Se il tuo piede vacilla, se dubiti, se non
riesci a superare qualcosa, se cominci ad
affondare, esclama: “Signore, salvami!”.
Lui solo infatti ti libera dalla morte della
carne, egli che nella sua carne è morto per te.
S. Agostino, Discorso 76, 9
Fermati sul monte alla presenza del Signore.
1Re 19,9.11-13 SALMO RESPONSORIALE
Sal 84 SECONDA LETTURA
Vorrei essere io stesso anàtema, separato da Cristo, a vantaggio dei miei fratelli.
Rm 9,1-5 CANTO AL VANGELO
(Sal 129,5) VANGELO
Comandami di venire verso di te sulle acque.
Mt 14,22-33 PREGHIERA DEI FEDELI
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PERCORSO ESEGETICO
La Chiesa è soggetta a molte prove e tribolazioni
perché contro di essa soffia il vento
delle vane dottrine degli uomini
e si scatena il tumultuare delle loro passioni.
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 5, 1-16
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. (vv. 11-12a)
DAL VANGELO SECONDO MATTEO, CAP. 7, 21-29
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. (v. 25)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 4, 11-16
Questo affinché non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, secondo l’inganno degli uomini, con quella loro astuzia che tende a trarre nell’errore. (v. 14)
DALLA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO AGLI EFESINI, CAP. 6, 10-17
Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. (v. 16)
DALLA SECONDA LETTERA DI S. PAOLO APOSTOLO A TIMOTEO, CAP. 3
Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati. (v. 12)
DALLA PRIMA LETTERA DI S. PIETRO APOSTOLO, CAP. 4, 12-19
Carissimi, non siate sorpresi per l’incendio di persecuzione che si è acceso in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. (v. 12)
DAL LIBRO DELL’APOCALISSE, CAP. 12, 1-18
Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù. (v. 17)
DAL LIBRO DEL SIRACIDE, CAP. 2
Figlio, se ti presenti per servire il Signore, prepàrati alla tentazione. (v. 1)
DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA, CAP. 57, 14-21
Gli empi sono come un mare agitato che non può calmarsi e le cui acque portan su melma e fango. (v. 20)
DAL LIBRO DEL PROFETA GEREMIA, CAP. 11, 1-12, 6
Ero come un agnello mansueto che viene portato al macello, non sapevo che essi tramavano contro di me, dicendo: “Abbattiamo l’albero nel suo rigoglio, strappiamolo dalla terra dei viventi; il suo nome non sia più ricordato”. (v. 19)
COMMENTO PATRISTICO
S. CROMAZIO DI AQUILEIA
Dal Commento a Matteo, Trat. 52
Dopo aver dimostrato la potenza del suo potere divino, per mezzo della quale con cinque pani e due pesci saziò cinquemila uomini, senza contare le donne e i fanciulli, subito ordinò ai suoi discepoli di salire sulla barca e di precederlo al di là del mare in attesa che Egli congedasse la folla. E congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Il Signore e Salvatore nostro pregò per offrire a tutti noi un esempio come Maestro e Signore. Pregò per dimostrare che egli non era il Padre, ma il Figlio. E pregò non per sé.
Perché avrebbe dovuto pregare per sé Colui che non solo non commise peccato, ma cancellò i peccati di tutti? Quindi pregò per noi secondo ciò che Davide aveva preannunciato, per ispirazione dello Spirito Santo, dicendo: Volgiti, Signore, e prega per i tuoi servi (Sal 89, 13). Che ciò sia avvenuto, dichiara apertamente l’evangelista Giovanni, che riferisce chiaramente le stesse parole del Signore, con le quali pregò il Padre per noi: Padre, voglio che dove sono io, anche questi siano con me e vedano la mia gloria. E ancora: Non ti prego soltanto per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me (Gv 17, 24. 20). Questa, dunque, fu la preghiera che il Signore rivolse al Padre per noi che cioè siamo una cosa sola e siamo giudicati degni del regno celeste per vedere la sua gloria.
Venuta la sera era solo colà. Ma la barca, ormai nel mezzo del mare, era sbattuta dalle onde. C’era infatti un vento contrario. E verso la fine della notte venne verso di loro camminando sul mare. Mentre il Signore, quale maestro del genere umano, ci offriva l’esempio della preghiera e la barca in mezzo al mare per il vento contrario era sbattuta dai flutti, il Signore, dice il Vangelo, venne verso di loro camminando sopra il mare. Con ciò rivelò chiaramente la potenza della sua divinità. Chi avrebbe potuto in fatti, camminare sopra il mare, se non il Creatore dell’universo? Quegli, appunto, del quale, un tempo per bocca del beato Giobbe, lo Spirito Santo aveva affermato: Egli stende il cielo da solo e cammina sul mare come sopra la terra (Gb 9, 8). E che, per bocca di Salomone, in persona della Sapienza, parla ugualmente di questo stesso argomento, dicendo: Ho posto la mia dimora nel più alto dei cieli e il mio trono era su una colonna di nubi. Da sola ho percorso il giro del cielo e ho camminato sui flutti del mare (Sir 24, 7-8). E di lui Davide, in un salmo, attestò: Dio, sul mare passa la tua via e i tuoi sentieri sulle grandi acque (Sal 76, 20). Di lui, ugualmente, parlò Abacuc, dicendo: Spargendo acque sul cammino, l’abisso fece sentire la sua voce (Ab 3, 10). Che c’è di più chiaro di queste testimonianze, che cosa c’è di più limpido? Da esse risulta chiaramente che egli cammina sul mare come sopra la terra, cioè l’unigenito Figlio di Dio, che un tempo, secondo la volontà del Padre, stese il cielo, e ai tempi di Mosè su una colonna di nube fece da guida al popolo. Perciò anche dalle stesse testimonianze gli eretici devono riconoscere di quale empia incredulità siano schiavi, essi che hanno osato negare che Cristo sia Dio. Camminò, dunque, il Signore sopra il mare, egli che è creatore e fondatore dell’universo. Non poteva, infatti, privare della gravità i corpi, così da camminare sulle onde del mare, egli che aveva creato la natura umana, lo stesso mare e tutti gli esseri celesti e terrestri?
Perciò anche le acque, mentre infuriavano le onde marine, obbedivano gioiose col dovuto ossequio di sottomissione al loro Signore e Creatore.
Vedendo, dunque, i discepoli il Signore camminare sul mare, non sapendo che era lui, colpiti dallo stupore per quell’insolito prodigio, pensavano che fosse un fantasma. Sapevano, infatti, che la natura umana non consente che questo nostro corpo terreno sia sostenuto dalle onde così che lo reggano. Ma il Signore, per rassicurare lo spavento dei suoi discepoli, disse: Coraggio, non abbiate paura, sono io, mostrando che egli era Colui che un tempo aveva detto a Mosè: Io sono colui che sono (Es 3, 14), affinché i discepoli, riconoscendo il Signore e Dio loro udendone la voce, cessassero di stupirsi o che il Creatore signoreggiasse la creatura o che la creatura servisse il Creatore. Perciò, come udirono il Signore dire: Sono io, credettero subito che fosse possibile al Figlio di Dio quello che sapevano impossibile per un uomo.
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