Come è efficace e vantaggioso accostarsi
a Dio con una preghiera viva e perseverante!
Se vi rivolgete a Dio con insistente
assiduità, quand’anche non foste che un
cane, passereste avanti e sareste preferiti a un figlio pigro.
S. Giovanni Crisostomo, Com. al vang. di Matteo 22, 5
Condurrò gli stranieri sul mio monte santo.
Is 56,1.6-7 SALMO RESPONSORIALE
Sal 66 SECONDA LETTURA
I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili per Israele.
Rm 11,13-15.29-32 CANTO AL VANGELO
(Mt 4,23) VANGELO
Donna, grande è la tua fede!
Mt 15,21-28 PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO
Il mondo pagano esce dalla sua condizione
di lontananza da Dio
a partire dall’esperienza
della propria impotenza davanti al male,
che lo porta al riconoscimento del bisogno di essere salvato.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 5, 1-18
Gesù vedendolo disteso e, sapendo che da molto tempo stava così, gli disse: “Vuoi guarire?”. Gli rispose il malato: “Signore, io non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita”. (vv. 6-7a)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 8, 1-13
Entrato in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava: “Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente”. Gesù gli rispose: “Io verrò e lo curerò”. (vv. 5-7)
DAL VANGELO SECONDO MARCO, CAP. 5, 21-43
Ora una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. (vv. 25-27a)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 9, 37-43
A un tratto dalla folla un uomo si mise a gridare: “Maestro, ti prego di volgere lo sguardo a mio figlio, perché è l’unico che ho. Ecco, uno spirito lo afferra e subito egli grida, lo scuote ed egli da schiuma e solo a fatica se ne allontana lasciandolo sfinito. Ho pregato i tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti”. (vv. 38-40)
SALMO 49 (48)
Nessuno può riscattare se stesso, o dare a Dio il suo prezzo … Ma Dio potrà riscattarmi, mi strapperà dalla mano della morte. (vv. 8. 16)
SALMO 52 (61)
Solo in Dio riposa l’anima mia, da lui la mia speranza. Lui solo è mia luce e mia salvezza, mia roccia di difesa, non potrò vacillare. (v. 6)
SALMO 130 (129)
Dal profondo a te grido, Signore … presso di te è il perdono: e avremo il tuo timore. (vv. 1. 4)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 40, 1-11
Ogni uomo è come l’erba e tutta la sua gloria è come un fiore del campo. Secca l’erba, il fiore appassisce quando il soffio del Signore spira su di essi. (vv. 6b-7)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 43, 8-11
Io, io sono il Signore, fuori di me non v’è salvatore. (v. 11)
DAL SECONDO LIBRO DEI RE, CAP. 5, 1-19
[La giovinetta] disse alla padrona: “Se il mio signore si rivolgesse al profeta che è in Samaria, certo lo libererebbe dalla lebbra” Nàaman andò a riferire al suo signore: “La giovane che proviene dal paese di Israele ha detto così e così”. Il re di Aram gli disse: “Vacci!” … Quegli partì. (vv. 3. 5b)
COMMENTO PATRISTICO
S. BEDA IL VENERABILE
Dall’Omelia 1
Quanto alla figlia indemoniata per la quale prega, si tratta di una qualsiasi anima che nella Chiesa si fa serva più degli inganni degli spiriti maligni che dei precetti del suo fondatore: in suo favore la Chiesa madre deve pregare con sollecitudine il Signore, perché colei che essa dal di fuori non riesce a correggere con ammonimenti, rimproveri, scongiuri, egli interiormente la corregga e con la sua ispirazione la converta dalle tenebre dell’errore e la ridesti alla conoscenza della vera luce.
Che se poi il Signore ha differito di rispondere alle prime lacrime della Chiesa che pregava, cioè ha ritardato di dare la salvezza richiesta per chi si trovava nell’errore, ciò significa che non dobbiamo mai desistere di chiedere, insistere, bussare: non disperare di ricevere, ma piuttosto perseverare con insistenza, rivolgerci al Salvatore con ostinata richiesta, ricercare con le litanie l’intercessione dei santi, finché anche essi dal cielo supplichino il Signore di ascoltare la Chiesa.
Così avviene che se uno non desisterà dall’intenzione che si è proposto, non sarà privato del frutto della richiesta, ma sia che abbia interceduto per la sua stessa fragilità, sia per altri, raggiungerà l’effetto desiderato. Se infatti qualcuno di noi ha la coscienza macchiata dall’avarizia, dalla superbia, dalla vanagloria, dall’indignazione, dall’ira, o dall’invidia o da altri peccati è come se avesse una figlia tormentata dal demonio, per la cui guarigione corre supplice dal Signore, in quanto è costretto a subire che le male arti del diavolo rendano demente il pensiero che nasce dal suo cuore, e perciò ne chiede la purificazione al Creatore con lamenti continui e preghiere insistenti.
Se uno ha deturpato il bene che ha fatto con la sozzura dello spergiuro, del furto, della bestemmia, della diffamazione, della rissa o dell’impurità del corpo o di altri peccati di questo genere, è come se avesse una figlia sconvolta dalle furie di uno spirito immondo, perché il merito della buona azione che aveva faticosamente compiuto, l’ha perduto assoggettandosi scioccamente agli inganni del diavolo. Perciò appena uno ha coscienza di aver peccato, subito cerchi rifugio nelle lacrime e nelle preghiere, chieda insistentemente l’intercessione e l’aiuto dei santi, perché intercedendo per la sua anima dicano al Signore: ti preghiamo o Signore pietoso e misericordioso, paziente e di grande benignità; perdona quest’anima che grida appresso a noi, perdona il peccato e dona la grazia, perché costui prostrato a terra chiede il nostro suffragio con sincero sentimento. Si sottometta con debita umiltà e non si giudichi degno delle pecore d’Israele, cioè della compagnia delle anime pure, ma si paragoni piuttosto ai cani e giudichi di essere indegno dei doni celesti. Tuttavia non smetta di pregare perché si è fatto sopraffare dalla disperazione ma sicuro della bontà del sommo Creatore abbia fiducia che come egli ha potuto fare di un ladrone un testimone della fede, di un persecutore un apostolo, di un pubblicano un evangelista, di pietre figli di Abramo, così può anche mutare un cane impudente in una pecora d’Israele, e concederle in virtù della purezza che le è stata donata, anche i pascoli della vita eterna; vale a dire si degna di fare giusto il peccatore, convertendolo dalla sua cattiva condotta e conducendolo, in virtù della buona azione, al regno dei cieli.
Il Signore, vedendo tanto ardore della nostra fede, tanta persistente perseveranza nella preghiera, finalmente avrà compassione e ci concederà quello che vogliamo, sì che, espulso il tumulto dei cattivi pensieri, sciolte le catene dei peccati, ci sia restituita la serenità dell’anima e la perfezione delle buone opere. …
Insomma se sull’esempio della donna Cananea insistiamo e restiamo ben saldi nella preghiera, ci assisterà la grazia del nostro Creatore che correggerà i nostri errori, monderà le impurità, rasserenerà le turbolenze. È infatti tanto giusto e fedele da rimettere i nostri peccati e purificarci da ogni iniquità, se insistenti ci rivolgiamo con la voce dell’anima a lui che vive e regna col Padre nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.
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