Questa è la vita che ci viene promessa: il
Signore ci farà accomodare a tavola e si
metterà a servirci.
S. Agostino, Discorso 104, 6
PRIMA LETTURA
Come punisti gli avversari, così glorificasti noi, chiamandoci a te.
Sap 18,6-9 Dal libro della Sapienza
La notte (della liberazione) fu preannunciata ai nostri padri,
perché avessero coraggio,
sapendo bene a quali giuramenti avevano prestato fedeltà.
Il tuo popolo infatti era in attesa
della salvezza dei giusti, della rovina dei nemici.
Difatti come punisti gli avversari,
così glorificasti noi, chiamandoci a te.
I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto
e si imposero, concordi, questa legge divina:
di condividere allo stesso modo successi e pericoli,
intonando subito le sacre lodi dei padri.
SALMO RESPONSORIALE
R/. Beato il popolo scelto dal Signore.
Sal 32 Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità. R/.
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. R/.
L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo. R/.
SECONDA LETTURA
Aspettava la città il cui architetto e costruttore è Dio stesso.
Eb 11,1-2.8-19 Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.
Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso.
Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare.
Nella fede morirono tutti costoro, senza aver ottenuto i beni promessi, ma li videro e li salutarono solo da lontano, dichiarando di essere stranieri e pellegrini sulla terra. Chi parla così, mostra di essere alla ricerca di una patria. Se avessero pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto la possibilità di ritornarvi; ora invece essi aspirano a una patria migliore, cioè a quella celeste. Per questo Dio non si vergogna di essere chiamato loro Dio. Ha preparato infatti per loro una città.
Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco, e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito figlio, del quale era stato detto: «Mediante Isacco avrai una tua discendenza». Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe anche come simbolo.
CANTO AL VANGELO
(Mt 24,42-44) Alleluia, alleluia.
Vegliate e tenetevi pronti,
perché, nell’ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo.
Alleluia.
VANGELO
Anche voi tenetevi pronti.
Lc 12,32-48 + Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».
PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi Gesù ci chiede di rimanere sempre vigili, ma di non perdere nell’attesa la nostra serenità e la nostra fiducia.
Preghiamo insieme e diciamo: Signore, rendici pronti per il tuo amore.
1. Perché la nostra fede sia simile ad una roccia, a volte incapace di dare risposte ma sempre ferma e irremovibile. Preghiamo.
2. Perché dove il futuro è oscuro non smetta mai di risplendere la tua luce. Preghiamo.
3. Perché la precarietà in cui viviamo, e che molti soffrono, sia resa finalmente stabile da una società costruita sulla giustizia e sulla speranza e dalla collaborazione sincera tra fratelli. Preghiamo.
O Padre, la tentazione di reagire alle iniquità del mondo con la disonestà e la violenza è grande. Aiutaci a contrastare l’azione del male nella Storia con armi diverse dalle sue, seguendo il cammino di Gesù, mite ed umile di cuore. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.
PERCORSO ESEGETICO
L’uso dei beni
nell’esercizio della misericordia e dell’elemosina
predispone il cuore a ricevere le vere ricchezze,
cioè la pienezza della fede, della speranza e della carità
che il Padre ha preparato per i suoi figli nel cielo.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 19, 16-30
Gli disse Gesù: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi”. (v. 21)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 25, 31-46
In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. (v. 40)
DAL VANGELO SECONDO LUCA, CAP. 6, 27-38
Date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio. (v. 38)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI, CAP. 10, 11-33
Cornelio, sono state esaudite le tue preghiere e ricordate le tue elemosine davanti a Dio. (v. 31)
DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AI CORINZI, CAP. 9, 6-15
Tenete a mente che chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. (v. 6)
SALMO 112 (111)
Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua potenza s’innalza nella gloria. (v. 9)
DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 29, 8-13
Sfrutta le ricchezze secondo i comandi dell’Altissimo, ti saranno più utili dell’oro. (v. 11)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 58, 1-14
Se offrirai il pane all’affamato, se sazierai chi è digiuno … Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono. (vv. 10a. 11)
DAL LIBRO DI TOBIA, CAP. 4
Dei tuoi beni fa’ elemosina. Non distogliere mai lo sguardo dal povero, così non si leverà da te lo sguardo di Dio. … Così ti preparerai un bel tesoro per il giorno del bisogno, poiché l’elemosina libera dalla morte e salva dall’andare tra le tenebre. (vv. 7, 9-10)
COMMENTO PATRISTICO
S. AMBROGIO
Dal Commento al Salmo 118, XIV, 11-13
La fede ti sia compagna nel cammino, la Scrittura divina sia la tua strada. Buona guida è la parola di Dio. Accendi il tuo lume a questa lampada, perché il tuo occhio interiore, che è la lucerna del tuo corpo, sia illuminato. Tu hai molte lampade; accendile tutte perché ti è stato detto: Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese (Lc 12, 35). Dove grande è l’oscurità, sono necessarie molte lampade e in tante tenebre deve risplendere la luce dei nostri meriti. Queste sono le lucerne che la legge stabilì dovessero brillare continuamente nel tabernacolo della testimonianza. Esso rappresentava il nostro corpo, nel quale venne il Cristo, che attraverso una tenda più grande e più perfetta, entrò una volta per sempre nel santuario con il proprio sangue (Eb 9, 11. 12) per purificare l’anima nostra da ogni opera di morte e da ogni macchia. Ora nei nostri corpi, che con la qualità delle loro azioni manifestano i nostri pensieri nascosti, deve sempre risplendere la luce chiara delle nostre virtù come altrettante lampade.
Queste sono le lucerne ardenti che risplendono giorno e notte nel tempio di Dio. Se conservi il tuo corpo un tempio di Dio, se le tue membra sono membra di Cristo, le tue virtù brillano di luce chiara e nessuno, tranne il tuo peccato, le può spegnere.
Di questa luce di menti pure e affetti sinceri risplendano le nostre solennità.
Brilli sempre dunque la tua lampada. II Cristo rimprovera anche quelli che, pur possedendo la lucerna, non la tengono sempre accesa, dicendo: Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese (Lc 12, 35). Non dobbiamo godere solo per qualche tempo di questa luce. Ne gode per poco tempo chi, dopo aver ascoltato in Chiesa la parola e averne gioito, appena esce dimentica tutto e non se ne cura.
Costui cammina in casa sua senza luce, perciò è nelle tenebre e compie azioni tenebrose, rivestito degli abiti del diavolo, non di Cristo. Ecco ciò che avviene quando la lucerna della parola non è accesa.
Non trascuriamo mai la parola del Signore, che è per noi fonte di ogni virtù e progresso di tutte le nostre opere.
Se le membra del corpo non possono operare bene senza la luce – i piedi infatti sono incerti e le mani sbagliano –, quanto più devono essere illuminati dalla luce della parola i passi dell’anima e le operazioni della nostra mente. Come Tommaso toccò i segni della risurrezione del Signore, così alla luce della parola le mani dell’anima non errano. Questa lucerna rimanga accesa in ogni parola e in ogni opera.
Ogni nostro passo interiore ed esterno sia diretto verso di essa.
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