 (94)
Ascoltate oggi la sua voce: “Non indurite il cuore”, (v. 8a)
DAL LIBRO DEL PROFETA BARUC, CAP. 2, 11-35
Io so che non mi ascolterà, perché è un popolo di dura cervice. Però nella terra del loro esilio ritorneranno in sé e riconosceranno che io sono il Signore loro Dio. Darò loro un cuore e orecchi che ascoltano, (vv. 30-31)
DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 36, 16-38
Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne, (v. 26)
COMMENTO PATRISTICO
S. CIRILLO DI ALESSANDRIA
Dal Commento al vangelo di Giovanni IV
Gli rispose Simon Pietro: “Signore, a chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”. … A chi dunque andremo?, dice, per non dire ciò che era equivalente, e cioè: Chi ci insegnerà simili cose? oppure: Presso chi troveremo cose migliori? Tu hai parole di vita eterna, non dure, come dicono quelli, ma tali da condurre alla cosa più importante di tutte, cioè alla vita eterna, e duratura, e libera da ogni corruttibilità.
Da queste parole potremo certamente capire che bisogna aderire a Cristo come unico e solo maestro, e servirci di lui come guida che ci può condurre bene alla vita eterna. Così entreremo nella celeste e divina dimora e, introdotti nella Chiesa dei primogeniti, saremo arricchiti dei beni che non possono essere compresi dall’intelligenza umana. E la stessa natura dei fatti dimostrerà chiaramente che è cosa buona e salutare voler seguire Cristo e stare eternamente con lui. Nondimeno, conosceremo ciò dalle più antiche Scritture. Quando gli Israeliti, dopo essersi liberati dalla tirannia egiziana, andavano alla terra promessa, Dio non permise che si recassero attraverso vie incerte e vaghe, né dovunque volessero dirigersi: non c’era dubbio che si sarebbero smarriti, se fossero stati privati della guida. … Vedi come sia loro comandato di seguire e di levare l’accampamento con il levarsi della nube e, di nuovo, di fermarsi e trattenersi con essa? Era salutare, perciò, obbedire alla propria guida, agli Israeliti di allora, come ora a noi è salutare non separarci da Cristo.
… Camminare, poi, insieme a Cristo Salvatore e seguirlo, non deve essere capito in senso materiale, ma si realizza piuttosto con le opere della virtù. Rivolgendo, infatti, ad essa la loro mente, e rifiutando come dannoso di andare indietro con gli increduli, i sapientissimi discepoli giustamente dicono: Signore, a chi andremo?, come se dicessero: Staremo sempre con te, obbediremo ai tuoi comandi e ascolteremo le tue parole, non commettendo neppure una colpa lieve, né pensando con quei pazzi che è duro il tuo insegnamento, ma esclameremo piuttosto: Quanto sono dolci al mio palato le tue parole, più del miele e del favo alla mia bocca (Sal 119, 103). … Quando, dunque, il santo tabernacolo andava innanzi, veniva comandato anche agli Israeliti di marciare insieme con esso, e insieme di fermarsi: con ciò Dio ci avvertiva utilmente di dover scegliere, come guida di salvezza, Dio Verbo, incarnato per noi, e di dover salire alla vita eterna obbedendo ininterrottamente ai suoi ordini. E quelli che non vollero farlo, sebbene fossero stati più volte istruiti su questo, tornarono indietro e non camminarono più insieme con lui. Perciò, molto sapientemente, il beato Pietro, dicendo: Dove possiamo andare?, vuole dire: È molto conveniente ai santi non allontanarsi, in nessun modo, da Dio, ma piuttosto stare con lui spiritualmente.
La fede dei santi apostoli è meravigliosa, caldo il loro modo di confessarla, ed esimio ed eccellente il loro consenso. Infatti, essi non camminarono a ritroso, e non caddero come fu per alcuni, piuttosto ignoranti, o per quelli che giudicavano dure le parole del Salvatore; né furono chiamati a credere temerariamente per loro leggerezza, ma se ne fecero consapevoli e credettero che il maestro era ricco di parole vivificanti, ed era guida di insegnamenti celesti.
Tale fede è davvero sicura, mentre quella che non ha queste prerogative si abbatte facilmente e, poiché manca di radice, cioè di certezza, subito svanisce dall’animo umano. Perciò, lo stesso Salvatore, nelle parabole, quando parlò del seminatore, disse: Un’altra parte cadde sulla roccia e, nata, seccò per mancanza di radice (Le 8, 6), chiamando implicitamente roccia l’animo indurito che non accoglie, in nessun modo, l’insegnamento che gli viene proposto.
… Dunque, i sapientissimi discepoli dicono d’aver conosciuto, nella certezza della fede, e perciò di credere che egli è il Cristo, il Figlio di Dio. Inoltre capirai che queste parole hanno un contesto molto sapiente.
Dicono di credere e conoscere, unendo i due verbi in uno. Era necessario credere e comprendere: infatti, per il fatto che le cose divine si apprendono per fede, non vuole dire che si deve rifiutare ogni approfondimento razionale, anzi, piuttosto, bisogna sforzarsi di arrivare almeno a una modesta conoscenza di quelle che sia, come dice Paolo, come in uno specchio, in un’ombra (1 Cor 13, 12).
Ancora, essi dicono molto bene non di avere prima conosciuto e poi d’aver creduto, ma, mettendo al primo posto la fede, in secondo luogo parlano, poi, della conoscenza. La conoscenza segue alla fede e non la precede, secondo quanto è detto: Se non crederete, non capirete (Is 7, 9). Posta, infatti, come base una fede semplice e non curiosa, in un secondo momento si costruisce la conoscenza che, a poco a poco, ci porta al livello della statura di Cristo, e ci rende uomini perfetti e spirituali. Perciò Dio, in un luogo, dice: Ecco, porrò una pietra da fondamento in Sion, una pietra scelta, angolare e preziosa (Is 28, 16). Cristo è, per noi, inizio e fondamento per la santificazione e la giustizia: e ciò attraverso la fede, e non altrimenti, giacche così abita in noi.
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