19.a Domenica del T.O. – B

Questo pane è la carne di Cristo, che
sull’altare della croce, è stata immolata
per la vita del mondo. E’ questa che la
Chiesa mangia, e per ciò non muore, ma vive in eterno.
S. Bruno di Segni, Comm. al vang. di Giovanni 1,18

PRIMA LETTURA
Con la forza di quel cibo camminò fino al monte di Dio.
1Re 19,4-8

SALMO RESPONSORIALE
Sal 33

 

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino. R/.
Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato. R/.
Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce. R/.
L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. R/.

SECONDA LETTURA
Camminate nella carità come Cristo.
Ef 4,30-5,2

CANTO AL VANGELO
(Gv 6,51)

VANGELO
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.
Gv 6,41-51

 

In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».

Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

PREGHIERA DEI FEDELI
Leggi

 

Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.

 

1. Per la Chiesa, grande comunità dei figli di Dio presente in ogni luogo: trovi sempre il centro della sua vita nella celebrazione dell’Eucaristia, intorno all’altare dove Gesù si dona come pane di vita, preghiamo.
2. Per coloro che cercano Dio e non sanno riconoscerlo: perché i cristiani uniti nella parola invochino il dono della fede per tutti gli uomini, preghiamo.
3. Per i cristiani: la riflessione sulla parola di Dio li persuada a riconoscere ogni cosa come dono di Dio, certi che l’esperienza religiosa non si fonda solo sulle opere, sui sacrifici, sulle offerte, ma anzitutto nel sentirsi accompagnati dal Padre, preghiamo.
4. Per la nostra comunità cristiana: partecipi con gioia alla Mensa, condivida il pane anche con tutti i fratelli lontani e con coloro che hanno bisogno del nostro sostegno, preghiamo.

 

Padre santo, aiutaci ad andare incontro a Cristo, perché attraverso di Lui possiamo giungere a te. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

PERCORSO ESEGETICO

Il Padre, per introdurre gli uomini nella vita,
ha preparato fin dal principio un nutrimento per loro.

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI, CAP. 6, 1-15
Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, finché ne vollero, (v. 11)

DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 22, 1-15
In mezzo alla piazza della città e da una parte e dall’altra del fiume si trova un albero di vita che dà dodici raccolti e produce frutti ogni mese. (v. 2a)

SALMO 23 (24)
Davanti a me tu prepari una mensa sotto gli occhi dei miei nemici, (v. 5a)

DAL LIBRO DEI PROVERBI, CAP. 9, 1-6
Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato. (v.5)

DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 24, 1-21
Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate, e saziatevi dei miei prodotti, (v. 18)

DAL LIBRO DEL PROFETA EZECHIELE, CAP. 47, 1-12
I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina, (v. 12b)

DAL LIBRO DELLA GENESI, CAR 2, 8 – 15
Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino, (v. 9a)

DAL LIBRO DEL DEUTERONOMIO, CAP. 8
Ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi … per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore, (v. 3)

DAL SECONDO LIBRO DEI RE, CAP. 4, 42-44
Così dice il Signore: “Ne mangeranno e ne avanzerà anche”, (v. 43b)

COMMENTO PATRISTICO

S. BRUNO DI SEGNI
Dal Commento a Giovanni I, 17-18

Intanto i Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: “Io sono il pane disceso dal cielo” E dicevano: “Non è costui il figlio di Giuseppe, del quale conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: Sono disceso dal cielo?”. Sembrava loro impossibile, infatti, che fosse disceso dal cielo, colui che ritenevano essere un uomo soltanto, e da uomini nato. E realmente, se altro non fosse stato, non avrebbe potuto scendere dal cielo.

Rispose Gesù e disse loro: “Non mormorate tra di voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.

Non mormorate, dice, non vogliate indurire il cuore.

So infatti che non potete venire a me, perché il Padre non vi attira. Nessuno infatti può venire a me se non lo attira il Padre che mi ha mandato. Ed attira non con la violenza, ma con l’amore. Secondo quell’espressione che dice: “Ciascuno è attratto dal proprio desiderio”. Dio, quindi, non attrae nessuno che non voglia andare, e non desideri essere salvato.

Per questo sta scritto: Se vorrete e mi ascolterete, mangerete i frutti della terra, ma se non vorrete, la spada vi divorerà (Is 1, 19). Questa dunque è la causa per la quale costoro non potevano venire a lui né comprenderlo, perché a loro il Signore diceva questo.

