Oggi possiamo tutti sederci al banchetto
della Chiesa, poiché il vino è mutato nel
sangue di Cristo e noi tutti ne assumiamo
in santa letizia, glorificando il grande Sposo.
Romano il Melode, Inno 21, 30

2° Domenica del Tempo Ordinario – C

PRIMA LETTURA
Is 62,1-5

Gioirà lo sposo per la sposa.

SALMO RESPONSORIALE
Sal 95

R. Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.

SECONDA LETTURA
1Cor 12,4-11

L’unico e medesimo Spirito distribuisce a ciascuno come vuole.

CANTO AL VANGELO
(2Ts 2,14)

VANGELO
Gv 2,1-11

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù.

PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

La fede vigilante di Maria,
che è segno della maternità della Chiesa,
sa vedere le mancanze dei propri figli
per accoglierle con la misericordia
e presentarle a Gesù nella supplica.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 15, 1-17
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. (v. 7)

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 11, 1-44
Le sorelle mandarono … a dire [a Gesù]: “Signore, ecco, il tuo amico è malato”. (v. 3)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 11, 1-13
Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti. (vv. 5b-6)

DALLA LETTERA DI S. GIACOMO APOSTOLO, CAP. 5, 13-20
Pregate gli uni per gli altri per essere guariti. Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza. (v. 16b)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 5, 14-17
Se uno vede il proprio fratello commettere un peccato che non conduce alla morte, preghi, e Dio gli darà la vita. (v. 16a)

DAL LIBRO DEL PROFETA BARUC, CAP. 4, 5-5, 9
Ho deposto l’abito di pace, ho indossato il cilicio della supplica, griderò all’Eterno per tutti i miei giorni. … Io, infatti, spero dall’Eterno la vostra salvezza. (vv. 20. 22a)

DAL LIBRO DELL’ESODO, CAP. 32, 11-30
Il giorno dopo Mosè disse al popolo: “Voi avete commesso un grande peccato; ora salirò verso il Signore: forse otterrò il perdono della vostra colpa”. (v. 30)

DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 9, 7-29
Pregai il Signore e dissi: “Signore Dio, non distruggere il tuo popolo, la tua eredità”. (v. 2b)

DAL PRIMO LIBRO DI SAMUELE, CAP. 7, 2-17
Samuele alzò grida al Signore per Israele e il Signore lo esaudì. (v. 9b)

DAL SECONDO LIBRO DELLE CRONACHE, CAP. 6, 12-39
Ascolta le suppliche del tuo servo e del tuo popolo Israele, quando pregheranno in questo luogo. Tu ascoltali dai cieli, dal luogo della tua dimora; ascolta e perdona! (v. 21)

COMMENTO PATRISTICO

AGOSTINO
Commento al vangelo di Giovanni 8,9

Perché dunque il figlio ha detto alla madre: Che c’è tra me e te, donna? Non è ancora giunta la mia ora? Nostro Signore Gesù Cristo era Dio e uomo. Come Dio non aveva madre, come uomo l’aveva. Maria, quindi, era madre della carne di lui, madre della sua umanità, madre della debolezza che per noi assunse. Ora, il miracolo che egli stava per compiere, era opera della sua divinità, non della sua debolezza: egli operava in quanto era Dio, non in quanto era nato debole. Ma la debolezza di Dio è più forte degli uomini (1 Cor 1, 25). La madre esigeva un miracolo ed egli, accingendosi a compiere un’opera divina, sembra insensibile ai sentimenti di tenerezza filiale. E’ come se dicesse: Quel che di me compie il miracolo, non l’hai generato tu: tu non hai generato la mia divinità; ma siccome hai generato la mia debolezza, allora ti riconoscerò quando questa mia infermità penderà dalla croce. E’ questo il senso della frase: Non è ancora giunta la mia ora. Sulla croce riconobbe la madre, lui che da sempre la conosceva. Conosceva sua madre prima di nascere da lei, quando la predestinò; e prima di creare, come Dio, colei della quale come uomo sarebbe stato creatura. Tuttavia, in una certa ora misteriosamente non la riconosce, e poi in un’altra ora, che ancora doveva venire, di nuovo misteriosamente la riconosce. La riconobbe nell’ora in cui stava morendo ciò che ella aveva partorito. Moriva, infatti, non il Verbo per mezzo del quale Maria era stata creata, ma la carne che Maria aveva plasmato; non moriva Dio che è eterno, ma la carne che è debole. Con quella risposta, dunque, il Signore vuole aiutare i credenti a distinguere, nella loro fede, la sua persona dalla sua origine temporale. E’ venuto per mezzo di una donna, che gli è madre, lui che è Dio e Signore del cielo e della terra. In quanto Signore del mondo, Signore del cielo e della terra, certamente egli è anche Signore di Maria; in quanto creatore del cielo e della terra, è anche creatore di Maria; ma in quanto nato da donna e fatto sotto la legge (Gal 4, 4) – secondo l’espressione dell’Apostolo -, egli è il figlio di Maria. E’ ad un tempo Signore e figlio di Maria, ad un tempo creatore e creatura di Maria. Non meravigliarti del fatto che è ad un tempo figlio e Signore: Vien detto figlio di Maria come vien detto figlio di Davide, ed è figlio di Davide perché è figlio di Maria. Ascolta la testimonianza esplicita dell’Apostolo: Egli è nato dalla stirpe di Davide secondo la carne (Rm 1, 3). Ma egli è altresì il Signore di Davide. E’ lo stesso Davide che lo afferma. Ascolta: Parola del Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra (Sal 109, 1). Gesù pose i Giudei di fronte a questa testimonianza, e con essa li ridusse al silenzio. Come dunque egli è insieme figlio e Signore di Davide (Mt 22, 45), figlio secondo la carne e Signore secondo la divinità, così è figlio di Maria secondo la carne e Signore di Maria secondo la maestà. E poiché Maria non era madre della divinità, e il miracolo che ella chiedeva doveva compiersi in virtù della divinità, per questo disse: Che c’è tra me e te, donna? Non credere però, o Maria, che io voglia rinnegarti come madre; gli è che non è ancora giunta la mia ora; allora, quando l’infermità di cui sei madre penderà dalla croce, io ti riconoscerò. Ecco la prova di questa verità. Narrando la passione del Signore, il medesimo evangelista, che conosceva la madre del Signore e che come tale ce l’ha presentata in queste nozze, dice così: Stava là, presso la croce, la madre di Gesù, e Gesù disse a sua madre: Donna, ecco tuo figlio; poi al discepolo: Ecco tua madre (Gv 19, 25-27). Affida la madre al discepolo; affida la madre, egli che stava per morire prima di lei e che sarebbe risorto prima che ella morisse: egli, uomo, raccomanda ad un uomo una creatura umana. Ecco la natura umana che Maria aveva partorito. Era venuta l’ora alla quale si riferiva quando aveva detto: Non è ancora giunta la mia ora.

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