Ci raduniamo nelle chiese l’ottavo giorno
… chiudiamo le porte, ma sopravviene
e appare a noi tutti Cristo, in modo
invisibile come Dio, in modo visibile
con il corpo. Ci permette, infatti, di toccare
e ci dà la sua santa carne.
S. Cirillo di Alessandria, Commento al Vangelo di Giovanni XII, 20, 26
PRIMA LETTURA
Un cuore solo e un’anima sola.
SALMO RESPONSORIALE
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre». R/.
La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
Il Signore mi ha castigato duramente,
ma non mi ha consegnato alla morte. R/.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo! R/.
SECONDA LETTURA
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Otto giorni dopo venne Gesù.
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
PREGHIERA DEI FEDELI
Preghiamo insieme dicendo: Ascolta, Signore, il tuo popolo.
1. Per la Chiesa sparsa nel mondo, perché nella diversità di culture e di lingue ritrovi la sua unità attorno al Vangelo e all’unico comandamento dell’amore, preghiamo.
2. Per le persone che si impegnano per costruire una società basata sulla giustizia, sulla solidarietà e sul rispetto dei più deboli, perché sentano la forza della fede come sostegno nei loro sforzi quotidiani, preghiamo.
3. Per tutti coloro che a causa di un dolore o di una sofferenza hanno smarrito la propria fede, perché sentano la forza della preghiera delle comunità cristiane al loro fianco che li guida alla riscoperta del volto di Cristo risorto, preghiamo.
4. Per coloro che si trovano in ristrettezza economica, perché trovino nella società persone capaci di pensare strategie nuove, capaci di superare la crisi nella condivisione e nella solidarietà, preghiamo.
5. Per tutti coloro che partecipano a questa Eucaristia, perché, passati attraverso il mistero della Pasqua, riconosciamo la presenza del Signore risorto nella nostra comunità radunata nel giorno del Signore, preghiamo.
Signore Gesù, morto e risorto per la nostra salvezza, ascolta la preghiera della tua Chiesa e manifesta ancora a tutti i prodigi del tuo amore. Tu, che vivi e regni nei secoli dei secoli.
PERCORSO ESEGETICO
Gesù è fonte di gioia e di pace per la Chiesa,
avendola riconciliata con il Padre
per mezzo della sua passione
– della quale mostra i segni –
aprendo per essa la sorgente dello Spirito Santo.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 7, 37 – 39
Non c’era ancora lo Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato, (v. 39b)
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 19, 28 – 37
Uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue ed acqua, (v. 34)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. GIOVANNI APOSTOLO, CAP. 5, 1-13
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Questi è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue, (vv. 5-6a)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI ROMANI, CAP. 5,1-21
Quando eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo. (v. 10)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 2, 11-22
Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo. Egli, infatti, è la nostra pace. (vv. 13-14a)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI COLOSSESI, CAP. 1, 9-23
Piacque a Dio … per mezzo di lui (Cristo) riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli, (vv. 19a. 20)
DALLA LETTERA AGLI EBREI, CAP. 10, 1-10
Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre, (v. 10)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 2, 11-25
Egli portò i nostri peccati sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti, (vv. 24-25a)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 52, 13-53,12
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti, (v. 5b)
DAL LIBRO DELL’ESODO, CAP. 12, 1-14
Il sangue sulle vostre case sarà il segno che voi siete dentro: io vedrò il sangue e passerò oltre, non vi sarà per voi flagello di sterminio, quando io colpirò il paese d’Egitto, (v. 13)
COMMENTO PATRISTICO
S. CIRILLO DI ALESSANDRIA
Dal Commento al vangelo di Giovanni XII, 20, 19-21
Anche qui, il beato evangelista conferma la verità delle parole del Salvatore, dicendo che i discepoli si riempirono di gioia e di letizia nel vedere Gesù. Ricordiamo, infatti, che egli parlava, in modo oscuro, della santa croce e della risurrezione, quando diceva: Ancora un po’ e non mi vedrete più, e ancora un po’ e mi vedrete; ma il vostro cuore gioirà, e la vostra gioia nessuno ve la potrà rapire (Gv 16, 16. 22). Godevano i Giudei, pieni di insipienza, quando vedevano Gesù appeso alla croce; mentre il cuore dei santi discepoli era oppresso da un dolore fortissimo e insopportabile.
Ma egli, essendo vita per natura, dopo aver distrutto l’impero della morte tornò a vita, e mentre la gioia dei Giudei si spense, per i santi apostoli, invece, la tristezza si trasformò in gioia, e spuntò il germe della gioia completa e sempiterna. Cristo, infatti, morto una volta, per abrogare il peccato, come è scritto (Eb 9, 26), non morirà più. Poiché egli vive ed è sempre, custodirà, conseguentemente, a coloro che credono in lui, gioia sempiterna.
Salutava poi i discepoli, usando una frase familiare a loro: Pace a voi, stabilendo così quasi una legge per i figli della Chiesa. Avviene, infatti, che soprattutto nelle assemblee, ossia nelle sinassi, proprio all’inizio del mistero, ci diciamo queste parole scambievolmente.
Fomentare, infatti, la pace fra noi e Dio deve ritenersi come la sorgente e l’inizio d’ogni bene.
Perciò Paolo augurando a quelli che erano stati chiamati alla fede le cose migliori di tutte, dice: Sia a voi la grazia e la pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo (Rm 1, 17). E ancora, esortando, quelli che non ancora credevano, a fare la pace con Dio, dice: Per incarico di Cristo, dunque, noi siamo ambasciatori, ed è come se Dio esortasse a mezzo nostro. Vi supplichiamo in luogo di Cristo: riconciliatevi con Dio (2 Cor 5, 20). Né, di meno, ci esorta il profeta Isaia che grida: Facciamo la pace con lui, facciamo la pace, venendo (Is 27, 5). La forza, dunque, delle parole si addice a colui che dà la pace, anzi alla pace di tutti, cioè a Cristo: Egli, infatti, è la nostra pace, secondo le Scritture (Ef 2, 14).
Gesù disse, di nuovo, a loro: Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. Nostro Signore Gesù Cristo con queste parole, li nominò, stendendo le mani su di loro, guide e maestri e ministri dei suoi divini misteri, e ordina che essi, a guisa di lampade, illuminino e rischiarino non soltanto la sola regione dei Giudei, ma ogni regione che è sotto il sole, e tutti gli uomini che sono sparsi dappertutto e vi ci abitano.
. . . Riassumendo, pertanto, in poche parole, l’essenza dell’apostolato, dice che essi sono stali mandati da lui, come egli è stato mandato dal Padre, in modo che, da queste parole, capissero il compito che incombeva loro, quello cioè di invitare i peccatori alla penitenza, guarire, nel corpo e nello spirito, quelli che stanno male, e nell’economia delle cose, non cercare certamente la propria volontà, ma la volontà di colui dal quale sono stati mandati e, per quanto è possibile, salvare con il suo insegnamento il mondo.
E non sarà difficile conoscere quanto si siano prodigati i santi apostoli in ogni cosa: basta leggere gli Atti degli Apostoli e gli scritti di san Paolo.
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