19.a Domenica del T.O. – C

19.a Domenica del T.O. – C

Questa è la vita che ci viene promessa: il
Signore ci farà accomodare a tavola e si
metterà a servirci.
S. Agostino, Discorso 104, 6

PRIMA LETTURA
Come punisti gli avversari, così glorificasti noi, chiamandoci a te.
Sap 18,6-9
SALMO RESPONSORIALE
Sal 32
SECONDA LETTURA
Aspettava la città il cui architetto e costruttore è Dio stesso.
Eb 11,1-2.8-19
CANTO AL VANGELO
(Mt 24,42-44)
VANGELO
Anche voi tenetevi pronti.
Lc 12,32-48
PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO

Il desiderio dei beni celesti e dell’amicizia con Dio
è la sorgente della vigilanza cristiana
con la quale si attende il ritorno del Signore Gesù
nella custodia e nell’esercizio dei doni ricevuti.

DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 25, 1-13
Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. (v. 10)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 2, 22-38
[Anna] non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e
giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Israele. (vv. 37b-38)

DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 21, 29-36
Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo. (v. 36)

DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI FILIPPESI, CAP. 3, 1-4, 1
Dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la mèta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù. (vv. 13b-14)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 1, 1-21
Perciò, dopo aver preparato la vostra mente all’azione, siate vigilanti, fissate ogni speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si rivelerà. (v. 13)

DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 4, 7-11
La fine di tutte le cose è vicina. Siate dunque moderati e sobri, per dedicarvi alla preghiera … Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio. (vv. 7. 10)

DALLA SECONDA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 3
Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi così, quali non dovete essere voi, nella santità della condotta e nella pietà, attendendo e affrettando la venuta del giorno di Dio. (vv. 11-12a)

SALMO 130 (129)
L’anima mia attende il Signore più che le sentinelle l’aurora. (v. 6)

DAL LIBRO DELLA SAPIENZA, CAP. 6, 1-21
Chi custodisce attentamente le cose sante sarà santificato. (v. 10a)

DAL CANTICO DEI CANTICI, CAP. 1
Attirami dietro di te, corriamo! M’introduca il re nelle sue stanze. (v. 4)

COMMENTO PATRISTICO

BASILIO DI CESAREA
Hom. Quod mundanis, 2 s., 5

I valori della vita umana

Non vi sembra che la vita sia una via lunga e distesa e quasi un cammino segnato da tappe? Il cammino ha inizio col parto materno e finisce col sepolcro, dove, chi prima chi dopo, arrivano tutti; alcuni dopo aver fatto tutte le tappe, altri già alle prime. Dalle altre strade, che menano da una città all’altra, si può uscire, ci si può fermare, se uno lo vuole; questa invece, anche se volessimo rimandare il percorso, trascina i viandanti senza posa alla meta prestabilita. E neanche è possibile che uno che è uscito dalla porta e s’è messo sulla via, non raggiunga la meta. Ciascuno di noi, appena uscito dal seno materno, è preso dal fiume del tempo, lasciandosi sempre indietro il giorno vissuto, senza possibilità di ritorni. Noi ci congratuliamo degli anni che passano e alle diverse tappe siamo felici, come se guadagnassimo qualche cosa e ci sembra bello, quando uno da ragazzo diventa uomo e da uomo diventa vecchio. Ma dimentichiamo che tutto il tempo che abbiamo vissuto è un tempo che non abbiamo più; così a nostra insaputa la vita si consuma, sebbene noi la misuriamo dal tempo che è passato via. E non pensiamo quanto sia incerto quant’altro tempo ci voglia concedere colui che ci ha mandato a fare questo viaggio e quando ci aprirà le porte d’ingresso alla dimora stabile e che dobbiamo tenerci sempre pronti a partire di qua. Ci dice, però: “Tenete la corda ai fianchi e la lucerna accesa siate simili ai servi che aspettano il ritorno del padrone e si tengono pronti, in modo che gli possano aprire, appena bussa” (Lc 12,35-36)… Tralasciamo le cose inutili e curiamo le cose che sono veramente nostre. Ma quali sono le cose veramente nostre? L’anima, per la quale viviamo e che è intelligente e il corpo, che il Creatore ci ha dato come veicolo per passar la vita. Questo è l’uomo, una mente in una carne complementare. Questo vien fatto dal Creatore nel seno materno. Questo viene alla luce col parto. Questo è destinato a dominare sulle cose terrene. Le creature gli sono sottoposte, perché eserciti la virtù. Gli è data una legge, perché rassomigli al suo Creatore e porti sulla terra un segno della disciplina del cielo. Di qui viene. Questo è chiamato al tribunale di Dio, che lo ha mandato; è chiamato in giudizio, riceverà la mercede di ciò che fa nella vita. E le virtù saranno cosa nostra, se saranno diligentemente fuse con la natura; e non ci abbandonano, se non le cacciamo con i vizi, e ci vanno innanzi alla gloria futura e mettono tra gli angeli chi le coltiva e splendono eternamente sotto gli occhi del Creatore. Le ricchezze invece e i titoli e la gloria e i piaceri e tutta la turba di queste cose che crescono ogni giorno per la nostra insipienza, non vennero alla vita con noi e non ci accompagnano all’uscita; ma in ogni uomo rimane fisso e certo, ciò che fu detto dal giusto: “Sono uscito nudo dal seno di mia madre e nudo tornerò” (Gb 1,11).

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