E poiché la resurrezione dei cattivi procura la morte piuttosto che la vita, per questo il Signore dice dell’uomo giusto: E io lo resusciterò nell’ultimo giorno. Veramente infatti risusciterà colui che non difenderà più a lungo nulla di quelle cose che portano alla morte.

Segue: Sta scritto nei profeti: E tutti saranno docili a Dio. E’ infatti “docile” colui che può essere istruito. Tali infatti sono i figli della Chiesa, ai quali lo stesso Signore dice: A voi è dato di conoscere il mistero del Regno dei cieli: ma a loro non é dato, affinché vedendo non vedano, e udendo non intendano. Indurito è infatti il cuore di questo popolo, e sono diventati duri d’orecchi, e hanno chiuso i loro occhi, perché non vedano con gli occhi, non sentano con gli orecchi, e si convertano e io li risani (Mt 13, 11-14). Il Padre, dunque, attrae, ed al Figlio vengono, coloro che sono “docili”, che si lasciano insegnare ed istruire sulla sua fede e dottrina. Per questo anche si può dire: Tutti coloro che hanno udito il Padre e hanno imparato, vengono a me. É infatti “docile” colui che ha ascoltato ed imparato; per questo non basta ascoltare.

Tutti costoro infatti ascoltavano il Padre, poiché nel Figlio ed attraverso il Figlio, il Padre parlava.

Tuttavia non venivano al Figlio, poiché le cose che si dicevano non potevano né comprenderle né impararle.

Segue: Non che alcuno abbia visto il Padre, se non colui che è da Dio. Costui ha visto il Padre. Per questo non ha detto: Tutti coloro che hanno udito il Padre, perché nessuno può ascoltare o vedere il Padre nella sua propria essenza, se non solamente colui che è da Dio, che è uscito da Dio, che è Dio da Dio, luce da luce. Solamente costui vede il Padre. Per questo anche si dice altrove: Nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio, e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare (Mt 11, 27). In verità, in verità vi dico, chi crede in me ha la vita eterna.

Ve l’ho detto e ancora ve lo dico, chi crede in me ha la vita eterna. Ecco io ve l’ho detto, se crederete sarete beati, se non crederete non rimane alcuna scusa.

Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, e sono morti. Questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Mormorate, dice, perché vi ho detto: Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Ecco, ve lo dico ancora: Io sono il pane e il pane della vita e che sono disceso dal cielo. Di questo pane, infatti, si nu trono sia gli angeli che gli uomini. E perché si dica pane della vita, egli stesso lo spiega quando dice: affinché chi ne mangia non muoia. E, certo, egli stesso è disceso dal cielo secondo la divinità: I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti. È dunque migliore questo pane della manna, poiché coloro che mangiarono la manna, sono morti; chi invece mangerà di questo pane, non morirà.

Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Chi mangerà di questo pane vivrà in eterno, e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo. Già ora, mentre il Signore spiega, comprendiamo cosa sia questo pane. Questo pane, infatti, è la carne di Cristo, che sull’altare della croce è stata immolata per la vita del mondo. É questa che la Chiesa mangia, e per questo non muore, ma vive in eterno. Il pane e il vino, infatti, che sono posti sull’altare, sono santificati, alla voce del sacerdote, dalla celeste benedizione, e si trasformano, nella sostanza, nella carne e nel sangue di Cristo, affinché divenga un’unica e medesima sostanza sia della carne che è nata dalla Vergine, sia di quella che è trasformata dal pane.

Questo così grande ed ammirabile sacramento iniziò quando il nostro Salvatore benedicendo il pane e il vino disse ai discepoli: Prendete e mangiate, questo è il mio corpo e questo è il calice della nuova alleanza nel mio sangue (Mt 26, 26-27). Mai infatti qualcuno mangiò corporalmente la carne di Cristo prima di questo sacrifìcio. Mai qualcuno l’avrebbe mangiata, se questo sacrificio non fosse stato corporale. In ciò, dunque, si mangia e ciò che è mangiato non diminuisce; e mai se ne mangerebbe, se questo pane non venisse mutato sostanzialmente in quella carne dalla benedizione di Cristo. Questo, infatti, è il mutamento della destra dell’Altissimo.

Ma chi si meraviglia che la carne di Cristo mangiata non diminuisca, quando è cosa certa che i cinquemila uomini sono stati saziati dai cinque pani, e quegli stessi pani non sono diminuiti, ma piuttosto moltiplicati? … Dici forse: “Mirabili sono queste cose”. Nulla infatti Dio ha compiuto, che non sia meraviglioso.

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