Certo S. Tommaso ha dubitato dopo la
resurrezione del Signore, ma proprio il
suo dubbio ha confermato la fede della Chiesa.
S. Cromazio di Aquileia, Sermone 26
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune.
At 2,42-47 SALMO RESPONSORIALE
Sal 117 SECONDA LETTURA
Ci ha rigenerati per una speranza viva, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti.
1Pt 1,3-9 SEQUENZA
Leggi CANTO AL VANGELO
(Gv 20,29) VANGELO
Otto giorni dopo venne Gesù.
Gv 20,19-31 PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi
PERCORSO ESEGETICO
Gesù è fonte di gioia e di pace per la Chiesa,
avendola riconciliata con il Padre
per mezzo della sua passione – della quale mostra i segni –
aprendo per essa la sorgente dello Spirito Santo.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 7, 37-39
Non c’era ancora lo Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato. (v. 39b)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 19, 28-37
Uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue ed acqua. (v. 34)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 5, 1-13
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Questi è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. (vv. 5-6a)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 5, 1-21
Quando eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo. (v.10)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 2, 11-22
Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo. Egli, infatti, è la nostra pace. (vv. 13-14a)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI COLOSSESI, CAP. 1, 9-23
Piacque a Dio … per mezzo di lui [Cristo] riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli. (vv. 19a. 20)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 10, 1-10
Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre. (v. 10)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 2, 11-25
Egli portò i nostri peccati sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti. (vv. 24-25a)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 52, 13-53, 12
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. (v. 5b)
DAL LIBRO DELL’ESODO, CAP. 12, 1-14
Il sangue sulle vostre case sarà il segno che voi siete dentro: io vedrò il sangue e passerò oltre, non vi sarà per voi flagello di sterminio, quando io colpirò il paese d’Egitto. (v. 13)
COMMENTO PATRISTICO
S. PIETRO CRISOLOGO
Dal Sermone 84
La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, essendo le porte chiuse per timore dei Giudei, venne Gesù e si fermò mezzo a loro. Essendo la sera: era sera più per il dolore che per tempo. Era sera, perché le menti erano ottenebrate dalla tetra nube del dolore e dello sconforto, poiché, sebbene la notizia della resurrezione avesse concesso qualche barlume di luce, tuttavia il Signore non era ancora apparso splendente con la completa luminosità della sua luce. Ed essendo le porte chiuse per timore dei Giudei. La grandezza del terrore e la bufera di un così atroce delitto avevano chiuso, a un tempo, la casa e i cuori dei discepoli; e in tal modo avevano precluso ogni ingresso alla luce che, essendo sempre più i sensi oppressi dal dolore, aumentava il tenebroso riversarsi della notte. Non c’è tenebra notturna che possa paragonarsi alla nebbia del dolore e della paura, perché non possono essere mitigati da alcuna luce o di consolazione o di consiglio. Ascolta il profeta: Vennero su di me e mi coprirono le tenebre (Sal 54, 6). Ed essendo le porte chiuse per timore dei Giudei, Gesù venne e si fermò in mezzo a loro. Di grazia, perché si dubita che la illimitata divinità sia potuta penetrare nel segreto di un corpo chiuso e nella dimora verginale sbarrata dalla più completa integrità, dal momento che Essa dopo la risurrezione, ispessita misteriosamente dal nostro corpo, entra ed esce a porte chiuse e con tale prova si dimostra autrice di tutta la creazione, cui la creazione non si oppone e in tutto obbedisce? Ma se la verginità non sa rifiutare al suo Creatore il concepimento e il parto, se al suo Creatore la porta chiusa non può negare l’ingresso e l’uscita, in che modo la pietra del sepolcro, per quanto grande, per quanto sigillata dalla malvagità giudaica, si sarebbe potuta opporre al Salvatore che risorgeva?
Ma come la verginità e le porte chiuse fanno fede della Divinità, così la pietra rotolata via conferma la fede nella risurrezione perché non predispose alcuna uscita per il suo Signore ma, rotolata via, offre e consente un ingresso alla nostra fede.
Venne Gesù e si fermò in mezzo a loro e dice loro: “Pace a voi!”. I cuori dei discepoli sopportavano la lotta di un continuo conflitto tra fede e dubbio, tra disperazione e speranza, tra debolezza e grandezza d’animo.
Vedendo, dunque, la lotta di tali pensieri, Colui che li penetra e scruta nel segreto restituisce la pace a quelli che lo vedevano per la prima volta, affinché Colui che, sottratto in tal modo, aveva lasciato materia di conflitto, restituito alla loro vista, troncasse ogni motivo di contesa.
Alla vista del Signore i discepoli furono invasi di gioia.
Furono invasi di gioia. Quanto è più gradita la luce dopo le tenebre, il sereno dopo l’oscurità della tempesta, tanto è più apprezzata la gioia dopo il dolore.
Dice loro per la seconda volta: “Pace a voi!”. Che cosa rivela questa generosità nel ripetere il saluto di pace, se non che vuole che la tranquillità, imposta ai sentimenti dei singoli, fosse mantenuta tra loro anche col dono di una pace ripetuta? Certamente sapeva che in futuro avrebbero avuto non piccole lotte per il loro dubbio, vantandosi uno di aver persistito nella fede e un altro dolendosi di aver dubitato.
Per troncare, dunque, la iattanza e superbia dell’arrogante e guarire ed eliminare la sofferenza di colui che era stato debole – attribuendo, pietoso giudice alla situazione, non ai discepoli tutto ciò che era avvenuto – soffocò col dominio della sua pace le guerre che stavano per nascere, perché l’uno non rimproverasse all’altro ciò che egli, cui tutto si doveva, aveva perdonato per il futuro. Pietro rinnega, Giovanni fugge, Tommaso dubita, tutti lo abbandonano: se Cristo con la sua pace non avesse cancellato queste debolezze, Pietro, che era il primo tutti, sarebbe stato considerato inferiore, e chi veniva dopo di lui indebitamente sarebbe stato forse innalzato al primo posto.
Nuova Citeaux Per la promozione della cultura cistercense

