Oggi possiamo tutti sederci al banchetto
della Chiesa, poiché il vino è mutato nel
sangue di Cristo e noi tutti ne assumiamo
in santa letizia, glorificando il grande Sposo.
Romano il Melode, Inno 21, 30
PRIMA LETTURA
Gioirà lo sposo per la sposa.
SALMO RESPONSORIALE
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome. R/.
Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie. R/.
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome. R/.
Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine. R/.
SECONDA LETTURA
L’unico e medesimo Spirito distribuisce a ciascuno come vuole.
CANTO AL VANGELO
VANGELO
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù.
In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
PREGHIERA DEI FEDELI
PERCORSO ESEGETICO
Le nozze di Cana sono segno dell’amore fedele di Dio
che ha scelto di legarsi come sposo
al suo popolo, che è la Chiesa.
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 3, 22-26
Chi possiede la sposa è lo sposo; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. (v. 29)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 25, 1-12
Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. (v. 1)
DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 11, 1-10
Io provo infatti per voi una specie di gelosia divina, avendovi promessi a un unico sposo. (v. 2a)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 19
Allora l’angelo mi disse: “Scrivi: Beati gli invitati al banchetto delle nozze dell’Agnello!”. (v. 9a)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 21
Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. (v. 2)
DAL CANTICO DEI CANTICI, CAP. 2
Ora parla il mio diletto e mi dice: “Alzati, amica mia, mia bella, e vieni!”. (v. 10)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 54
Tuo sposo è il tuo creatore. (v. 5a)
DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 16, 1-14
Giurai alleanza con te, dice il Signore Dio, e divenisti mia. (v. 8b)
DAL LIBRO DEL PROFETA OSEA, CAP. 2
Ti farò mi sposa per sempre. (v. 21a)
DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 7, 1-16
Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli – siete infatti il più piccolo di tutti i popoli -, ma perché il Signore vi ama. (vv. 7-8a)
COMMENTO PATRISTICO
AGOSTINO
Dai Trattati su Giovanni 8, 4. 9, 2-3
Invitato, il Signore si reca ad un festino di nozze. C’è da meravigliarsi che vada alle nozze in quella casa, lui che è venuto a nozze in questo mondo? Se non fosse venuto a nozze, non avrebbe qui la sposa. E che senso avrebbero allora le parole dell’Apostolo: Vi ho fidanzati ad uno sposo unico, come una vergine pura da presentare a Cristo? Che cosa teme l’Apostolo? Che la verginità della sposa di Cristo venga corrotta dall’astuzia del diavolo. Temo – dice – che come nel caso di Eva, il serpente nella sua astuzia corrompa i vostri sentimenti, deviandoli dall’amore sincero e casto verso Cristo (2 Cor 11, 2-3). Il Signore ha qui, dunque, una sposa che egli ha redento col suo sangue, e alla quale ha dato come pegno lo Spirito Santo. L’ha strappata alla tirannia del diavolo, è morto per le sue colpe, è risuscitato per la sua giustificazione. Chi può offrire tanto alla sua sposa? Offrano pure gli uomini quanto c’è di meglio al mondo: oro, argento, pietre preziose, cavalli, schiavi, ville, possedimenti: ci sarà forse qualcuno che può offrire il suo sangue? Se uno offrisse il suo sangue per la sposa, come potrebbe sposarla? Il Signore invece affronta serenamente la morte, dà il suo sangue per colei che sarà sua dopo la risurrezione, colei che già aveva unito a sé nel seno della Vergine. II Verbo, infatti, è lo sposo e la carne umana è la sposa; e tutti e due sono un solo Figlio di Dio, che è al tempo stesso figlio dell’uomo. II seno della vergine Maria è il talamo dove egli divenne capo della Chiesa, e donde avanzò come sposo che esce dal talamo, secondo la profezia della Scrittura: Egli è come sposo che procede dal suo talamo, esultante come campione nella sua corsa (Sal 18, 6). Esce come sposo dalla camera nuziale e, invitato, si reca alle nozze. …
Che il Signore abbia accettato l’invito e sia andato a nozze, a parte ogni significato mistico, è una conferma che egli è l’autore delle nozze. … E non si può dire che siano prive di nozze quelle donne che consacrano a Dio la loro verginità, esse che occupano nella Chiesa un grado più elevato di onore e di santità; poiché anch’esse partecipano insieme con tutta la Chiesa di quelle nozze nelle quali lo sposo è Cristo.
Il Signore, dunque, accettò l’invito alle nozze, per consolidare la castità coniugale, e rivelare il mistero dell’unione nuziale. Lo sposo delle nozze di Cana, infatti, cui fu detto: Hai conservato il buon vino fino ad ora, rappresentava la persona del Signore. Cristo, infatti, aveva conservato fino a quel momento il buon vino, cioè il suo Vangelo. E così cominciamo a scoprire i significati reconditi, secondo quanto ci concede colui nel cui nome ci siamo impegnati con voi. La profezia è esistita fin dai primordi, e ogni tempo ha avuto le sue profezie; ma finché in esse non si riusciva a vedere Cristo, erano come acqua. In un certo senso, infatti, il vino è nascosto nell’acqua. L’Apostolo c’insegna che cosa dobbiamo intendere in questa acqua: Fino al giorno d’oggi, quando si legge Mosè, rimane come un velo sopra il loro cuore; e non vien tolto, perché solo il Cristo può farlo sparire. Solo quando ci si convertirà al Signore, il velo cadrà (2 Cor 3, 15-16). Il velo è l’oscurità che avvolge la profezia, sì che questa rimane inintelligibile. II velo è tolto quando ti converti al Signore: quando ti converti al Signore è tolta l’insipienza, e ciò che era acqua, per te diventa vino. Cosa c’è di più insipido, di più insignificante di tutti i libri profetici, se li leggi senza scoprire in essi il Cristo?
Ma se vi scopri il Cristo, non solo acquista sapore ciò che leggi, ma addirittura ti inebria, ed elevando la tua anima ben al di sopra del corpo, ti farà dimenticare ciò che ti sta dietro, per farti protendere verso ciò che ti sta davanti.
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