Saliamo sul monte, supplichiamo il Verbo
di Dio, affinché si mostri a noi nel
suo aspetto e nella sua bellezza.
S. Ambrogio, Esp. sul Vang. di Luca, VII, 12
Dio stipula l’alleanza con Abram fedele.
Gen 15,5-12.17-18 SALMO RESPONSORIALE
Sal 26 SECONDA LETTURA
Cristo ci trasfigurerà nel suo corpo glorioso.
Fil 3,17- 4,1 CANTO AL VANGELO
(Mc 9,7) VANGELO
Mentre Gesù pregava, il suo volto cambiò d’aspetto.
Lc 9,28-36 PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO
Il sonno è il segno del timore e della pesantezza del cuore:
chi si mantiene vigilante nell’ascolto e nella preghiera
vede la gloria di Gesù
ed è introdotto nella gioia della comunione dei figli di Dio.
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 12, 35-40
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli. (v. 37a)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 22, 39-46
Andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: “Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione.” (vv. 45b-46)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 5, 1-20
Svegliati, o tu che dormi, destati dai morti e Cristo ti illuminerà. (v. 14b)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI TESSALONICESI, CAP. 5
Voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre. Non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli e siamo sobrii. (vv. 5-6)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 21
Udii allora una voce potente che usciva dal trono: “Ecco la dimora di Dio con gli uomini”. (v. 3a)
DAL CANTICO DEI CANTICI, CAP. 5, 2-8
Io dormo, ma il mio cuore veglia. (v. 2a)
SALMO 1
Beato l’uomo che … si compiace della legge del Signore; la sua legge medita giorno e notte. (vv. 1a. 2)
SALMO 133 (132)
Ecco quanto è buono e quanto e soave che i fratelli vivano insieme! (v. 1)
COMMENTO PATRISTICO
BENEDETTO XVI
Angelus, 20 marzo 2011
L’odierna domenica, la seconda di Quaresima, è detta della Trasfigurazione, perché il Vangelo narra questo mistero della vita di Cristo. Egli, dopo aver preannunciato ai discepoli la sua passione, “prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce” (Mt 17,1-2). Secondo i sensi, la luce del sole è la più intensa che si conosca in natura, ma, secondo lo spirito, i discepoli videro, per un tempo breve, uno splendore ancora più intenso, quello della gloria divina di Gesù, che illumina tutta la storia della salvezza. San Massimo il Confessore afferma che “le vesti divenute bianche portavano il simbolo delle parole della Sacra Scrittura, che diventavano chiare e trasparenti e luminose” (Ambiguum 10: PG 91, 1128 B).
Dice il Vangelo che, accanto a Gesù trasfigurato, “apparvero Mosè ed Elia che conversavano con lui” (Mt 17,3); Mosè ed Elia, figura della Legge e dei Profeti. Fu allora che Pietro, estasiato, esclamò: “Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia” (Mt 17,4). Ma sant’Agostino commenta dicendo che noi abbiamo una sola dimora: Cristo; Egli “è la Parola di Dio, Parola di Dio nella Legge, Parola di Dio nei Profeti” (Sermo De Verbis Ev. 78,3: PL 38, 491). Infatti, il Padre stesso proclama: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo” (Mt 17,5). La Trasfigurazione non è un cambiamento di Gesù, ma è la rivelazione della sua divinità, “l’intima compenetrazione del suo essere con Dio, che diventa pura luce. Nel suo essere uno con il Padre, Gesù stesso è Luce da Luce” (Gesù di Nazaret, Milano 2007, 357). Pietro, Giacomo e Giovanni, contemplando la divinità del Signore, vengono preparati ad affrontare lo scandalo della croce, come viene cantato in un antico inno: “Sul monte ti sei trasfigurato e i tuoi discepoli, per quanto ne erano capaci, hanno contemplato la tua gloria, affinché, vedendoti crocifisso, comprendessero che la tua passione era volontaria e annunciassero al mondo che tu sei veramente lo splendore del Padre” (Κοντάκιον είς τήν Μεταμόρφωσιν, in: Μηναια, t. 6, Roma 1901, 341).
Cari amici, partecipiamo anche noi di questa visione e di questo dono soprannaturale, dando spazio alla preghiera e all’ascolto della Parola di Dio. Inoltre, specie in questo tempo di Quaresima, esorto, come scrive il Servo di Dio Paolo VI, “a rispondere al precetto divino della penitenza con qualche atto volontario, al di fuori delle rinunce imposte dal peso della vita quotidiana” (Cost. ap. Pænitemini, 17 febbraio 1966, III, c: AAS 58 [1966], 182). Invochiamo la Vergine Maria, affinché ci aiuti ad ascoltare e seguire sempre il Signore Gesù, fino alla passione e alla croce, per partecipare anche alla sua gloria.
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